Tutti in maglietta rossa contro le stragi in mare
Paolo G. Brera , di PAOLO G.BRERAL'iniziativa è stata lanciata da don Luigi Ciotti del gruppo Abele e dal giornalista Francesco Viviano
ROMA. Una maglietta rossa per non dimenticare. Sono migliaia le adesioni di associazioni, comitati, scuole, artisti e cittadini all'appello - lanciato da don Luigi Ciotti di Libera e Gruppo Abele e dal giornalista Francesco Viviano - a indossarla domani per "fermare l'emorragia di umanità" ricordando i migranti morti in mare.
Rossa come quella che indossava il piccolo Alan, il bimbo siriano il cui corpo esanime sulla spiaggia turca di Bodrum scioccò il mondo tre anni fa. Rossa come le maglie e le tutine dei bimbi affogati davanti alla Libia la settimana scorsa, riportati in spiaggia dagli agenti della guardia costiera libica. "Rossa come quelle che mamme e papà fanno indossare ai bambini prima di prendere il mare - spiega Viviano - sperando che i soccorritori li trovino più facilmente se succede qualcosa". L'idea, nata da un post pubblicato dal giornalista su Facebook, è diventata la grande manifestazione diffusa lanci…
Rossa come quella che indossava il piccolo Alan, il bimbo siriano il cui corpo esanime sulla spiaggia turca di Bodrum scioccò il mondo tre anni fa. Rossa come le maglie e le tutine dei bimbi affogati davanti alla Libia la settimana scorsa, riportati in spiaggia dagli agenti della guardia costiera libica. "Rossa come quelle che mamme e papà fanno indossare ai bambini prima di prendere il mare - spiega Viviano - sperando che i soccorritori li trovino più facilmente se succede qualcosa". L'idea, nata da un post pubblicato dal giornalista su Facebook, è diventata la grande manifestazione diffusa lanci…
ROMA. Una maglietta rossa per non dimenticare. Sono migliaia le adesioni di associazioni, comitati, scuole, artisti e cittadini all'appello - lanciato da don Luigi Ciotti di Libera e Gruppo Abele e dal giornalista Francesco Viviano - a indossarla domani per "fermare l'emorragia di umanità" ricordando i migranti morti in mare.
Rossa come quella che indossava il piccolo Alan, il bimbo siriano il cui corpo esanime sulla spiaggia turca di Bodrum scioccò il mondo tre anni fa. Rossa come le maglie e le tutine dei bimbi affogati davanti alla Libia la settimana scorsa, riportati in spiaggia dagli agenti della guardia costiera libica. "Rossa come quelle che mamme e papà fanno indossare ai bambini prima di prendere il mare - spiega Viviano - sperando che i soccorritori li trovino più facilmente se succede qualcosa". L'idea, nata da un post pubblicato dal giornalista su Facebook, è diventata la grande manifestazione diffusa lanciata da don Ciotti insieme all'Arci, a Legambiente e all'Anpi. Un'iniziativa alla quale hanno subito aderito Roberto Saviano e Carlo Lucarelli insieme a una serie di associazioni come Acli, Msf e Amnesty, Uisp e Fiom, Articolo 21 e Libertà e Giustizia.
"Non basta più indignarci - commenta don Ciotti - oggi bisogna provare disgusto, un disgusto che deve risvegliare le coscienze e salvarle da una passività che le rende complici. La maglietta rossa da indossare è un segno, poi bisogna organizzare il dissenso trasformandolo in progetti e speranze".
Tutti in rosso per i bimbi senza nome caduti nel risiko dei trafficanti, affogati nell'indifferenza della politica e sepolti nel Mediterraneo. Le adesioni arrivano da tutta Italia: dall'equipaggio di Goletta Verde al concerto dei Modena City Ramblers e alla finale dei Mondiali antirazzisti della Uisp a Castelfranco Emilia. "Sono state organizzate iniziative a Savona - racconta Viviano - e a Taranto, a Messina e ad Agrigento, a Varese, Avellino, Reggio Emilia, Legnano... Ci sono arrivate adesioni da Fiorello e Fiorella Mannoia, da Gassman e dall'ex ministra Fedeli". L'onda della maglietta rossa contro l'indifferenza per le morti in mare è arrivata anche all'estero, con iniziative e flash mob in Germania e in Turchia, in Francia e in Belgio.
Rossa come quella che indossava il piccolo Alan, il bimbo siriano il cui corpo esanime sulla spiaggia turca di Bodrum scioccò il mondo tre anni fa. Rossa come le maglie e le tutine dei bimbi affogati davanti alla Libia la settimana scorsa, riportati in spiaggia dagli agenti della guardia costiera libica. "Rossa come quelle che mamme e papà fanno indossare ai bambini prima di prendere il mare - spiega Viviano - sperando che i soccorritori li trovino più facilmente se succede qualcosa". L'idea, nata da un post pubblicato dal giornalista su Facebook, è diventata la grande manifestazione diffusa lanciata da don Ciotti insieme all'Arci, a Legambiente e all'Anpi. Un'iniziativa alla quale hanno subito aderito Roberto Saviano e Carlo Lucarelli insieme a una serie di associazioni come Acli, Msf e Amnesty, Uisp e Fiom, Articolo 21 e Libertà e Giustizia.
"Non basta più indignarci - commenta don Ciotti - oggi bisogna provare disgusto, un disgusto che deve risvegliare le coscienze e salvarle da una passività che le rende complici. La maglietta rossa da indossare è un segno, poi bisogna organizzare il dissenso trasformandolo in progetti e speranze".
Tutti in rosso per i bimbi senza nome caduti nel risiko dei trafficanti, affogati nell'indifferenza della politica e sepolti nel Mediterraneo. Le adesioni arrivano da tutta Italia: dall'equipaggio di Goletta Verde al concerto dei Modena City Ramblers e alla finale dei Mondiali antirazzisti della Uisp a Castelfranco Emilia. "Sono state organizzate iniziative a Savona - racconta Viviano - e a Taranto, a Messina e ad Agrigento, a Varese, Avellino, Reggio Emilia, Legnano... Ci sono arrivate adesioni da Fiorello e Fiorella Mannoia, da Gassman e dall'ex ministra Fedeli". L'onda della maglietta rossa contro l'indifferenza per le morti in mare è arrivata anche all'estero, con iniziative e flash mob in Germania e in Turchia, in Francia e in Belgio.