Quel vino oltre le sbarre
Laura Di Cosimo , di Laura Di CosimoUn piccolo vigneto al riparo dai venti marini, la sapienza degli enologi della Frescobaldi e l’impegno dei detenuti. Ecco come nasce il bianco di Gorgona di cui oggi viene presentata la nuova annata. Che anticipiamo
"Nessun uomo è un'isola" ha una straordinaria valenza contemporanea. Il viaggio a Gorgona, seguendo la scia di un vino prodotto sull'isola dall'azienda Marchesi Frescobaldi, porta in luce un progetto sociale che richiama anche questo. Gorgona appartiene al Parco Nazionale Arcipelago Toscano, si trova di fronte a Livorno, nel Mar Ligure. È una piccola isola ricca in vegetazione e fauna, con un porticciolo, un villaggio di poche case e tanta natura, ovunque. In contrasto con la mirabile bellezza naturale c'è la sua storia: è sede di una colonia penale, nata come succursale di Pianosa nel 1869. Operativa ancora oggi, è l'ultima isola-carcere italiana rimasta: "Qui i detenuti possono lavorare in un vigneto mentre scontano la loro pena detentiva, regolarmente retribuiti da noi" dice Lamberto Frescobaldi, presidente della nota galassia vitivinicola.
La visita all'isola è con lui insieme all'enologo az…
La visita all'isola è con lui insieme all'enologo az…
"Nessun uomo è un'isola" ha una straordinaria valenza contemporanea. Il viaggio a Gorgona, seguendo la scia di un vino prodotto sull'isola dall'azienda Marchesi Frescobaldi, porta in luce un progetto sociale che richiama anche questo. Gorgona appartiene al Parco Nazionale Arcipelago Toscano, si trova di fronte a Livorno, nel Mar Ligure. È una piccola isola ricca in vegetazione e fauna, con un porticciolo, un villaggio di poche case e tanta natura, ovunque. In contrasto con la mirabile bellezza naturale c'è la sua storia: è sede di una colonia penale, nata come succursale di Pianosa nel 1869. Operativa ancora oggi, è l'ultima isola-carcere italiana rimasta: "Qui i detenuti possono lavorare in un vigneto mentre scontano la loro pena detentiva, regolarmente retribuiti da noi" dice Lamberto Frescobaldi, presidente della nota galassia vitivinicola.
La visita all'isola è con lui insieme all'enologo aziendale Federico Falossi e a Santina Savoca, dal 2015 direttrice del carcere di Gorgona e Livorno. Il progetto, dalla durata pluriennale (è partito nel 2012), è una collaborazione ideata dall'azienda vinicola toscana con la direzione penitenziaria dell'isola. Lo scopo primario è coltivare il vigneto con i detenuti, dando esperienza tecnica nella viticoltura, guidati da enologi e agronomi della Frescobaldi. Un'opportunità concreta per un reinserimento nella realtà lavorativa dopo fine pena, mentre l'importo dell'affitto del vigneto a carico della Frescobaldi aiuta a supportare le spese del carcere. "Quando siamo arrivati c'era un vigneto sperimentale con diversi vitigni, era stato realizzato dall'agenzia regionale Arsial. Trascurato per anni, al nostro arrivo è stato ripristinato. Attualmente le varietà a bacca bianca sono suddivise tra Vermentino e Ansonica, le uve utilizzate in percentuale paritaria nel vino bianco Gorgona. Sono stati lasciati alcuni filari di Sangiovese e Vermentino Nero per una piccola produzione di un vino rosso".
Attraverso il lavoro dei carcerati (sempre retribuito) si sta procedendo alla ricostruzione di muretti a secco per un sistema di terrazzamenti, il più idoneo alla coltivazione per le pendenze dell'isola. "È difficoltoso soprattutto il trasporto del vino dall'isola alla terraferma - spiega l'enologo - le barrique (neutre) usate come contenitori devono scendere dalla cantina posizionata in cima all'isola attraverso pendii, impervie stradine e scalini ripidi fino al porticciolo. Abbiamo utilizzato carrelli, o una gru come negli ultimi anni, contando su mezzi e condizioni meteo variabili. Si deve studiare tutto ogni volta: siamo su una piccola isola in mezzo al mare". La soluzione si trova sempre: salvaguardare il prodotto coinvolge anche il personale penitenziario, tutti vogliono portare a buon fine il frutto di un anno di lavoro. Le barrique con il vino sono trasportate da una nave, arrivate nel porto di Livorno vengono sottoposte a procedure doganali e poi trasferite nella cantina principale della Frescobaldi a Sieci, nel comune di Pontassieve, dove il vino continua l'affinamento per andare in bottiglia a fine di aprile.
L'istituto penitenziario vuole sensibilizzare l'attenzione anche sulla problematica delle recidive; affrontata nella dignità del lavoro, indica una strada di recupero soprattutto ai detenuti di alta sicurezza. Come ribadisce più volte la direttrice, "arrivare all'isola di Gorgona è un premio dopo un percorso detentivo esemplare, ci sono regole ferree, è selezionato solo chi s'impegna. Ci arrivano molte richieste, ma ripeto, è un premio; chi sbaglia o non ha voglia di lavorare quando è qui, lascia l'isola, perdendo lavoro e stipendio". È quasi fine giornata, andata e ritorno sono su un'imbarcazione della penitenziaria. Lamberto Frescobaldi svela un forte legame con l'isola. E confida che "se qualcuno mi dice dopo aver assaggiato che è un buon vino, ci rimango male. Conoscendo l'unicità del progetto, sapendo gli sforzi fatti da tanti, vorrei sentire dire che buono questo Gorgona, nei profumi e nei sapori si sente l'essenza dell'isola".
