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Allarme droghe + 39% in due anni. Ragazzi italiani al secondo posto in Europa

Nono libro bianco delle associazioni coscioni, Antigone e Abele. Il 30% dei detenuti entra in carcere per motivi legati agli stupefacenti
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ROMA. Da 27.718 del 2015 a 38.613 del 2017, ovvero +39% in soli due anni. E' una vera impennata l'aumento dell'uso di droga fra i minorenni: quadruplicato il consumo, che è invece raddoppiato per gli adulti. Inoltre, il 30% dei detenuti entra in carcere per motivi legati agli stupefacenti, un quarto della popolazione in cella  è tossicodipendente. E l’assistenza ha sempre meno mezzi e personale. A fotografare la situazione è il nono libro bianco sulle droghe, presentato questa mattina in occasione della giornata internazionale contro il Narcotraffico. E' promosso dalla Società della Ragione ONLUS insieme a Forum Droghe, Antigone, Cgil, Cnca e Associazione Luca Coscioni e con l'adesione di Comunità di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica Cgil, Gruppo Abele, Itaca, Itardd, LegaCoopSociali, Lila. Su 38.613 segnalati al Prefetto per consumo di sostanze illecite nel 2017 - erano 27.718 nel 2015 - nell'80% dei casi s…
ROMA. Da 27.718 del 2015 a 38.613 del 2017, ovvero +39% in soli due anni. E' una vera impennata l'aumento dell'uso di droga fra i minorenni: quadruplicato il consumo, che è invece raddoppiato per gli adulti. Inoltre, il 30% dei detenuti entra in carcere per motivi legati agli stupefacenti, un quarto della popolazione in cella  è tossicodipendente. E l’assistenza ha sempre meno mezzi e personale. A fotografare la situazione è il nono libro bianco sulle droghe, presentato questa mattina in occasione della giornata internazionale contro il Narcotraffico. E' promosso dalla Società della Ragione ONLUS insieme a Forum Droghe, Antigone, Cgil, Cnca e Associazione Luca Coscioni e con l'adesione di Comunità di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica Cgil, Gruppo Abele, Itaca, Itardd, LegaCoopSociali, Lila. Su 38.613 segnalati al Prefetto per consumo di sostanze illecite nel 2017 - erano 27.718 nel 2015 - nell'80% dei casi si tratta di consumatori di cannabinoidi, a seguire di cocaina (14%) ed eroina (5%) e, con percentuali minime e frammentate, altre sostanze.
 
Il carcere
Qualche numero del dossier che rende l’idea della situazione italiana: 14.139 dei 48.144 ingressi in carcere nel 2017 sono stati causati da imputazioni o condanne per detenzione ai fini di spaccio.  Si tratta del 29,37% degli ingressi: per la prima volta dal 2012 si inverte la tendenza, sale il numero dei detenuti. “I “pesci piccoli” continuano ad aumentare, mentre i consorzi criminali restano fuori dai radar della repressione penale sottolineano i curatori. 14.706 dei 57.608 detenuti al 31/12/2017 sono tossicodipendenti. Il 25,53% del totale”. Questo segnalano gli autori dell’indagine, preoccupati per l'impennata, dopo anni di calo, degli ingressi in carcere  che toccano un nuovo record: il 34,05%dei soggetti entrati in cella nel 2017 era tossicodipendente.

I giovani
L'Italia è il terzo Paese in Europa dove si consuma più cannabis: si stima che il 33,1% della popolazione l'abbia usata almeno una volta nel corso della vita, una percentuale inferiore solo a Francia (41,4%) e Danimarca (38,4%). Se si considera la sola fascia d'età dai 15 ai 34 anni, l'Italia è al secondo posto: si stima che il 20,7% ne abbia fatto uso nei dodici mesi precedenti all'ultima indagine del 2017, contro il 21,5% della Francia. Secondo l'ultimo rapporto europeo pubblicato, l'Italia è il quarto paese per uso di cocaina tra quelli dell'Unione Europea, con il 6,8% delle persone con età compresa tra i 15 e i 34 anni che ne ha fatto uso almeno una volta, preceduta da Regno Unito, Spagna e Irlanda.

Le misure alternative
Un dato positivo arriva dalle misure alternative, in crescita lieve ma costante. Restano marginali le misure alternative dedicate: 3.146 sono i condannati ammessi all’affidamento in prova speciale per alcool e tossicodipendenti su 14.706 detenuti tossicodipendenti.
 
Le segnalazioni e le sanzioni amministrative
 Continuano ad aumentare le persone segnalate al Prefetto per consumo di sostanze illecite: da 27.718 del 2015 a 38.613 del 2017: +39,30% (+18,13% rispetto al 2016). Si conferma l'impennata delle segnalazioni dei minori che quadruplicano rispetto al 2015. Aumenta sensibilmente anche il numero delle sanzioni: da 13.509 nel 2015 a 15.581 nel 2017: +15,33% (+18,42% rispetto al 2016). Riguardano invece il 43,45% dei segnalati, percentuale in aumento rispetto all'anno precedente. Per quasi l’80% sono  consumatori di cannabinoidi (78,69%), seguono a distanza cocaina (14,39%) e eroina (4,86%) e, in maniera irrilevante, le altre sostanze.
 
 Le violazioni dell’art. 187 del codice della strada.
 Per guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, i dati disponibili, parziali (Polizia Stradale 2017) indicano che solo l'1,23% dei conducenti coinvolti in incidenti stradali è stato  accusato di questa violazione.

Le richieste
Il libro bianco è anche un'occasione per fare un punto politico sugli stupefacenti. Secondo L'associazione Luca Coscioni e le altre coinvolte nel libro Bianco: "Il nostro è un paese capace di rispondere all’emergenza con sanzioni e repressione, misure definitivamente inefficaci in termini di risultati a tutti i livelli.  L’attuale legge sulle droghe si conferma il volano delle politiche repressive e carcerarie. Senza detenuti per art. 73, o senza tossicodipendenti, non si avrebbe l’attuale sovraffollamento. Non funziona più l'offerta terapeutica basata su vecchi modelli di consumo delle sostanze".
 
Tra le sette  richieste al governo, c'è in primis la completa revisione del Testo unico vigente sulle sostanze stupefacenti. "In particolare la completa depenalizzazione del possesso e della cessione gratuita di piccoli quantitativi destinati all’uso personale. Quindi l’inserimento nei LEA della riduzione del danno, ovvero le politiche e servizi che mirano a ridurre il danno correlato all’uso di sostanze psicoattive legali e illegali. E ancora, la messa a regime della regolamentazione nazionale sulla cannabis terapeutica e l’organizzazione, a nove anni dall’ultima convocazione, della Conferenza nazionale, sede della valutazione delle politiche nazionali in materia. Infine il rilancio e la riorganizzazione dei servizi per le dipendenze".