Alessandro, il ragazzo Down da cento e lode
Enrico Ferro , di ENRICO FERROLa sfida vinta da Alessandro Masiero, 20 anni compiuti a gennaio
PADOVA. L'esperienza più forte? "La gita a Siviglia, senza dubbio. Cinque giorni da solo, che meraviglia". La soddisfazione più grande? "Aver convinto tutti che sono un ragazzo uguale agli altri". Cinque anni all'istituto tecnico Newton Pertini di Camposampiero coronati con un bel 100 e lode. È la sfida vinta da Alessandro Masiero, 20 anni compiuti a gennaio, affetto dalla sindrome di Down. Impegno, capacità di integrazione, generosità. La relazione finale su carta intestata "5D indirizzo turistico" è un lungo elenco di risultati tutt'altro che scontati.
"È andata così per un motivo soltanto, perché compagni e professori mi hanno fatto sentire come a casa", dice Alessandro con grande umiltà, gustandosi il successo scandito da decine e decine di telefonate. Dopo i tre anni di medie i genitori avevano scelto il più classico dei percorsi scolastici, quasi una …
"È andata così per un motivo soltanto, perché compagni e professori mi hanno fatto sentire come a casa", dice Alessandro con grande umiltà, gustandosi il successo scandito da decine e decine di telefonate. Dopo i tre anni di medie i genitori avevano scelto il più classico dei percorsi scolastici, quasi una …
PADOVA. L'esperienza più forte? "La gita a Siviglia, senza dubbio. Cinque giorni da solo, che meraviglia". La soddisfazione più grande? "Aver convinto tutti che sono un ragazzo uguale agli altri". Cinque anni all'istituto tecnico Newton Pertini di Camposampiero coronati con un bel 100 e lode. È la sfida vinta da Alessandro Masiero, 20 anni compiuti a gennaio, affetto dalla sindrome di Down. Impegno, capacità di integrazione, generosità. La relazione finale su carta intestata "5D indirizzo turistico" è un lungo elenco di risultati tutt'altro che scontati.
"È andata così per un motivo soltanto, perché compagni e professori mi hanno fatto sentire come a casa", dice Alessandro con grande umiltà, gustandosi il successo scandito da decine e decine di telefonate. Dopo i tre anni di medie i genitori avevano scelto il più classico dei percorsi scolastici, quasi una strada obbligata per ragazzi come lui: una scuola professionale per giovani con disabilità. "Non faceva proprio per me. Così a gennaio ho deciso che non sarei più andato", racconta ora con l'orgoglio di chi, alla lunga, ha avuto ragione. Alessandro ha deciso quindi di puntare un po' più in alto. L'istituto Newton Pertini, a nord di Padova, vanta un'offerta formativa ampia, che va dal liceo scientifico all'amministrazione turistica. Lì hanno accolto a braccia aperte questo studente speciale, affiancandogli un'insegnante di sostegno che con il tempo è diventata un po' amica e un po' mamma.
"Fernanda Pierobon, si chiama. Mi è stata vicina cinque anni". Con la forza del gruppo sono stati abbattuti muri, barriere, pregiudizi. Alessandro è diventato uno della classe e si è trovato nella situazione ideale per concentrarsi al meglio nello studio. "Le mie materie preferite? Italiano, storia, inglese e spagnolo". Ma non è finita. Durante l'ultimo anno è stato inserito anche in un progetto di alternanza scuola-lavoro all'ospedale di Camposampiero, esperienza che gli ha spalancato un'altra porta. Ora tira dritto con il vento in poppa, nonostante l'eco degli applausi non sia ancora esaurito, così come la commozione dei professori che lo ricordano mentre discuteva la tesina davanti alla commissione. Si dirige a passi veloci verso il futuro questo ragazzo padovano e non poteva essere altrimenti vista la sua predilezione per l'atletica, con medaglie in serie vinte nei 100 metri piani. "In ospedale ho capito quanto è bello aiutare gli altri" confida. "Anche solo dare una mano a fare la barba a un paziente che si trova ricoverato dà una gioia immensa. Ho deciso che questo deve essere il mio lavoro dopo la scuola". Sarà certamente così.
"È andata così per un motivo soltanto, perché compagni e professori mi hanno fatto sentire come a casa", dice Alessandro con grande umiltà, gustandosi il successo scandito da decine e decine di telefonate. Dopo i tre anni di medie i genitori avevano scelto il più classico dei percorsi scolastici, quasi una strada obbligata per ragazzi come lui: una scuola professionale per giovani con disabilità. "Non faceva proprio per me. Così a gennaio ho deciso che non sarei più andato", racconta ora con l'orgoglio di chi, alla lunga, ha avuto ragione. Alessandro ha deciso quindi di puntare un po' più in alto. L'istituto Newton Pertini, a nord di Padova, vanta un'offerta formativa ampia, che va dal liceo scientifico all'amministrazione turistica. Lì hanno accolto a braccia aperte questo studente speciale, affiancandogli un'insegnante di sostegno che con il tempo è diventata un po' amica e un po' mamma.
"Fernanda Pierobon, si chiama. Mi è stata vicina cinque anni". Con la forza del gruppo sono stati abbattuti muri, barriere, pregiudizi. Alessandro è diventato uno della classe e si è trovato nella situazione ideale per concentrarsi al meglio nello studio. "Le mie materie preferite? Italiano, storia, inglese e spagnolo". Ma non è finita. Durante l'ultimo anno è stato inserito anche in un progetto di alternanza scuola-lavoro all'ospedale di Camposampiero, esperienza che gli ha spalancato un'altra porta. Ora tira dritto con il vento in poppa, nonostante l'eco degli applausi non sia ancora esaurito, così come la commozione dei professori che lo ricordano mentre discuteva la tesina davanti alla commissione. Si dirige a passi veloci verso il futuro questo ragazzo padovano e non poteva essere altrimenti vista la sua predilezione per l'atletica, con medaglie in serie vinte nei 100 metri piani. "In ospedale ho capito quanto è bello aiutare gli altri" confida. "Anche solo dare una mano a fare la barba a un paziente che si trova ricoverato dà una gioia immensa. Ho deciso che questo deve essere il mio lavoro dopo la scuola". Sarà certamente così.