Molestie, Fausto Brizzi verso l’archiviazione: “Un sollievo ma come lo spiego a mia figlia?”
Maria Novella De Luca , Caterina Pasolini , di Maria Novella De Luca e Caterina PasoliniUna gioia amara, raccontano gli amici. "Ma nessuno mi restituirà un anno di vita"
"Non mi aspettavo niente di diverso perché io non ho mai molestato nessuno, l’ho sempre detto, fin dall’inizio». Così Fausto Brizzi, con accanto la moglie Claudia Zanella, si è sfogato ieri sera con gli amici più cari. Una gioia amara però, dopo nove mesi durissimi che l’hanno travolto sia sul piano personale che professionale. «E’ un sollievo, certo, ma adesso chi mi restituisce un anno di vita? E’ stato un massacro per me e la mia famiglia. Un giorno dovrò spiegare a mia figlia Penelope tutto questo".
Ossia un terremoto iniziato nel novembre scorso, quando in una trasmissione delle “Iene”, tre ragazze, ex aspiranti attrici (e poi diverse altre, tra cui l’ex Miss Italia Clarissa Marchese) accusarono in modo netto Fausto Brizzi di averle pesantemente molestate durante alcuni provini che avvenivano nella casa romana del regista.
Nove mesi deflagrati in Italia mentre Hollywo…
Ossia un terremoto iniziato nel novembre scorso, quando in una trasmissione delle “Iene”, tre ragazze, ex aspiranti attrici (e poi diverse altre, tra cui l’ex Miss Italia Clarissa Marchese) accusarono in modo netto Fausto Brizzi di averle pesantemente molestate durante alcuni provini che avvenivano nella casa romana del regista.
Nove mesi deflagrati in Italia mentre Hollywo…
"Non mi aspettavo niente di diverso perché io non ho mai molestato nessuno, l’ho sempre detto, fin dall’inizio». Così Fausto Brizzi, con accanto la moglie Claudia Zanella, si è sfogato ieri sera con gli amici più cari. Una gioia amara però, dopo nove mesi durissimi che l’hanno travolto sia sul piano personale che professionale. «E’ un sollievo, certo, ma adesso chi mi restituisce un anno di vita? E’ stato un massacro per me e la mia famiglia. Un giorno dovrò spiegare a mia figlia Penelope tutto questo".
Ossia un terremoto iniziato nel novembre scorso, quando in una trasmissione delle “Iene”, tre ragazze, ex aspiranti attrici (e poi diverse altre, tra cui l’ex Miss Italia Clarissa Marchese) accusarono in modo netto Fausto Brizzi di averle pesantemente molestate durante alcuni provini che avvenivano nella casa romana del regista.
Nove mesi deflagrati in Italia mentre Hollywood veniva sconvolta dalla bufera degli abusi sessuali nello star system e dall’impeto di #MeToo. Le accuse contro Brizzi costringono il cinema italiano, per la prima volta, a dover prendere posizione sulla realtà, odiosa ma nascosta, quasi mai denunciata, dei ricatti sessuali per poter lavorare. Fausto Brizzi, regista di film “generazionali” come “Notte prima degli esami”, cult per schiere di maturandi, respinge tutte le accuse, ma in una prima fase viene travolto.
Esce dalla casa di produzione “Wildside” che aveva fondato nel 2009 insieme a Marco Martani, Mario Gianani, Saverio Costanzo e Lorenzo Mieli. L’imbarazzo, in piena bufera Weinstein, mentre a Hollywood cadono teste di attori, registi, sceneggiatori e produttori travolti dalle denunce di donne molestate e violentate è tale che la Warner Bros Italia decide di togliere la firma di Fausto Brizzi dal film di Natale. “Poveri ma ricchissimi” che esce infatti senza il suo nome. In soccorso di Brizzi arriva Luca Barbareschi, che lo mette sotto contratto per tre anni, con un seguito di polemiche velenose però sul ruolo del movimento #MeToo. E ieri Luca Barbareschi è stato il primo a telefonare a Brizzi dopo la sentenza.
Dunque nove mesi dopo la Procura di Roma, con una richiesta di archiviazione firmata da una giudice donna, Maria Monteleone, afferma che il “fatto non sussiste”. E’ soltanto, comunque, il primo passo di una battaglia giudiziaria che potrebbe essere ancora lunga. L’avvocato di Fausto Brizzi Antonio Marini, preferisce non parlare, ma è probabile che se venisse confermata l’archiviazione, potrebbero querelare le ragazze che hanno accusato il regista di molestie.
