Giuseppe Giordano immortalato da Giorgio Moffa mentre guarda il mare di Gaeta con il ritratto di sua moglie
La vera storia del vecchio e il mare: “Io, mia moglie e quel segreto che ci ha unito"
Caterina Pasolini
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di CATERINA PASOLINI
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Giuseppe Giordano non si separa mai dalla foto di Ida, scomparsa nel 2011. Un ristoratore di Gaeta l'ha immortalato facendo commuovere il popolo del web
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Un pensionato, in canotta e pantaloni corti, guarda il mare sotto il sole del mattino. La testa piegata, pensieroso. Accanto, ha appoggiato la foto della moglie morta, rivolta verso le onde come se anche lei potesse ancora una volta godersi la brezza. Questa immagine scattata da un ristoratore di Gaeta, ha commosso la rete e svelato una storia d’amore che sa di antico, di rimpianto, di difficoltà quotidiane e piccoli e grandi segreti. Una storia nata tra due adolescenti e durata 40 anni. Giuseppe Giordano ha 70 anni, tre figli, una vita di lavoro alla Sip in giro per l‘Italia prima del meritato riposo, da quella foto non si separa mai.
Perché la porta in giro?
“Io vivo per questo pezzo di carta, lo so che è solo una fotografia, ma mi aiuta ad andare avanti da quando mia moglie non c’è più. La metto a capotavola quando mangio, le parlo, la appoggio sul cuscino prima di andare a dormire. E così ho l’imp…
Un pensionato, in canotta e pantaloni corti, guarda il mare sotto il sole del mattino. La testa piegata, pensieroso. Accanto, ha appoggiato la foto della moglie morta, rivolta verso le onde come se anche lei potesse ancora una volta godersi la brezza. Questa immagine scattata da un ristoratore di Gaeta, ha commosso la rete e svelato una storia d’amore che sa di antico, di rimpianto, di difficoltà quotidiane e piccoli e grandi segreti. Una storia nata tra due adolescenti e durata 40 anni. Giuseppe Giordano ha 70 anni, tre figli, una vita di lavoro alla Sip in giro per l‘Italia prima del meritato riposo, da quella foto non si separa mai.
Perché la porta in giro?
“Io vivo per questo pezzo di carta, lo so che è solo una fotografia, ma mi aiuta ad andare avanti da quando mia moglie non c’è più. La metto a capotavola quando mangio, le parlo, la appoggio sul cuscino prima di andare a dormire. E così ho l’impressione di avere la mia Ida sempre vicino, e mi sento meno solo. I figli sono affettuosi, presenti, ma con lei il rapporto era diverso e in qualche modo continua. La porto in collina dove passeggiavamo assieme, mi siedo sulla stessa panchina, andiamo in riva al mare dove nuotavamo da ragazzini. Le compro dei regali”.[[ge:rep-locali:rep:201065220]] Quando vi siete conosciuti?
“Dovevamo solo fare compagnia a una coppia che voleva uscire ma non poteva farlo da sola, e invece... Ci siamo baciati la prima sera. Io avevo 16 anni, lei 17. E' stata la prima donna della mia vita, il primo e unico vero amore. Per un anno ho lavorato a Milano per imparare i segreti delle radio e ci siamo scritti lunghe lettere, poi dopo qualche anno è arrivato il militare e i problemi in famiglia”.
Famiglie contrarie?
“Quando io sono partito a 20 anni per fare il militare lei aspettava da un mese il nostro primo figlio, ma io ancora non lo sapevo. Al quarto mese i suoi genitori l’hanno scoperta e cacciata di casa, cosi è andata a stare dai miei, che l’hanno accompagnata anche in ospedale standole vicino quando ha partorito mentre io non potevo tornare subito dal servizio di leva. Ma loro non volevano il matrimonio, le famiglie non si piacevano e cosi noi ci siamo sposati senza genitori. Era il 13 luglio del 1969. L’anno prossimo sarebbero stati 50 anni assieme”.
Amore e discussioni?
“Guardi le uniche discussioni erano a proposito del frigorifero, forse perché aveva fatto la fame Ida faceva la scorta di cibo in maniera assurda, il frigo era stipato all’inverosimile, spesso ci trovavi roba scaduta da settimane. Uno spreco di soldi”.
Nessuna protesta?
“Beh era lei che si occupava di tutto a casa, che cresceva i nostri tre figli, io dal lunedì al venerdi per anni sono stato in giro per l’Italia ma lei mi faceva sentire bravo, mi metteva su un piedistallo, diceva che sapevo fare tutto, aggiustare tutto, aiutare chi aveva bisogno. Quando mi hanno mandato in pensione, troppo giovane, a 50 anni e poco più, abbiamo riscoperto la bellezza di stare insieme 24 ore al giorno, tutti i pomeriggi a passeggiare mano nella mano, lei in casa non ci voleva stare”.
Giuseppe Giordano con Ida e i loro tre figli Quando è arrivata la crisi?
“Nel 2005 le ho detto l’unico segreto che mi tenevo da anni come un peso, una cosa brutta brutta. Lei si è incavolata, era gelosa, non ci parlavamo, ci siamo scritti lunghe lettere. Poi so solo che mi ha perdonato e da lì è cominciata la nostra prima vera luna di miele, chi mai aveva avuto tempo e soldi e per farla a vent’anni.... Il nostro rapporto è ricominciato meglio di prima. Una luna di miele durata troppo poco, nel 2011 si è ammalata, ed è morta dopo pochi mesi. Ma io non vado al cimitero a trovarla".
Perché non va a trovarla?
“Lei mi ha preso in giro tutta la vita perché io non andavo mai a trovare parenti e genitori, diceva che quando sarebbe morta io non le avrei mai portato i fiori. Cosi ho deciso di tenere le ceneri a casa: i fiori li ha belli sempre, tutti i momenti e io la sento vicina”.
Come quando in questi giorni di sole va al mare dove nuotavano assieme da ragazzini. Nello stesso posto. Per non dimenticare. Per sentirsi ancora vivo, amato da quella donna che lo sapeva capire e perdonare.