Reggio Calabria, la fine della grande sete: arriva dopo 50 anni l'acqua della diga sul Menta
Alessia Candito , di ALESSIA CANDITONiente più serbatoi sui tetti, consumo record di minerale, bacinelle, vasche e bottiglie da riempire prima che i rubinetti rimangano a secco. Un traguardo epocale: era il ’69 quando fu dato il via libera al progetto dell’invaso
REGGIO CALABRIA - Niente più serbatoi che colorano di blu i tetti della città di Reggio Calabria. Basta corse per riempire bacinelle, vasche e bottiglie prima che i rubinetti rimangano a secco. Fine del consumo record di acqua minerale, per anni acquisto necessario per sostituire quella erogata dall'acquedotto comunale, impossibile da bere e, in alcune zone, inutilizzabile persino per cucinare.
Da oggi, anche la città calabrese dello Stretto e il suo hinterland potranno contare su una riserva d’acqua di qualità e congrua alle esigenze dalla popolazione che li abitano. Quasi cinquant’anni dopo l’assegnazione della progettazione di massima alla Cassa depositi e prestiti, l’acqua della diga sul Menta, fiumara di grossa portata nella provincia jonica reggina, è arrivata a Reggio Calabria.
Era il ’69 quando per la prima volta è stato dato il via libera al progetto dell’invaso destinato a rifo…
Da oggi, anche la città calabrese dello Stretto e il suo hinterland potranno contare su una riserva d’acqua di qualità e congrua alle esigenze dalla popolazione che li abitano. Quasi cinquant’anni dopo l’assegnazione della progettazione di massima alla Cassa depositi e prestiti, l’acqua della diga sul Menta, fiumara di grossa portata nella provincia jonica reggina, è arrivata a Reggio Calabria.
Era il ’69 quando per la prima volta è stato dato il via libera al progetto dell’invaso destinato a rifo…
REGGIO CALABRIA - Niente più serbatoi che colorano di blu i tetti della città di Reggio Calabria. Basta corse per riempire bacinelle, vasche e bottiglie prima che i rubinetti rimangano a secco. Fine del consumo record di acqua minerale, per anni acquisto necessario per sostituire quella erogata dall'acquedotto comunale, impossibile da bere e, in alcune zone, inutilizzabile persino per cucinare.
Da oggi, anche la città calabrese dello Stretto e il suo hinterland potranno contare su una riserva d’acqua di qualità e congrua alle esigenze dalla popolazione che li abitano. Quasi cinquant’anni dopo l’assegnazione della progettazione di massima alla Cassa depositi e prestiti, l’acqua della diga sul Menta, fiumara di grossa portata nella provincia jonica reggina, è arrivata a Reggio Calabria.
Era il ’69 quando per la prima volta è stato dato il via libera al progetto dell’invaso destinato a rifornire di acqua potabile la città e le zone limitrofe, storicamente piegate dalla carenza idrica. Da allora però l’incompiuta calabrese in grado di rivaleggiare con l’autostrada Salerno -Reggio Calabria per i cantieri infiniti, è rimasta solo una promessa per decine di amministrazioni che sono avvicendate a livello locale e nazionale.
Solo nell’Ottanta è arrivata la progettazione esecutiva, ma per la prima pietra è stato necessario attendere cinque anni ancora. E' stata posata solo nell'85. Nel frattempo, la situazione è peggiorata. Alla carenza idrica si è aggiunta la progressiva salinizzazione dei pozzi, contaminati dall’acqua del mare. Risultato, acqua salata ben al di sopra dei limiti di legge previsti per quella destinata al consumo umano, dunque da sottoporre a costosi processi di desalinizzazione. Ma i lavori per la Diga hanno continuato a procedere a singhiozzo.
Ci sono voluti 20 anni per costruire lo sbarramento, ufficialmente finito nel 2005, e altri 13 per vedere conclusi i lavori, più volte interrotti a causa del fallimento di alcune ditte. Cinquant'anni e 230milioni di euro dopo, i lavori sono stati ultimati. Certo, la centrale idroelettrica prevista da progetto è ancora in via di costruzione, ma da domani l’impianto di potabilizzazione inizierà a trattare l’acqua proveniente dall’invaso ubicato a 40 km a nord est di Reggio Calabria, in pieno Parco dell’Aspromonte. Per usufruirne, i reggini dovranno attendere ancora. Si attende ancora il parere ufficiale sulla potabilità dell’acqua, ma – assicurano – sarà questione di poco tempo.
