Fedriga: “Aspettiamo il voto del mio Friuli Venezia Giulia, aiuterà a superare lo stallo”
Giampaolo Visetti , dal nostro inviato GIAMPAOLO VISETTIIl candidato governatore: "Dopo il 29 aprile tutti dovranno riflettere su dati reali. Se il Nord che cresce si affida alla Lega se ne terrà conto?"
MONFALCONE. "Se la fase dei veti e dei personalismi finisce, un governo per il cambiamento può nascere in poche ore. Il punto è partire da un programma concreto in quattro punti: abolizione della legge Fornero, lotta all'immigrazione clandestina, sicurezza e abbattimento della pressione fiscale". Massimiliano Fedriga parla davanti al municipio di Monfalcone, ex "Stalingrado d'Italia" degli operai Fincantieri, dove nel 2016 il dominio della sinistra è tramontato dopo settant'anni, anticipando la svolta nazionale a destra in piena era Renzi. Domenica prossima il braccio destro di Salvini è "ragionevolmente ottimista" di essere eletto governatore del Friuli Venezia Giulia, sfilando al centrosinistra dell'uscente Debora Serracchiani l'ultima regione del Nord. "I sondaggi, qui, danno la Lega tra il 27 e il 33%, solidamente primo partito e al suo massimo storico, ma io spero in una vittoria di tutto il centro…
MONFALCONE. "Se la fase dei veti e dei personalismi finisce, un governo per il cambiamento può nascere in poche ore. Il punto è partire da un programma concreto in quattro punti: abolizione della legge Fornero, lotta all'immigrazione clandestina, sicurezza e abbattimento della pressione fiscale". Massimiliano Fedriga parla davanti al municipio di Monfalcone, ex "Stalingrado d'Italia" degli operai Fincantieri, dove nel 2016 il dominio della sinistra è tramontato dopo settant'anni, anticipando la svolta nazionale a destra in piena era Renzi. Domenica prossima il braccio destro di Salvini è "ragionevolmente ottimista" di essere eletto governatore del Friuli Venezia Giulia, sfilando al centrosinistra dell'uscente Debora Serracchiani l'ultima regione del Nord. "I sondaggi, qui, danno la Lega tra il 27 e il 33%, solidamente primo partito e al suo massimo storico, ma io spero in una vittoria di tutto il centrodestra".
È vero che Salvini, subito dopo un altro trionfo elettorale nel Nordest, è pronto a rompere con Berlusconi per formare da solo il governo con Di Maio?
"Noi continuiamo a partire dello schema confermato da Salvini: accordo con M5S dell'intera coalizione di centrodestra che ha vinto le politiche. Superare le stagione dei veti non sarà semplice, ma oggi non ci sono alternative".
Se il presidente Mattarella lo suggerisse, entrereste in un "governo di tutti"?
"Governare con il Pd è fuori discussione. Trovare accordi con Renzi su riforme concrete sarebbe impossibile. Non resta che un patto tra centrodestra e M5S".
Se Di Maio non ritratta il no a Berlusconi si torna alle urne?
"Aspettiamo. Il voto in Friuli Venezia Giulia e le trattative per il governo a Roma sono cose diverse ma il tempo aiuta a chiarirsi le idee e per la Lega sento che il clima è sempre migliore. Non vedo condizionamenti reciproci, ma Trieste è pronta a guidare il cambiamento di tutto il Paese".
Vuole dire che dal 29 il vincolo elettorale di fedeltà Salvini-Berlusconi sarà sciolto?
"Dico che ognuno dovrà riflettere sui dati reali. È chiaro che, al di là dei riflessi locali delle regionali, le conseguenze saranno nazionali. Se il Nord che cresce e produce si affida alla Lega, il resto del Paese deve prenderne atto. E per noi assumere responsabilità piene è un dovere".
Alle politiche qui la Lega ha doppiato Forza Italia e, imponendo lei in extremis, ha soffiato a Berlusconi il candidato: non teme il contro-tradimento anticipato di chi sospetta di venire presto ri-tradito?
