Abusivismo, il governatore e il sindaco di Cosenza tra i 195 indagati per l'alluvione in Calabria
Un'immagine dell'alluvione
Fiumi deviati, case costruite negli alvei, edifici realizzati in zone ad alto rischio, "una situazione completamente fuori controllo". Così è stato descritto lo scenario dell'inchiesta che ha portato al maxi sequestro disposto per mettere fine a una situazione di pericolo concreto ed evitare che si continui a costruire in zone pericolose dopo il disastro di tre anni fa
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Ci sono anche il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, e il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, tra i 195 indagati nell'inchiesta "Flumen Luto" sull'alluvione del 2015 in Calabria che ha portato ieri al sequestro di terreni agricoli e costruzioni realizzate nei comuni di Corigliano e Rossano negli alvei dei fiumi e in aree a rischio idrogeologico, in uno scenario di abusivismo - quello descritto dagli inquirenti - dove in media avvengono due eventi alluvionali all'anno. "La situazione peggiora, non sono state fatte opere di bonifica o di risoluzione del rischio", ha precisato il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, che ha voluto per prima cosa "evitare il perdurare di un pericolo concreto, e poi evitare che si possa continuare a costruire in zone pericolose". "Dietro questi eventi c'è l'opera dell'uomo ha aggiunto il procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini - deviazione dei fiumi, creazioni di edifici in zone ad alto rischio, una situazione completamente fuori controllo. Fondi europei che non sono stati spesi per mettere in sicurezza il territorio e territorio messo al di fuori di ogni sicurezza da attività che sono continuate anche dopo l'alluvione del 2015".
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Oliviero e Occhiuto sono coinvolti in qualità di ex presidenti della Provincia di Cosenza, nell'inchiesta che tocca altri amministratori pubblici, dirigenti e tecnici aperta per disastro colposo per non aver ottemperato alla manutenzione dell'alveo e degli argini dei fiumi. "Ognuno di questi 195 indagati - ha detto il procuratore Facciolla - ha varie responsabilità per la posizione occupata. Riteniamo che ognuno sia coinvolto a titolo di concorso in quello che è stato un disastro colposo. C'è poi una seconda parte dell'attività investigativa che è in corso e che é mirata a fare luce su alcune omissioni, su condotte attive e sulle sanatorie di alcuni fabbricati".
Secondo quanto è emerso dalle indagini, a Corigliano Calabro ci sono 104 edifici costruiti su territori ad elevato rischio idrogeologico, di cui 84 abusivi, mentre a Rossano 21 edifici sono stati realizzati in aree R3 e R4, di cui 14 abusivi. La maggior parte dei fabbricati é stata sanata con l'ultimo condono. Tra gli indagati ci sono gli ex sindaci di Corigliano Calabro Pasqualina Straface e Giuseppe Geraci e di Rossano Franco Filareto e Giuseppe Antoniotti; numerosi dirigenti e funzionari della Regione Calabria, della Provincia di Cosenza e dei Comuni interessati dall'alluvione e molti imprenditori.