“Sin dall’inizio della nostra esperienza di governo ci siamo posti l’obiettivo di chiudere la triste telenovela della Diga del Menta – ha detto questa mattina il governatore Mario Oliverio, durante un sopralluogo al potabilizzatore - Abbiamo ripreso questo cantiere nel 2015, subito dopo la mia elezione e oggi abbiamo portato l’acqua alle porte della città, i cittadini potranno così godere di un’acqua pura, cristallina e non salina. È un fatto storico”.
Certo, la città soffre ancora di una rete idrica vetusta e in più parti danneggiata, ma anche su quello – assicura il governatore – si sta lavorando. Di certo – spiega il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà, presente al sopralluogo insieme a Luigi Incarnato, presidente della società che ha realizzato i lavori, Sorical – si tratta di un salto di qualità per i cittadini di Reggio Calabria e un’occasione di risparmio. Con la messa in funzione del nuovo impianto “si potranno chiudere il dissalatore e diversi pozzi attualmente attivi sul territorio cittadino, con conseguenti risparmi economici sui costi di gestione e di manutenzione, e non si infierirà più sulle falde presenti nel sottosuolo”.
Da oggi, anche la città calabrese dello Stretto e il suo hinterland potranno contare su una riserva d’acqua di qualità e congrua alle esigenze dalla popolazione che li abitano. Quasi cinquant’anni dopo l’assegnazione della progettazione di massima alla Cassa depositi e prestiti, l’acqua della diga sul Menta, fiumara di grossa portata nella provincia jonica reggina, è arrivata a Reggio Calabria.
Era il ’69 quando per la prima volta è stato dato il via libera al progetto dell’invaso destinato a rifornire di acqua potabile la città e le zone limitrofe, storicamente piegate dalla carenza idrica. Da allora però l’incompiuta calabrese in grado di rivaleggiare con l’autostrada Salerno -Reggio Calabria per i cantieri infiniti, è rimasta solo una promessa per decine di amministrazioni che sono avvicendate a livello locale e nazionale.
Solo nell’Ottanta è arrivata la progettazione esecutiva, ma per la prima pietra è stato necessario attendere cinque anni ancora. E' stata posata solo nell'85. Nel frattempo, la situazione è peggiorata. Alla carenza idrica si è aggiunta la progressiva salinizzazione dei pozzi, contaminati dall’acqua del mare. Risultato, acqua salata ben al di sopra dei limiti di legge previsti per quella destinata al consumo umano, dunque da sottoporre a costosi processi di desalinizzazione. Ma i lavori per la Diga hanno continuato a procedere a singhiozzo.
Ci sono voluti 20 anni per costruire lo sbarramento, ufficialmente finito nel 2005, e altri 13 per vedere conclusi i lavori, più volte interrotti a causa del fallimento di alcune ditte. Cinquant'anni e 230milioni di euro dopo, i lavori sono stati ultimati. Certo, la centrale idroelettrica prevista da progetto è ancora in via di costruzione, ma da domani l’impianto di potabilizzazione inizierà a trattare l’acqua proveniente dall’invaso ubicato a 40 km a nord est di Reggio Calabria, in pieno Parco dell’Aspromonte. Per usufruirne, i reggini dovranno attendere ancora. Si attende ancora il parere ufficiale sulla potabilità dell’acqua, ma – assicurano – sarà questione di poco tempo.
“Sin dall’inizio della nostra esperienza di governo ci siamo posti l’obiettivo di chiudere la triste telenovela della Diga del Menta – ha detto questa mattina il governatore Mario Oliverio, durante un sopralluogo al potabilizzatore - Abbiamo ripreso questo cantiere nel 2015, subito dopo la mia elezione e oggi abbiamo portato l’acqua alle porte della città, i cittadini potranno così godere di un’acqua pura, cristallina e non salina. È un fatto storico”.
Certo, la città soffre ancora di una rete idrica vetusta e in più parti danneggiata, ma anche su quello – assicura il governatore – si sta lavorando. Di certo – spiega il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà, presente al sopralluogo insieme a Luigi Incarnato, presidente della società che ha realizzato i lavori, Sorical – si tratta di un salto di qualità per i cittadini di Reggio Calabria e un’occasione di risparmio. Con la messa in funzione del nuovo impianto “si potranno chiudere il dissalatore e diversi pozzi attualmente attivi sul territorio cittadino, con conseguenti risparmi economici sui costi di gestione e di manutenzione, e non si infierirà più sulle falde presenti nel sottosuolo”.