"Auguro successo a tutti i partner del centrodestra. Poi è chiaro che in democrazia sono i cittadini a scegliere chi deve governare. A livello nazionale tocca a noi e a Di Maio, il dato non è equivocabile. Se Berlusconi pensa ancora al Pd, è fuori strada".
Se fino alle regionali del 29 tutto è bloccato, a cosa serve un secondo incarico affidato dal presidente Mattarella?
"La politica è dialogo. La scorsa settimana ha detto che il centrosinistra è fuori e che Di Maio mantiene un veto personale su Berlusconi. Al di fuori di questo cerchio mi pare però resti molto su cui confrontarsi: per i prossimi giorni sono ottimista".
Lei farebbe un accordo con Di Maio?
"Non mi occupo di questo, ma senza diktat e pregiudizi personali la missione del cambiamento è possibile. Gli elettori l'hanno affidata prima di tutto a Lega e M5S".
Sabato ha firmato il "patto del Nord" con Zaia, Fontana e Toti: si sente già governatore del Friuli Venezia Giulia e azionista di una "Padania 2.0"?
"Sono ottimista, ma l'offerta di una nuova autonomia delle responsabilità è a tutte le regioni italiane. Da lunedì prossimo penso che, da Trieste a Roma, potremo metterci al lavoro".
È vero che Salvini, subito dopo un altro trionfo elettorale nel Nordest, è pronto a rompere con Berlusconi per formare da solo il governo con Di Maio?
"Noi continuiamo a partire dello schema confermato da Salvini: accordo con M5S dell'intera coalizione di centrodestra che ha vinto le politiche. Superare le stagione dei veti non sarà semplice, ma oggi non ci sono alternative".
Se il presidente Mattarella lo suggerisse, entrereste in un "governo di tutti"?
"Governare con il Pd è fuori discussione. Trovare accordi con Renzi su riforme concrete sarebbe impossibile. Non resta che un patto tra centrodestra e M5S".
Se Di Maio non ritratta il no a Berlusconi si torna alle urne?
"Aspettiamo. Il voto in Friuli Venezia Giulia e le trattative per il governo a Roma sono cose diverse ma il tempo aiuta a chiarirsi le idee e per la Lega sento che il clima è sempre migliore. Non vedo condizionamenti reciproci, ma Trieste è pronta a guidare il cambiamento di tutto il Paese".
Vuole dire che dal 29 il vincolo elettorale di fedeltà Salvini-Berlusconi sarà sciolto?
"Dico che ognuno dovrà riflettere sui dati reali. È chiaro che, al di là dei riflessi locali delle regionali, le conseguenze saranno nazionali. Se il Nord che cresce e produce si affida alla Lega, il resto del Paese deve prenderne atto. E per noi assumere responsabilità piene è un dovere".
Alle politiche qui la Lega ha doppiato Forza Italia e, imponendo lei in extremis, ha soffiato a Berlusconi il candidato: non teme il contro-tradimento anticipato di chi sospetta di venire presto ri-tradito?
"Auguro successo a tutti i partner del centrodestra. Poi è chiaro che in democrazia sono i cittadini a scegliere chi deve governare. A livello nazionale tocca a noi e a Di Maio, il dato non è equivocabile. Se Berlusconi pensa ancora al Pd, è fuori strada".
Se fino alle regionali del 29 tutto è bloccato, a cosa serve un secondo incarico affidato dal presidente Mattarella?
"La politica è dialogo. La scorsa settimana ha detto che il centrosinistra è fuori e che Di Maio mantiene un veto personale su Berlusconi. Al di fuori di questo cerchio mi pare però resti molto su cui confrontarsi: per i prossimi giorni sono ottimista".
Lei farebbe un accordo con Di Maio?
"Non mi occupo di questo, ma senza diktat e pregiudizi personali la missione del cambiamento è possibile. Gli elettori l'hanno affidata prima di tutto a Lega e M5S".
Sabato ha firmato il "patto del Nord" con Zaia, Fontana e Toti: si sente già governatore del Friuli Venezia Giulia e azionista di una "Padania 2.0"?
"Sono ottimista, ma l'offerta di una nuova autonomia delle responsabilità è a tutte le regioni italiane. Da lunedì prossimo penso che, da Trieste a Roma, potremo metterci al lavoro".