Gli ultrasettantenni che fanno le ronde antincendio
Cristina Nadotti , di CRISTINA NADOTTIA Oliena, in Sardegna, tutto il paese si mobilita. “Sappiamo dove appostarci nei boschi”
Si sono già riuniti per programmare i turni e dal primo luglio riprenderanno a pattugliare il territorio di Oliena per dare il loro contributo alla lotta contro gli incendi. L'ex professore di matematica Dionigi Loi ha 70 anni, ma precisa: "Ci sono volontari di oltre 85 anni e sempre più giovani ora vogliono darci una mano". Lo racconta al telefono mentre, come tanti nonni italiani, si occupa anche delle nipotine. Loi è il presidente dell'Auser, Associazione per l'invecchiamento attivo, che da oltre 10 anni a Oliena collabora con la Protezione civile per prevenire gli incendi. E intorno al paese, a pochi chilometri da Nuoro verso il Supramonte, da tempo non si sviluppano roghi devastanti, le fiamme non divorano i preziosi oliveti della zona, né riducono sul lastrico allevatori e viticoltori del rinomato cannonau. Merito del piano regionale antincendi, certo, ma anche dell'idea di Antonio Massaiu, 78 anni, vigile del fuoco che una v…
Si sono già riuniti per programmare i turni e dal primo luglio riprenderanno a pattugliare il territorio di Oliena per dare il loro contributo alla lotta contro gli incendi. L'ex professore di matematica Dionigi Loi ha 70 anni, ma precisa: "Ci sono volontari di oltre 85 anni e sempre più giovani ora vogliono darci una mano". Lo racconta al telefono mentre, come tanti nonni italiani, si occupa anche delle nipotine. Loi è il presidente dell'Auser, Associazione per l'invecchiamento attivo, che da oltre 10 anni a Oliena collabora con la Protezione civile per prevenire gli incendi. E intorno al paese, a pochi chilometri da Nuoro verso il Supramonte, da tempo non si sviluppano roghi devastanti, le fiamme non divorano i preziosi oliveti della zona, né riducono sul lastrico allevatori e viticoltori del rinomato cannonau. Merito del piano regionale antincendi, certo, ma anche dell'idea di Antonio Massaiu, 78 anni, vigile del fuoco che una volta in pensione decise di coinvolgere l'Auser nella ciclica lotta della Sardegna ai roghi. "Ci sono le vedette e i professionisti - racconta Massaiu - però noi conosciamo il territorio, sappiamo dove appostarci per tenere d'occhio i punti nascosti. Non andiamo a spegnere gli incendi, ma siamo stati importanti per sensibilizzare il paese, per far capire che ciascuno deve fare la sua parte se si vogliono prevenire gli incendi".
In piena estate escono di buon mattino a gruppetti di due, cappellino sponsorizzato dal comune e la loro macchina su cui attaccano il cartello: "Sorveglianza antincendio" con sotto i numeri dei vigili del fuoco e dei forestali. Vanno in pattuglia nelle zone a rischio. "Se vediamo comportamenti pericolosi o movimenti sospetti ci fermiamo a parlare con la gente - spiega Loi - così gli olianesi hanno preso coscienza. Per esempio, ora gli agricoltori sanno che un decespugliatore a lame d'acciaio può fare scintille e stanno più attenti. A volte siamo anche in quattro, quando è ora di pranzo ci fermiamo in un punto con una buona visione e senza mollare il binocolo facciamo uno spuntino: spianata, salsiccia e cannonau". Nessuna donna, ma Rita Fadda, 70 anni, moglie di uno dei volontari, non se ne ha a male: "L'anno scorso sono usciti anche con 48 gradi, tornano sfiniti, e fanno tutto gratis. Ma gli serve anche a socializzare".
