Cronaca

Rifiuti, troppi roghi e rischio diossina: interviene il ministero. 'Siti di stoccaggio in mano a prefetture'

(ansa)
Diventeranno siti sensibili e saranno controllati dalle forze dell'ordine. Lo ha chiesto il ministro dell'Ambiente Sergio Costa al ministro dell'Interno Matteo Salvini. La richiesta, con procedura d'urgenza, dopo l'ennesimo rogo che ha fatto scattare l'allarme in provincia di Napoli
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I siti di stoccaggio dei rifiuti diventeranno siti sensibili e verranno inseriti nei Piani coordinati di controllo del territorio coordinati dal prefetto e gestiti dalla forze di polizia. Lo ha chiesto il ministro dell'Ambiente Sergio Costa al ministro dell'Interno Matteo Salvini. La richiesta, con procedura d'urgenza, è stata fatta in seguito al rogo scoppiato ieri in un'azienda che si occupa di smaltimento di rifiuti differenziati, che ha fatto scattare l'allarme diossina in provincia di Napoli. L'incendio è divampato nel cortile di Ecologia Bruscino di San Vitaliano e ha raggiunto un cumulo di rifiuti ancora non smaltiti. Una colonna di denso fumo che ha creato disagi e spaventato i residenti. Lo stabilimento, che ricicla carta, plastica e alluminio, era chiuso.

Ieri il ministro Costa, che si trovava a Napoli, aveva sottolineato che "questo è l'ennesimo rogo che riguarda gli impianti di stoccaggio e riciclo dei rifiuti. Quasi 300 in due anni in tutta Italia. Un numero impressionante che non può essere considerato casuale. Ci siamo già attivati per poter fare chiarezza".

Molti incendi sospetti ci sono stati nell'ultima settimana negli impianti di gestione e stoccaggio dei rifiuti in Campania. E il maxi incendio di ecoballe che si è sviluppato nel Napoletano ieri è solo l'ultimo. Anche Legambiente è scesa in campo: "C'è chi ha interesse a mettere in ginocchio un sistema che, grazie alla raccolta differenziata, sta provando a valorizzare ed incrementare l'economia circolare. Dopo gli incendi che hanno colpito aziende nel Salernitano, c'è un nuovo caso. Siamo preoccupati per l'incremento di episodi di questo tipo anche e soprattutto per le potenziali ricadute sull'ambiente e la salute dei cittadini. È necessario uno sforzo ulteriore da parte dell'autorità giudiziaria e di controllo per comprendere se esiste un filo conduttore tra tutti questi casi che sta scatenando una nuova guerra dei rifiuti". Con la gestione del prefetto e degli organi di polizia sul territorio il libero accesso ai siti verrà bloccato come succede in tutti siti sensibili del Paese.