Dunque quelle denunce sono da archiviare, dunque Fausto Brizzi, non è, così sembra, l’Harvey Weinstein italiano. Commenta il regista Neri Parenti: «Non avevo dubbi, con Fausto ci conosciamo da vent’anni. Questa richiesta di archiviazione è un tassello fondamentale all’intera vicenda. Ora non conosco le motivazioni che hanno portato la procura a questa decisione, ma l’espressione il ‘fatto non sussiste’ la dice lunga”. Parenti era stato tra i primi a schierarsi a favore di Brizzi subito dopo le testimonianze raccolte dalle Iene contro il regista. “Non dimentichiamo - prosegue Neri Parenti - la gogna mediatica a cui è stato sottoposto Fausto non solo alle Iene e quello che hanno dovuto affrontare la moglie e la bambina che è piccolina, con i fotografi appostati tutti i giorni sotto casa. Dopo lo scoppio del caso, la Warner ha fatto uscire in sala il film di Natale di Brizzi senza avvalersi però della sua promozione. Non ha lavorato per quasi due anni. Sono ovviamente felice per lui".
Ossia un terremoto iniziato nel novembre scorso, quando in una trasmissione delle “Iene”, tre ragazze, ex aspiranti attrici (e poi diverse altre, tra cui l’ex Miss Italia Clarissa Marchese) accusarono in modo netto Fausto Brizzi di averle pesantemente molestate durante alcuni provini che avvenivano nella casa romana del regista.
Nove mesi deflagrati in Italia mentre Hollywood veniva sconvolta dalla bufera degli abusi sessuali nello star system e dall’impeto di #MeToo. Le accuse contro Brizzi costringono il cinema italiano, per la prima volta, a dover prendere posizione sulla realtà, odiosa ma nascosta, quasi mai denunciata, dei ricatti sessuali per poter lavorare. Fausto Brizzi, regista di film “generazionali” come “Notte prima degli esami”, cult per schiere di maturandi, respinge tutte le accuse, ma in una prima fase viene travolto.
Esce dalla casa di produzione “Wildside” che aveva fondato nel 2009 insieme a Marco Martani, Mario Gianani, Saverio Costanzo e Lorenzo Mieli. L’imbarazzo, in piena bufera Weinstein, mentre a Hollywood cadono teste di attori, registi, sceneggiatori e produttori travolti dalle denunce di donne molestate e violentate è tale che la Warner Bros Italia decide di togliere la firma di Fausto Brizzi dal film di Natale. “Poveri ma ricchissimi” che esce infatti senza il suo nome. In soccorso di Brizzi arriva Luca Barbareschi, che lo mette sotto contratto per tre anni, con un seguito di polemiche velenose però sul ruolo del movimento #MeToo. E ieri Luca Barbareschi è stato il primo a telefonare a Brizzi dopo la sentenza.
Dunque nove mesi dopo la Procura di Roma, con una richiesta di archiviazione firmata da una giudice donna, Maria Monteleone, afferma che il “fatto non sussiste”. E’ soltanto, comunque, il primo passo di una battaglia giudiziaria che potrebbe essere ancora lunga. L’avvocato di Fausto Brizzi Antonio Marini, preferisce non parlare, ma è probabile che se venisse confermata l’archiviazione, potrebbero querelare le ragazze che hanno accusato il regista di molestie.
Dunque quelle denunce sono da archiviare, dunque Fausto Brizzi, non è, così sembra, l’Harvey Weinstein italiano. Commenta il regista Neri Parenti: «Non avevo dubbi, con Fausto ci conosciamo da vent’anni. Questa richiesta di archiviazione è un tassello fondamentale all’intera vicenda. Ora non conosco le motivazioni che hanno portato la procura a questa decisione, ma l’espressione il ‘fatto non sussiste’ la dice lunga”. Parenti era stato tra i primi a schierarsi a favore di Brizzi subito dopo le testimonianze raccolte dalle Iene contro il regista. “Non dimentichiamo - prosegue Neri Parenti - la gogna mediatica a cui è stato sottoposto Fausto non solo alle Iene e quello che hanno dovuto affrontare la moglie e la bambina che è piccolina, con i fotografi appostati tutti i giorni sotto casa. Dopo lo scoppio del caso, la Warner ha fatto uscire in sala il film di Natale di Brizzi senza avvalersi però della sua promozione. Non ha lavorato per quasi due anni. Sono ovviamente felice per lui".