Cronaca

In rete il dizionario del bullismo: scrivi la tua parola e raccontati

Pensato per genitori e figli, per riconoscere anche i campanelli d'allarme

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Il dizionario del bullismo si chiama "Bullyctionary" ed è già online. E' stato organizzato dall'associazione onlus Informatici Senza Frontiere con Generali Italia.
Funziona così, c'è la definizione di una parola e un caso accanto arrivato da denunce reali relativo a quel termine. E non è tutto: è anche interattivo, chi vuole può scrivere una parola e raccontare un caso legato ad essa.
Di seguito alcune lettere dell'alfabeto:

A - Analfabetismo
"Sono arrivata da poco e non conosco ancora bene l’italiano. Mi piaceva tanto la pallavolo, ma quando parlo con le mie compagne di squadra fingono di non capire e mi dicono “devi ripeterlo in italiano”. Hanno anche smesso di chiamarmi col mio nome e mi chiamano “l’analfabeta”. Ho inventato mille scuse per non andare più ad allenarmi, poi i miei hanno scoperto il motivo e mi hanno aiutata a reagire, adesso ho trovato il coraggio di iscrivermi in un’altra squadra.

B - Bugiardo
"Mio fratello più grande e i suoi amici mi costringevano a dargli dei soldi e poi si divertivano a spintonarmi e a farmi cadere! Un giorno l’ho raccontato al mio compagno di banco e improvvisamente tutti loro hanno iniziato a dirmi “bugiardo! Sei un bugiardo!” Ogni giorno arrivavo a scuola trovandomi questo messaggio sul banco scritto con un pennarello. Un giorno un bidello, amico di papà, ha riportato a casa mio fratello, dei bulli l’avevano picchiato. Adesso mi capisce e non mi spintona più".

C - Codardo

"Era il mio ragazzo. Mi ha chiesto di inviargli su WhatsApp delle foto provocanti. Non volevo, ma continuava a insistere, finché non mi ha mandato le sue: “se non mi mandi le tue sei una codarda!”. Ho ceduto. Poi mi arriva una telefonata: “ci sono delle tue foto sui Social”. Mi sentivo tradita e umiliata, per riuscire a stare meglio ho chiesto aiuto a uno psicologo".

F - Fifone
"Sono in prima media e sono un po’ timida. Nella mia classe siamo tutti amici. Il mio problema è il bagno. Lì incontro sempre le ragazze di terza. Mi spingono contro il muro senza motivo. Poi un giorno sono riuscita a scappare e da quel momento hanno anche iniziato a scrivermi “fifona” sulla bacheca di Facebook. L’ho detto alla mia prof che mi ha suggerito di andare in bagno in coppia. Non è servito a molto allora l’ho detto alla preside che per fortuna ha risolto tutto".

L - Lercio
"Mio padre fa lo spazzino, loro sono figli di avvocati e dottori. L’hanno scoperto e hanno iniziato ad escludermi. Poi hanno iniziato a chiamarmi “il lercio” e mi dicevano che non dovevo stargli vicino perché puzzavo di spazzatura come mio padre. Non ce l’ho più fatta e sono andato in lacrime da mio padre. Dopo quella confessione lui mi ha aiutato e piano piano inizio a stare meglio".

O - Orrendo
"
Una poesia che era anche una dichiarazione. Gliel’avevo scritta su WhatsApp e già così mi vergognavo. Non mi ha mai risposto, ma quando ho aperto Facebook ho visto che aveva caricato lo screenshot del mio messaggio con l’hashtag #SeiOrrendo. Ho perso fiducia in me stesso, ma quando un’altra ragazza che ha visto quello screenshot è venuta da me per dirmi che erano parole bellissime ho iniziato a sentirmi meglio".

T -Troglodita
"Per il compleanno papà mi ha organizzato un barbecue al parco. Una ragazza della mia scuola mi ha fatto una foto mentre mangiavo una salamella con le mani. Sulla sua storia Instagram diceva “sono alla festa di un troglodita”. Il giorno più brutto della mia vita. “Troglodita” è diventato il mio soprannome. Mi sono allontanato da tutti, anche dai miei amici. Che poi, tanto amici non dovevano essere… Mi sono sentito solo, ma per fortuna alcuni di loro si sono scusati".

V - Vigliacco
"Intervallo. Dei ragazzi di terza mi spintonano. Non volevo che mi picchiassero ma nemmeno volevo che gli insegnanti mi mettessero una nota. Sono scappato via. Loro però stavano filmando. Il video lo hanno messo su YouTube: “il vigliacco della 2B”. Tutti i miei compagni mi hanno preso in giro. Poi un ragazzo, uno dei più rispettati della scuola, ha commentato scrivendo che i vigliacchi erano loro che avevano pubblicato il video Così l’hanno cancellato. Non l’ho mai ringraziato, ma mi ha aiutato di brutto".