Cronaca

Sequestrate 100 tonnellate di falso cibo bio: etichette bugiarde e topi nelle aziende

Il bilancio delle operazioni dei carabinieri dei Nas da Bologna a Milano, da Brescia a Treviso raccontano come il successo degli alimenti "naturali"  abbia portato molte imprese a buttarsi sul mercato senza rispettare tutte le norme

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Centro tonnellate di merce spacciata per biologica, ma che tale non era. Anzi in un alcun casi nelle ditte di biologico c'erano topi che si aggiravano tra la merce, alcuni prodotti erano scaduti, altri etichettati in modo non regolare: tre aziende sono state chiuse per mancanza di autorizzazioni, per carenze igienico sanitarie da Aosta a Bologna passando per il milanese.

Un bilancio pesante quello dei controlli fatti da marzo dai carabinieri dei Nas. Le 49 violazioni amministrative contestate, per un ammontare complessivo di 55 mila euro di sanzioni pecuniarie, sono riconducibili soprattutto alla carente applicazione delle procedure di autocontrollo per garantire la sicurezza alimentare, insufficiente etichettatura e detenzione di prodotti alimentari biologici con termini di conservazione superati.

In un intervento è stato individuato un caso di frode in commercio presso un’azienda agricola per tentata vendita di prodotti falsamente etichettati come biologici. Nell’ambito del monitoraggio è stato eseguito il sequestro amministrativo di oltre 100 tonnellate e 1.500 confezioni di alimenti non idonei alla commercializzazione, sia per motivi di etichettatura e tracciabilità che per ragioni igienico sanitarie e di superamento dei termini di conservazione. Sono state disposte sospensioni dell’attività per 3 aziende del settore a causa di mancanze autorizzative e presenza di gravi criticità igieniche e struttura.

Secondo la legge per  essere commercializzato come “biologico” un alimento deve essere stato prodotto da aziende certificate da Organismi autorizzati dal Ministero dell’Agricoltura che appongono su tali prodotti il loro logo, identificandoli quali biologici. Gli alimenti “biologici” provengono da coltivazioni o allevamenti che utilizzano tecniche agronomiche e zootecniche a basso impatto ambientale, attraverso protocolli produttivi nei quali è vietato o limitato l’impiego di diserbanti, insetticidi o concimi contenenti sostanze di sintesi chimica.

Nel periodo marzo/maggio sono stati eseguiti 186 servizi ispettivi ad attori della filiera “biologica” accertando 31 situazioni di irregolarità presso altrettante aziende ed esercizi commerciali.

Tra gli altri, a Treviso,  in  uno stabilimento di produzione di prodotti dolciari e da forno, sono sequestrati 1950 chili di materie prime (farine biologiche di varie tipologie) tutte recanti in etichetta un termine di conservazione già oltrepassato, detenute insieme ad altri prodotti ancora in validità.

I Nas Milano hanno chiuso una ditta della provincia di Milano, che si occupa della produzione di alimenti per
la prima colazione a base di cereali provenienti da agricoltura biologica e tradizionale, a causa di una
estesa infestazione di roditori presenti nei locali di produzione e magazzino, con diffusa presenza di
escrementi e di foratura degli imballaggi.

A Bologna i carabinieri del nucleo antisofisticazioni hanno eseguito un’ispezione presso una ditta
di vendita all’ingrosso della provincia di Forlì-Cesena, sottoponendo a sequestro sanitario 7.000 kg di
materie prime (erbe medicinali, sostanze aromatiche) e di integratori alimentari, alcuni da agricoltura
biologica, recanti termine di conservazione superato -in alcuni casi da più di un anno. Sono state contestate
violazioni amministrative per 2.000 euro nonché segnalate criticità procedurali ed igienico sanitarie
all’Autorità sanitaria locale.