Mnangagwa, il vecchio "coccodrillo" che ha riconquistato lo Zimbabwe
di PIETRO DEL RE"E' un nuovo inizio", dice. Ma l'ex braccio destro di Mugabe, con la sua classe politica, aveva trascinato il Paese in un disastro economico. Ora è stato riconfermato presidente con il 50,8% dei voti
Ha vinto l’attuale presidente Emmerson Mnangagwa, e con lui quella vecchia classe politica che ha trascinato lo Zimbabwe in un disastro economico dal quale difficilmente riuscirà a risollevarsi. Pochi minuti prima della mezzanotte, e a tre giorni dal voto, la commissione elettorale ha finalmente annunciato la sua vittoria alle presidenziali: con il 50,8% dei consensi il “Coccodrillo” ha la meglio sul volto nuovo del Paese, l’avvocato e pastore quarantenne Nelson Chamisa, che si è fermato al 44,3%.
«Dichiaro che i voti ricevuti da Emmerson Mnangagwa sono più della metà di quelli conteggiati», ha annunciato la presidente della commissione, Priscilla Chigumba. Ma la nomina dell’ex braccio destro di Mugabe, che aveva preso il suo posto a novembre dopo le dimissioni forzate del dittatore, da 37 anni al potere, è stata immediatamente contestata da Chamisa, leader del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc).…
«Dichiaro che i voti ricevuti da Emmerson Mnangagwa sono più della metà di quelli conteggiati», ha annunciato la presidente della commissione, Priscilla Chigumba. Ma la nomina dell’ex braccio destro di Mugabe, che aveva preso il suo posto a novembre dopo le dimissioni forzate del dittatore, da 37 anni al potere, è stata immediatamente contestata da Chamisa, leader del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc).…
Ha vinto l’attuale presidente Emmerson Mnangagwa, e con lui quella vecchia classe politica che ha trascinato lo Zimbabwe in un disastro economico dal quale difficilmente riuscirà a risollevarsi. Pochi minuti prima della mezzanotte, e a tre giorni dal voto, la commissione elettorale ha finalmente annunciato la sua vittoria alle presidenziali: con il 50,8% dei consensi il “Coccodrillo” ha la meglio sul volto nuovo del Paese, l’avvocato e pastore quarantenne Nelson Chamisa, che si è fermato al 44,3%.
«Dichiaro che i voti ricevuti da Emmerson Mnangagwa sono più della metà di quelli conteggiati», ha annunciato la presidente della commissione, Priscilla Chigumba. Ma la nomina dell’ex braccio destro di Mugabe, che aveva preso il suo posto a novembre dopo le dimissioni forzate del dittatore, da 37 anni al potere, è stata immediatamente contestata da Chamisa, leader del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc).
«Lo scandalo della commissione elettorale che ha pubblicato falsi risultati non verificati è deplorevole», ha detto Chamisa. Il candidato sconfitto ha accusato la commissione di non aver dato accesso all’Mdc ai risultati prima dell’annuncio. «La commissione - ha denunciato - deve pubblicare risultati corretti confermati dai partiti. Il grado di opacità, la mancanza di verità, la decomposizione morale e l’assenza di valori sono sconcertanti».
Quanto al presidente riconfermato, ha subito lanciato un tweet in cui invita alla calma: «E’ un nuovo inizio, e uniamoci tutti assieme per costruire in pace un nuovo Zimbabwe per tutti». Subito prima Mnangagwa si era detto «onorato» per il risultato del voto: «Grazie Zimbabwe! Sono onorato di essere stato eletto Presidente della Seconda Repubblica dello Zimbabwe». Ma la sua vittoria è anche uno schiaffo alle tante vittime della violenta repressione di un regime che è stato crudele, e di cui il “Coccodrillo” fu uno dei principali aguzzini. Dopo aver trascorso dieci anni in prigione durante la guerra d’indipendenza, e dopo esser finalmente stato nominato ministro della sicurezza da Mugabe, nel 1980 Mnangagwa sedò una rivolta interna facendo fucilare oltre 20mila persone. Negli anni 1998-2000, fu sempre lui, diventato nel frattempo ministro della Giustizia, a far votare lo scellerato esproprio delle terre agli ex coloni “bianchi”. Scellerato perché quelle aziende che erano la punta di diamante dell’agricoltura del Paese furono usate come regalie ai funzionari del regime, i quali le lasciarono incolte fino a renderle irrimediabilmente infertili.
Stamattina, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, ha chiesto agli zimbabwani di accettare il voto pacificamente. Esiste infatti il rischio di un sollevamento popolare, o comunque di manifestazioni di protesta. Già, mercoledì scorso, dopo che i sostenitori di Chamisa erano scesi in piazza per la lentezza della commissione elettorale ad annunciare l’esito del voto, l’esercito aveva sparato ad altezza d’uomo. Lasciando a terra sei persone.
«Dichiaro che i voti ricevuti da Emmerson Mnangagwa sono più della metà di quelli conteggiati», ha annunciato la presidente della commissione, Priscilla Chigumba. Ma la nomina dell’ex braccio destro di Mugabe, che aveva preso il suo posto a novembre dopo le dimissioni forzate del dittatore, da 37 anni al potere, è stata immediatamente contestata da Chamisa, leader del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc).
«Lo scandalo della commissione elettorale che ha pubblicato falsi risultati non verificati è deplorevole», ha detto Chamisa. Il candidato sconfitto ha accusato la commissione di non aver dato accesso all’Mdc ai risultati prima dell’annuncio. «La commissione - ha denunciato - deve pubblicare risultati corretti confermati dai partiti. Il grado di opacità, la mancanza di verità, la decomposizione morale e l’assenza di valori sono sconcertanti».
Quanto al presidente riconfermato, ha subito lanciato un tweet in cui invita alla calma: «E’ un nuovo inizio, e uniamoci tutti assieme per costruire in pace un nuovo Zimbabwe per tutti». Subito prima Mnangagwa si era detto «onorato» per il risultato del voto: «Grazie Zimbabwe! Sono onorato di essere stato eletto Presidente della Seconda Repubblica dello Zimbabwe». Ma la sua vittoria è anche uno schiaffo alle tante vittime della violenta repressione di un regime che è stato crudele, e di cui il “Coccodrillo” fu uno dei principali aguzzini. Dopo aver trascorso dieci anni in prigione durante la guerra d’indipendenza, e dopo esser finalmente stato nominato ministro della sicurezza da Mugabe, nel 1980 Mnangagwa sedò una rivolta interna facendo fucilare oltre 20mila persone. Negli anni 1998-2000, fu sempre lui, diventato nel frattempo ministro della Giustizia, a far votare lo scellerato esproprio delle terre agli ex coloni “bianchi”. Scellerato perché quelle aziende che erano la punta di diamante dell’agricoltura del Paese furono usate come regalie ai funzionari del regime, i quali le lasciarono incolte fino a renderle irrimediabilmente infertili.
Stamattina, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, ha chiesto agli zimbabwani di accettare il voto pacificamente. Esiste infatti il rischio di un sollevamento popolare, o comunque di manifestazioni di protesta. Già, mercoledì scorso, dopo che i sostenitori di Chamisa erano scesi in piazza per la lentezza della commissione elettorale ad annunciare l’esito del voto, l’esercito aveva sparato ad altezza d’uomo. Lasciando a terra sei persone.