La salma di Pamela Mastropietro, orribilmente massacrata quasi tre mesi fa a Macerata, sarà ricomposta e finalmente tumulata sabato 5 maggio al cimitero del Verano dopo la cerimonia funebre prevista alle 11 nella parrocchia di Ognissanti a Roma. Lo ha deciso la famiglia della diciottenne romana che, prevedendo un grande afflusso di gente, ha previsto che la salma di Pamela possa essere salutata anche prima della cerimonia, dalle 9.30 alle 10.30 nella cappella della parrocchia.
La sindaca Virginia Raggi ha previsto una giornata di lutto cittadino.
"Abbiamo scelto il primo sabato del mese dedicato alla Vergine Maria - spiegano i familiari - vista la devozione che aveva Pamela oltre a noi tutti. Avremo finalmente un luogo dove piangerla, dove poterle portare un fiore o recitare una preghiera".
Le indagini sull'omicidio della ragazza non sono ancora concluse, tutt'altro. Le accuratissime analisi del Ris non hanno trovato alcuna traccia dei due nigeriani arrestati subito dopo Innocent Oseghale nell'appartamento di via Spalato a Macerata dove Pamela, andata via dalla comunità Pars di Corridoni, dopo avere assunto una dose di eroina è stata stordita, violentata, uccisa con due coltellate al fegato. Il corpo è stato poi fatto a pezzi e nascosto in due trolley che Oseghale ha abbandonato lungo la strada provinciale. Nessuna impronta è stata rilevata neanche sulla scatola di guanti monouso sequestrata nell'abitazione, mentre in casa è stata rilevata una traccia di Dna che non appartiene a nessuno degli indagati.
La sindaca Virginia Raggi ha previsto una giornata di lutto cittadino.
"Abbiamo scelto il primo sabato del mese dedicato alla Vergine Maria - spiegano i familiari - vista la devozione che aveva Pamela oltre a noi tutti. Avremo finalmente un luogo dove piangerla, dove poterle portare un fiore o recitare una preghiera".
Le indagini sull'omicidio della ragazza non sono ancora concluse, tutt'altro. Le accuratissime analisi del Ris non hanno trovato alcuna traccia dei due nigeriani arrestati subito dopo Innocent Oseghale nell'appartamento di via Spalato a Macerata dove Pamela, andata via dalla comunità Pars di Corridoni, dopo avere assunto una dose di eroina è stata stordita, violentata, uccisa con due coltellate al fegato. Il corpo è stato poi fatto a pezzi e nascosto in due trolley che Oseghale ha abbandonato lungo la strada provinciale. Nessuna impronta è stata rilevata neanche sulla scatola di guanti monouso sequestrata nell'abitazione, mentre in casa è stata rilevata una traccia di Dna che non appartiene a nessuno degli indagati.