Il prete sposato: “Ora mi sento più vicino a Dio, spiegherò ai fedeli il mio amore gay”
Enrico Ferro
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di ENRICO FERRO
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Giuliano Costalunga si è unito ad aprile in matrimonio a Gran Canaria con il compagno. Per la curia risulta ancora sacerdote, lui replica: “È falso, ho lasciato i voti a febbraio”
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Da curato di campagna in un paesino di 933 abitanti sui monti Lessini, a promesso sposo con il coraggio di predicare l'amore. Don Giuliano Costalunga, 48 anni, ex parroco del comune veronese di Selva di Progno, ha sposato il suo Paolo sull'isola di Gran Canaria, dove vivranno d'ora in poi. Finalmente insieme. Non è facile cambiare vita, spiegarlo, essere capiti. Non è semplice per nessuno, figurarsi per un uomo che per 22 anni ha predicato da un altare, servito l'ostia, confessato le persone. Ma Giuliano ci prova perché, dice, sa di essere dalla parte del giusto. "Adesso sono libero di vivere questo amore bello, libero e luminoso, senza costrizioni".
Il vescovo di Verona Giuseppe Zenti dice che lei è ancora prete, che non ha lasciato il sacerdozio.
"È falso. Io ho lasciato i voti l'8 febbraio scorso. Mi sono sposato il 28 aprile. Sono solo menzogne per colpirmi".
Da curato di campagna in un paesino di 933 abitanti sui monti Lessini, a promesso sposo con il coraggio di predicare l'amore. Don Giuliano Costalunga, 48 anni, ex parroco del comune veronese di Selva di Progno, ha sposato il suo Paolo sull'isola di Gran Canaria, dove vivranno d'ora in poi. Finalmente insieme. Non è facile cambiare vita, spiegarlo, essere capiti. Non è semplice per nessuno, figurarsi per un uomo che per 22 anni ha predicato da un altare, servito l'ostia, confessato le persone. Ma Giuliano ci prova perché, dice, sa di essere dalla parte del giusto. "Adesso sono libero di vivere questo amore bello, libero e luminoso, senza costrizioni".
Il vescovo di Verona Giuseppe Zenti dice che lei è ancora prete, che non ha lasciato il sacerdozio.
"È falso. Io ho lasciato i voti l'8 febbraio scorso. Mi sono sposato il 28 aprile. Sono solo menzogne per colpirmi".
Per quale motivo il vescovo vorrebbe colpirla?
"Non ne ho idea. Mi limito a ricordare che mi ha definito 'una triste vicenda' e anche 'una storia difficilissima e tristissima'. Ma non c'è niente di triste in quello che sto facendo. Sto tornando in Italia proprio per dimostrarlo".
Cosa significa?
"Ora mi trovo in aeroporto a Madrid. Torno a Verona qualche giorno. Giovedì sera il vescovo incontra la comunità di Selva di Progno per spiegare cosa è successo. Io sarò lì in prima fila. Spiegherò io ai miei parrocchiani cosa è successo".
Provi a farlo qui, ora.
"Dieci anni fa ho avuto il cancro. Durante il periodo di ricovero ho conosciuto Paolo. Un'amicizia subito molto forte. Tre anni fa, quando ho capito che c'era qualcosa di più profondo me ne sono andato dalla parrocchia e ho trascorso un periodo in un istituto della Diocesi. Ciò che sentivo per Paolo era amore. Ho lasciato la Chiesa e mi sono sposato. Non ci vedo nulla di triste, anzi". Giuliano e Paolo il giorno del loro matrimonio In seminario a Verona avevano bloccato la sua ordinazione. È vero?
"Sì, perché non sono né diplomatico né malleabile. Andai a Rieti a terminare il percorso e lì diventai sacerdote. Non rinnego nulla".
In paese dicono che lei è scappato in Spagna.
"Io non sono scappato. Siamo andati in Spagna perché non ci bastava una unione civile. Io e Paolo volevamo un matrimonio vero".
Amava Dio, ora ama un uomo. Come si vive un simile cambiamento?
"A mio marito dico sempre: io ti amo ma Dio lo adoro perché va oltre i sentimenti umani. Mi sento finalmente libero di vivere la mia normalità, anche se la Chiesa con la 'c' maiuscola vorrebbe farlo sembrare un abominio".
Minaccia di querelare la Diocesi di Verona, dice di volere un faccia a faccia con il vescovo. La sua sembra quasi una battaglia.
"Lo è. Io sono ben contento se questo può servire a tanti altri miei fratelli, per salvarli dalla dittatura morale di una Chiesa che schiaccia, opprime, denigra".
Conosce altre situazioni come la sua?
"Certo che le conosco e le conoscono anche i superiori. Ma le tollerano, purché non diventi una cosa nota. È questa l'ipocrisia che ora voglio combattere. Voglio essere di aiuto ai tanti, troppi che ancora vivono nascosti la loro sessualità".
Certo ma lei ha fatto una scelta. Ha scelto una vita laica.
"In cuor mio sono e sarò sempre prete, anche senza una remunerazione a ricordarmelo, e continuerò a celebrare messa nell'intimo raccoglimento della mia casa".