Gorgona 2017
Costa Toscana Bianco Igt
L'annata 2017 è stata eccezionalmente poco piovosa, con temperature oltre la media stagionale. Il microclima dell'isola mitiga gli estremi, esalta i profumi, dona sapidità al gusto. Al naso arriva la nota odorosa di macchia mediterranea, poi giungono gli aromi agrodolci degli agrumi. Il sorso riconduce al luogo: la salinità richiama al mare, le note resinose ai boschi che circondano il vigneto. La vigna è posizionata come un anfiteatro riparato dai venti, dall'alto s'affaccia sul mare. Ogni anno la grafica dell'etichetta è a titolo gratuito dello Studio Doni&Associati; per il 2017 è protagonista la fauna presente sull'isola di Gorgona. Della vendemmia 2017 sono state prodotte circa 4300 bottiglie. Prezzo in enoteca: 80/90 euro
La visita all'isola è con lui insieme all'enologo aziendale Federico Falossi e a Santina Savoca, dal 2015 direttrice del carcere di Gorgona e Livorno. Il progetto, dalla durata pluriennale (è partito nel 2012), è una collaborazione ideata dall'azienda vinicola toscana con la direzione penitenziaria dell'isola. Lo scopo primario è coltivare il vigneto con i detenuti, dando esperienza tecnica nella viticoltura, guidati da enologi e agronomi della Frescobaldi. Un'opportunità concreta per un reinserimento nella realtà lavorativa dopo fine pena, mentre l'importo dell'affitto del vigneto a carico della Frescobaldi aiuta a supportare le spese del carcere. "Quando siamo arrivati c'era un vigneto sperimentale con diversi vitigni, era stato realizzato dall'agenzia regionale Arsial. Trascurato per anni, al nostro arrivo è stato ripristinato. Attualmente le varietà a bacca bianca sono suddivise tra Vermentino e Ansonica, le uve utilizzate in percentuale paritaria nel vino bianco Gorgona. Sono stati lasciati alcuni filari di Sangiovese e Vermentino Nero per una piccola produzione di un vino rosso".
Attraverso il lavoro dei carcerati (sempre retribuito) si sta procedendo alla ricostruzione di muretti a secco per un sistema di terrazzamenti, il più idoneo alla coltivazione per le pendenze dell'isola. "È difficoltoso soprattutto il trasporto del vino dall'isola alla terraferma - spiega l'enologo - le barrique (neutre) usate come contenitori devono scendere dalla cantina posizionata in cima all'isola attraverso pendii, impervie stradine e scalini ripidi fino al porticciolo. Abbiamo utilizzato carrelli, o una gru come negli ultimi anni, contando su mezzi e condizioni meteo variabili. Si deve studiare tutto ogni volta: siamo su una piccola isola in mezzo al mare". La soluzione si trova sempre: salvaguardare il prodotto coinvolge anche il personale penitenziario, tutti vogliono portare a buon fine il frutto di un anno di lavoro. Le barrique con il vino sono trasportate da una nave, arrivate nel porto di Livorno vengono sottoposte a procedure doganali e poi trasferite nella cantina principale della Frescobaldi a Sieci, nel comune di Pontassieve, dove il vino continua l'affinamento per andare in bottiglia a fine di aprile.
L'istituto penitenziario vuole sensibilizzare l'attenzione anche sulla problematica delle recidive; affrontata nella dignità del lavoro, indica una strada di recupero soprattutto ai detenuti di alta sicurezza. Come ribadisce più volte la direttrice, "arrivare all'isola di Gorgona è un premio dopo un percorso detentivo esemplare, ci sono regole ferree, è selezionato solo chi s'impegna. Ci arrivano molte richieste, ma ripeto, è un premio; chi sbaglia o non ha voglia di lavorare quando è qui, lascia l'isola, perdendo lavoro e stipendio". È quasi fine giornata, andata e ritorno sono su un'imbarcazione della penitenziaria. Lamberto Frescobaldi svela un forte legame con l'isola. E confida che "se qualcuno mi dice dopo aver assaggiato che è un buon vino, ci rimango male. Conoscendo l'unicità del progetto, sapendo gli sforzi fatti da tanti, vorrei sentire dire che buono questo Gorgona, nei profumi e nei sapori si sente l'essenza dell'isola".
Gorgona 2017
Costa Toscana Bianco Igt
L'annata 2017 è stata eccezionalmente poco piovosa, con temperature oltre la media stagionale. Il microclima dell'isola mitiga gli estremi, esalta i profumi, dona sapidità al gusto. Al naso arriva la nota odorosa di macchia mediterranea, poi giungono gli aromi agrodolci degli agrumi. Il sorso riconduce al luogo: la salinità richiama al mare, le note resinose ai boschi che circondano il vigneto. La vigna è posizionata come un anfiteatro riparato dai venti, dall'alto s'affaccia sul mare. Ogni anno la grafica dell'etichetta è a titolo gratuito dello Studio Doni&Associati; per il 2017 è protagonista la fauna presente sull'isola di Gorgona. Della vendemmia 2017 sono state prodotte circa 4300 bottiglie. Prezzo in enoteca: 80/90 euro