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“Vivete fuori dalla realtà”, le voci dei militanti Pd disperati

Gli elettori dem tra rabbia e sconforto accusano l’intera dirigenza. L’urlo “nun me chiamate” della delegata Pina diventa un hashtag  
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Rissosi e incapaci di autocritica, lontani dalle periferie e tutt'altro che "democratici", alla faccia del nome del partito: è sui social network che si sfoga la rabbia e lo sconforto degli iscritti verso i dirigenti del Pd, durante e dopo l'assemblea nazionale all'Ergife. Il plotone di esecuzione li passa per le armi tra rabbia, sconforto e minacce d'addio. C'è chi evoca espulsioni e chi chiede dimissioni in massa, chi prevede scissioni ineluttabili e chi invoca il congresso "immediato" per regolare i conti una volta per tutte.

"Cari delegati, potete continuare a prendervi a borsettate in tutta tranquillità. I tg non vi hanno nemmeno calcolato, e anche noi iscritti..." stigmatizza Angelo Guido con un tweet. "Che brutto spettacolo abbiamo dato. Impedire a Renzi di parlare: che pochezza da sfigati. Quanti veleni inutili anziché un serio confronto. Ci serve un congresso. Ora. Subito", sostiene Melan…
Rissosi e incapaci di autocritica, lontani dalle periferie e tutt'altro che "democratici", alla faccia del nome del partito: è sui social network che si sfoga la rabbia e lo sconforto degli iscritti verso i dirigenti del Pd, durante e dopo l'assemblea nazionale all'Ergife. Il plotone di esecuzione li passa per le armi tra rabbia, sconforto e minacce d'addio. C'è chi evoca espulsioni e chi chiede dimissioni in massa, chi prevede scissioni ineluttabili e chi invoca il congresso "immediato" per regolare i conti una volta per tutte.

"Cari delegati, potete continuare a prendervi a borsettate in tutta tranquillità. I tg non vi hanno nemmeno calcolato, e anche noi iscritti..." stigmatizza Angelo Guido con un tweet. "Che brutto spettacolo abbiamo dato. Impedire a Renzi di parlare: che pochezza da sfigati. Quanti veleni inutili anziché un serio confronto. Ci serve un congresso. Ora. Subito", sostiene Melania Giglio. "Ma vi rendete conto - accusa Tommaso Nencini - che avete perso il contatto con la realtà? Con la vita reale delle persone? Gli altri sono nelle strade, nelle piazze, e voi vi rinchiudete in albergo a farvi le vostre classiche seghe mentali? Non siete un partito, siete un film horror".

Lo sconforto pervade anche qualche deputato: "Ci sono volte in cui un luogo democratico diventa sfogatoio di livore celato e ambizioni personali compresse", punta il dito Lucia Annibali con un tweet. E Luciano Nobili ricorre a un paradosso, per ammettere la delusione con un altro cinguettio: "L'assemblea è stata la migliore analisi possibile della sconfitta: abbiamo mostrato la gamma completa dei nostri difetti. Per fortuna alcuni interventi hanno riscattato la giornata: standing ovation per Pina Cocci", la pasionaria della periferia romana che ha scaldato la platea con il suo urlo diventato hashtag di protesta: "Se continuate così, per il congresso #nunmechiamate".

La parte del leone la fanno i commenti indignati con la minoranza: "Hanno sempre accusato Renzi di arroganza ma come si chiama quella sfoggiata dalla minoranza dem e dalla sua claque? Il festival dell'arroganza", twitta Roberta Rivellini. "Non mi è piaciuto per niente il comportamento degli orlandiani", commenta Mirtò Canali sulla pagina Facebook del Pd: "Questo partito decide a maggioranza ma si fa dettare l'agenda dalla minoranza sonoramente sconfitta nelle ultime primarie. I soliti matusa senza autorità si sentono padroni, questo Pd visto ieri mi indigna". Ma ce n'è anche per la maggioranza: "È sempre stato così, anche quando c'era Enrico Berlinguer, con la differenza che mai il partito era sceso così in basso", scrive Leo Lambretta chiedendosi "come sia riuscito" l'ex segretario "toscano a portarci nel nulla".