Mornati e la candidatura tripla: “Pionieri di una nuova era Olimpica”
di MATTIA CHIUSANOIl segretario generale del Coni ha guidato la commissione che ha provato a mettere insieme Cortina, Milano e Torino: ''Le condizioni erano chiare. Massima ricaduta di profitto sul territorio, ricerca di sinergie e contenimento dei costi
ROMA - Il padre del dossier della discordia, il "masterplan" che ha creato tensioni tra Appendino, Sala e il governo. Campione del mondo di canottaggio, studi in Australia, capomissione azzurro alle Olimpiadi ed ora segretario generale del Coni, Carlo Mornati ha guidato la commissione che ha provato a mettere insieme Cortina, Milano e Torino in un'unica candidatura.
Mornati, ha visto le reazioni dei sindaci?
"Appendino e Sala, ma anche Zaia e il sindaco di Cortina Ghedina, li abbiamo incontrati nei giorni precedenti. Le reazioni? Ognuno fa giustamente la sua parte, ma ci siamo seduti tutti attorno a un tavolo per discutere".
Il membro del Cio Mario Pescante ha detto di non aver mai visto tanta pressione politica.
"Sono stati giorni convulsi, ma la pressione all'interno della commissione non l'abbiamo percepita, il nostro lavoro era meramente tecnico. Però le condizioni erano chiare".
Sta parlando dei paletti del governo?
"Il 6 lugl…
Mornati, ha visto le reazioni dei sindaci?
"Appendino e Sala, ma anche Zaia e il sindaco di Cortina Ghedina, li abbiamo incontrati nei giorni precedenti. Le reazioni? Ognuno fa giustamente la sua parte, ma ci siamo seduti tutti attorno a un tavolo per discutere".
Il membro del Cio Mario Pescante ha detto di non aver mai visto tanta pressione politica.
"Sono stati giorni convulsi, ma la pressione all'interno della commissione non l'abbiamo percepita, il nostro lavoro era meramente tecnico. Però le condizioni erano chiare".
Sta parlando dei paletti del governo?
"Il 6 lugl…
ROMA - Il padre del dossier della discordia, il "masterplan" che ha creato tensioni tra Appendino, Sala e il governo. Campione del mondo di canottaggio, studi in Australia, capomissione azzurro alle Olimpiadi ed ora segretario generale del Coni, Carlo Mornati ha guidato la commissione che ha provato a mettere insieme Cortina, Milano e Torino in un'unica candidatura.
Mornati, ha visto le reazioni dei sindaci?
"Appendino e Sala, ma anche Zaia e il sindaco di Cortina Ghedina, li abbiamo incontrati nei giorni precedenti. Le reazioni? Ognuno fa giustamente la sua parte, ma ci siamo seduti tutti attorno a un tavolo per discutere".
Il membro del Cio Mario Pescante ha detto di non aver mai visto tanta pressione politica.
"Sono stati giorni convulsi, ma la pressione all'interno della commissione non l'abbiamo percepita, il nostro lavoro era meramente tecnico. Però le condizioni erano chiare".
Sta parlando dei paletti del governo?
"Il 6 luglio l'esecutivo ci ha dato indicazioni precise: visto che è lui a mettere i soldi, ha chiesto la massima ricaduta di profitto sul territorio, la ricerca di sinergie, il contenimento dei costi. Noi del Coni abbiamo dovuto fare in fretta e furia una delibera che dava mandato ad una commissione per trovare sinergie".
Il Cio, il comitato olimpico internazionale, sostiene davvero questa candidatura a tre teste?
"Non saremmo mai potuti partire senza il loro consenso: hanno dato il via libera i vertici, altrimenti non avremmo potuto rispettare le indicazioni del governo. Forse saremo la prima nazione al mondo a proporre una candidatura così innovativa, i pionieri di una nuova era olimpica".[[ge:rep-locali:repubblica:203165007]]
Alla fine ha trionfato la Lega, con tanti sport distribuiti tra la Valtellina e la Cortina del governatore veneto Zaia.
"Non è stato un favore politico. Il nostro è stato un dossier tecnico. D'altronde loro stanno al governo, ma non sono i soli, ci sono anche i Cinque Stelle di Torino, no?".
I quali si paragonano a "Cenerentola", dopo la pubblicazione del dossier che penalizzerebbe il Piemonte.
"Il nostro, ripeto, è stato un lavoro tecnico".
Dare due slalom a Sestriere è sembrato un contentino a Torino, quando il resto dello sci sarà a Cortina.
"Sestriere è tecnicamente la miglior pista di slalom in Italia, nella nostra visione quelle gare stanno bene lì. Poi magari arriverà il Cio e si inventerà qualcosa di diverso in accordo con le città. La nostra bozza può essere rivista completamente".
Perché il no alla rinascita degli impianti olimpici di Torino 2006?