"Facciamo tante altre cose oltre alla prevenzione incendi - precisa Loi - assistiamo persone in difficoltà e organizziamo viaggi. L'Auser ci dà un piccolo contributo per l'attività di pattuglia e anche il comune ci aiuta con la benzina". Nonostante i successi degli ultimi anni Loi è preoccupato per i turni dei prossimi giorni: "È vero che quest'anno la pioggia è stata abbondante, ma proprio per questo il fieno è altissimo, bisognerà stare attenti, basta una sigaretta non spenta ed è un disastro. Però gli olianesi ci ascoltano, quasi tutti hanno degli olivi e sanno che dove passa il fuoco per almeno dieci anni non c'è olio". L'ancestrale preoccupazione contadina di restare senza olio è mitigata dalle valutazioni dell'esperto. "La prevenzione è un cardine del Piano regionale antincendi ed è alla base dei buoni risultati ottenuti in Sardegna in questi anni - conferma Graziano Nudda, direttore generale della Protezione civile regionale. A Oliena c'è un eccellente esempio di buone pratiche da diffondere. I volontari sono organizzati, sanno qual è il loro ruolo, non si sono mai esposti a pericoli ma ci hanno aiutato tantissimo. Conoscono bene il territorio e i punti a maggiore rischio di innesco, li presidiano in modo efficiente e a volte basta la loro presenza, perché i piromani hanno paura quando sanno che in un incendio potrebbero esserci vittime. Oliena non è l'unico paese in Sardegna che ha preso coscienza del problema, ma di certo è un gioiello".
In piena estate escono di buon mattino a gruppetti di due, cappellino sponsorizzato dal comune e la loro macchina su cui attaccano il cartello: "Sorveglianza antincendio" con sotto i numeri dei vigili del fuoco e dei forestali. Vanno in pattuglia nelle zone a rischio. "Se vediamo comportamenti pericolosi o movimenti sospetti ci fermiamo a parlare con la gente - spiega Loi - così gli olianesi hanno preso coscienza. Per esempio, ora gli agricoltori sanno che un decespugliatore a lame d'acciaio può fare scintille e stanno più attenti. A volte siamo anche in quattro, quando è ora di pranzo ci fermiamo in un punto con una buona visione e senza mollare il binocolo facciamo uno spuntino: spianata, salsiccia e cannonau". Nessuna donna, ma Rita Fadda, 70 anni, moglie di uno dei volontari, non se ne ha a male: "L'anno scorso sono usciti anche con 48 gradi, tornano sfiniti, e fanno tutto gratis. Ma gli serve anche a socializzare".
"Facciamo tante altre cose oltre alla prevenzione incendi - precisa Loi - assistiamo persone in difficoltà e organizziamo viaggi. L'Auser ci dà un piccolo contributo per l'attività di pattuglia e anche il comune ci aiuta con la benzina". Nonostante i successi degli ultimi anni Loi è preoccupato per i turni dei prossimi giorni: "È vero che quest'anno la pioggia è stata abbondante, ma proprio per questo il fieno è altissimo, bisognerà stare attenti, basta una sigaretta non spenta ed è un disastro. Però gli olianesi ci ascoltano, quasi tutti hanno degli olivi e sanno che dove passa il fuoco per almeno dieci anni non c'è olio". L'ancestrale preoccupazione contadina di restare senza olio è mitigata dalle valutazioni dell'esperto. "La prevenzione è un cardine del Piano regionale antincendi ed è alla base dei buoni risultati ottenuti in Sardegna in questi anni - conferma Graziano Nudda, direttore generale della Protezione civile regionale. A Oliena c'è un eccellente esempio di buone pratiche da diffondere. I volontari sono organizzati, sanno qual è il loro ruolo, non si sono mai esposti a pericoli ma ci hanno aiutato tantissimo. Conoscono bene il territorio e i punti a maggiore rischio di innesco, li presidiano in modo efficiente e a volte basta la loro presenza, perché i piromani hanno paura quando sanno che in un incendio potrebbero esserci vittime. Oliena non è l'unico paese in Sardegna che ha preso coscienza del problema, ma di certo è un gioiello".