Bimba di 10 anni scrive a Zaia: "Le mani di Quinn per sostenere la diga del Vajont"
di VALENTINA RUGGIU
Support, l'installazione di Lorenzo Quinn
"Sono andata a visitare la diga del Vajont e mi sono immaginata la paura che devono aver avuto durante il disastro. Perché non appoggiare le mani alla diga per renderli più sereni?"
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LE MANI giganti dell'artista Lorenzo Quinn per sostenere la diga e il peso del ricordo del Vajont. È l'idea che Giuditta, bimba di 10 anni della provincia di Padova, ha suggerito al governatore della Regione Veneto Luca Zaia con una lettera indirizzata anche all'assessore alla cultura. Poche righe con cui la piccola ha voluto proporre la sua soluzione al problema del ricollocamento dell'opera "Support", smontata l'8 maggio dopo che la Soprintendenza non ha rinnovato l'autorizzazione a mantenerla sul posto.
La lettera. "Ho visto al telegiornale le mani giganti dell'artista Lorenzo Quinn appoggiate ad un palazzo di Venezia - scrive la piccola - e ho sentito che hanno bisogno di una nuova collocazione, ma Quinn le vorrebbe lasciare a Venezia".
"A me sarebbe venuta questa idea - continua Giuditta - con la mia famiglia sono andata a visitare la diga del Vajont e, una volta lì, mi sono immaginata quanta paura devono aver avuto gli abitanti di quei paesi durante il disastro. Perché non appoggiare le mani giganti alla diga per renderli più sereni?"
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La risposta. Un pensiero genuino e altruista, quello di Giuditta, che il Governatore ha voluto condividere sul suo profilo Facebook insieme a una breve risposta. "Nonostante la tua giovane età - ha scritto Zaia - dimostri una grande maturità e una solidarietà altrettanto profonda, che già ti spingono a pensare e riflettere su come aiutare il prossimo. È una cosa che riempie di gioia e di commozione. Ti ringrazio di cuore per le tue considerazioni, che saranno fonte di riflessioni".
Lo scambio "epistolare" ha riacceso la speranza di quanti vorrebbero che l'installazione torni presto a Venezia o che almeno rimanga nella regione.
E la proposta di Giuditta ha già fatto breccia nel cuore di migliaia di utenti. In attesa di una sistemazione definitiva le mani sono state portate in Spagna. E non dovessero tornare a Venezia, la fondazione Guggenheim a New York si è già detta disponibile ad ospitarle.