"Se devi rimettere a posto una pista come quella di bob e slittino a Cesana, costruita qualche anno fa, penso che qualche problema ci sia. Conosciamo la storia di quell'impianto, non siamo riusciti a tenerlo in vita. Nel dossier di Torino si parlava di rinaturalizzazione. Cosa significa? Smantellare. E se smantelli una pista dopo le Olimpiadi, questo non va bene per il Cio. Avendo altre opzioni abbiamo scelto chi offriva maggiori garanzie".
Cioè la solita Cortina.
"Una località che non solo vuole investire, ma ha sempre avuto una pista che porta il nome di Eugenio Monti, il leggendario campione olimpico. Dal loro dossier abbiamo preso, ma anche tagliato tanto".
Sicuro che una candidatura con tre città e neanche un nome sarà più efficace della Milano 2026 ipotizzata prima dell'intervento del governo?
"Sono fermamente convinto che le tre città abbiano un appeal superiore. Malagò, i membri Cio, non volevano mica essere masochisti. Milano è una delle città europee più attraenti, Torino ha organizzato un'Olimpiade egregia, Cortina è la perla delle Dolomiti: dov'è la penalizzazione?".
Non è il caso si risedersi tutti attorno a un tavolo, voi del Coni e i sindaci?
"Noi no, in questa fase siamo spettatori. L'incontro ci sarà, tra il sottosegretario Giorgetti per il governo, che ripeto mette i soldi, e le autorità locali".
Mornati, ha visto le reazioni dei sindaci?
"Appendino e Sala, ma anche Zaia e il sindaco di Cortina Ghedina, li abbiamo incontrati nei giorni precedenti. Le reazioni? Ognuno fa giustamente la sua parte, ma ci siamo seduti tutti attorno a un tavolo per discutere".
Il membro del Cio Mario Pescante ha detto di non aver mai visto tanta pressione politica.
"Sono stati giorni convulsi, ma la pressione all'interno della commissione non l'abbiamo percepita, il nostro lavoro era meramente tecnico. Però le condizioni erano chiare".
Sta parlando dei paletti del governo?
"Il 6 luglio l'esecutivo ci ha dato indicazioni precise: visto che è lui a mettere i soldi, ha chiesto la massima ricaduta di profitto sul territorio, la ricerca di sinergie, il contenimento dei costi. Noi del Coni abbiamo dovuto fare in fretta e furia una delibera che dava mandato ad una commissione per trovare sinergie".
Il Cio, il comitato olimpico internazionale, sostiene davvero questa candidatura a tre teste?
"Non saremmo mai potuti partire senza il loro consenso: hanno dato il via libera i vertici, altrimenti non avremmo potuto rispettare le indicazioni del governo. Forse saremo la prima nazione al mondo a proporre una candidatura così innovativa, i pionieri di una nuova era olimpica".[[ge:rep-locali:repubblica:203165007]]
Alla fine ha trionfato la Lega, con tanti sport distribuiti tra la Valtellina e la Cortina del governatore veneto Zaia.
"Non è stato un favore politico. Il nostro è stato un dossier tecnico. D'altronde loro stanno al governo, ma non sono i soli, ci sono anche i Cinque Stelle di Torino, no?".
I quali si paragonano a "Cenerentola", dopo la pubblicazione del dossier che penalizzerebbe il Piemonte.
"Il nostro, ripeto, è stato un lavoro tecnico".
Dare due slalom a Sestriere è sembrato un contentino a Torino, quando il resto dello sci sarà a Cortina.
"Sestriere è tecnicamente la miglior pista di slalom in Italia, nella nostra visione quelle gare stanno bene lì. Poi magari arriverà il Cio e si inventerà qualcosa di diverso in accordo con le città. La nostra bozza può essere rivista completamente".
Perché il no alla rinascita degli impianti olimpici di Torino 2006?
"Se devi rimettere a posto una pista come quella di bob e slittino a Cesana, costruita qualche anno fa, penso che qualche problema ci sia. Conosciamo la storia di quell'impianto, non siamo riusciti a tenerlo in vita. Nel dossier di Torino si parlava di rinaturalizzazione. Cosa significa? Smantellare. E se smantelli una pista dopo le Olimpiadi, questo non va bene per il Cio. Avendo altre opzioni abbiamo scelto chi offriva maggiori garanzie".
Cioè la solita Cortina.
"Una località che non solo vuole investire, ma ha sempre avuto una pista che porta il nome di Eugenio Monti, il leggendario campione olimpico. Dal loro dossier abbiamo preso, ma anche tagliato tanto".
Sicuro che una candidatura con tre città e neanche un nome sarà più efficace della Milano 2026 ipotizzata prima dell'intervento del governo?
"Sono fermamente convinto che le tre città abbiano un appeal superiore. Malagò, i membri Cio, non volevano mica essere masochisti. Milano è una delle città europee più attraenti, Torino ha organizzato un'Olimpiade egregia, Cortina è la perla delle Dolomiti: dov'è la penalizzazione?".
Non è il caso si risedersi tutti attorno a un tavolo, voi del Coni e i sindaci?
"Noi no, in questa fase siamo spettatori. L'incontro ci sarà, tra il sottosegretario Giorgetti per il governo, che ripeto mette i soldi, e le autorità locali".