Venezia, 43 euro per due caffè e l'acqua: scontrino fa il giro del web. Il bar: "Contro di noi minacce e insulti"
di CHIARA FONTELa denuncia di un attivista del M5s che era a Venezia in vacanza assume rilievo internazionale. Non è la prima volta. "Ma è tutto scritto sul menu", si difendono i proprietari
ROMA - Venezia torna a far parlare di sé per uno scontrino molto salato: due caffè e due bottigliette d'acqua per un conto da 43 euro, ovvero 10 euro per bottiglietta e 11,50 euro per il caffè. A rilanciare il tema dei prezzi di chi si siede a piazza San Marco è stato un attivista del Movimento 5 Stelle, Juan Carlos Bustamante, già candidato consigliere a Fiano Romano. "Non so che ne pensate voi, ma 43 euro non si può sentire".
Il suo post di Facebook ha fatto il giro del web e dei social, arrivando a far parlare di sé anche in Inghilterra: il Telegraph ha dedicato un articolo alla sua 'denuncia'.
"Dalla pubblicazione della foto - spiega Massimo Milanese, direttore del bar Lavena - il telefono ha iniziato a squillare ininterrottamente, e abbiamo ricevuto moltissimi insulti e offese". Un tema, quello dei costi di chi fa una sosta nella piazza più celebre della città, che torna spesso. …
Il suo post di Facebook ha fatto il giro del web e dei social, arrivando a far parlare di sé anche in Inghilterra: il Telegraph ha dedicato un articolo alla sua 'denuncia'.
"Dalla pubblicazione della foto - spiega Massimo Milanese, direttore del bar Lavena - il telefono ha iniziato a squillare ininterrottamente, e abbiamo ricevuto moltissimi insulti e offese". Un tema, quello dei costi di chi fa una sosta nella piazza più celebre della città, che torna spesso. …
ROMA - Venezia torna a far parlare di sé per uno scontrino molto salato: due caffè e due bottigliette d'acqua per un conto da 43 euro, ovvero 10 euro per bottiglietta e 11,50 euro per il caffè. A rilanciare il tema dei prezzi di chi si siede a piazza San Marco è stato un attivista del Movimento 5 Stelle, Juan Carlos Bustamante, già candidato consigliere a Fiano Romano. "Non so che ne pensate voi, ma 43 euro non si può sentire".
Il suo post di Facebook ha fatto il giro del web e dei social, arrivando a far parlare di sé anche in Inghilterra: il Telegraph ha dedicato un articolo alla sua 'denuncia'.
"Dalla pubblicazione della foto - spiega Massimo Milanese, direttore del bar Lavena - il telefono ha iniziato a squillare ininterrottamente, e abbiamo ricevuto moltissimi insulti e offese". Un tema, quello dei costi di chi fa una sosta nella piazza più celebre della città, che torna spesso. E il problema è quasi sempre lo stesso: sul menu sono riportati i costi - indubbiamente alti per acqua e caffè - ma chi ordina non li controlla.
Milanese si difende: "È tutto nella legalità. Se hai la possibilità ti siedi e consumi, altrimenti è possibile prendere anche un caffè al bancone al costo di 1,20 euro". Il bar Lavena non è l'unico bar storico della piazza, ce ne sono tre in totale e tutti hanno gli stessi prezzi.
Per il gestore quindi non c'è niente di anomalo in quello scontino, e non è l'unico a pensarla così. Molti commenti sotto la foto sottolineano l'importanza di leggere i prezzi esposti: "Ma leggere prima di sedersi no? I prezzi in questi posti sono esposti e segnalati bene. È una vita che si parla dei caffè a Venezia".
Come detto, non è il primo caso di scontrino salato del capoluogo veneto, e non sempre la cronaca riguardava i bar della piazza. A dicembre ad un gruppo di turisti giapponesi è stato presentato un conto da 1100 euro per quattro bistecche e una frittura di pesce in un'osteria che, il giorno dopo, ha ricevuto una multa di 20mila euro: non aveva fatto lo scontrino e inolte i Nas e la Asl hanno riscontrate anomalie nella conservazione dei cibi, nella corretta esposizione delle tabelle merceologiche e nei bagni, non in condizioni igieniche ottimali.
Prima ancora, nel novembre del 2017, è stato il caso di un conto da 526 euro per un pranzo di tre persone in un ristorante vicino Piazza San Marco. I tre turisti stranieri scrissero una lettera al sindaco Luigi Brugnaro, il quale rispose convinto: "Per quel pranzo è un prezzo onesto".
Anche il bar Lavena era finito già nelle cronache: nel 2013 era stato 'denunciato' per uno scontrino dal prezzo elevato per sette turisti romani che per quattro caffè e tre amari hanno dovuto pagare 100 euro. In quel caso però gli era stato addebitato un supplemento musica di 42 euro.
Il suo post di Facebook ha fatto il giro del web e dei social, arrivando a far parlare di sé anche in Inghilterra: il Telegraph ha dedicato un articolo alla sua 'denuncia'.
"Dalla pubblicazione della foto - spiega Massimo Milanese, direttore del bar Lavena - il telefono ha iniziato a squillare ininterrottamente, e abbiamo ricevuto moltissimi insulti e offese". Un tema, quello dei costi di chi fa una sosta nella piazza più celebre della città, che torna spesso. E il problema è quasi sempre lo stesso: sul menu sono riportati i costi - indubbiamente alti per acqua e caffè - ma chi ordina non li controlla.
Milanese si difende: "È tutto nella legalità. Se hai la possibilità ti siedi e consumi, altrimenti è possibile prendere anche un caffè al bancone al costo di 1,20 euro". Il bar Lavena non è l'unico bar storico della piazza, ce ne sono tre in totale e tutti hanno gli stessi prezzi.
Per il gestore quindi non c'è niente di anomalo in quello scontino, e non è l'unico a pensarla così. Molti commenti sotto la foto sottolineano l'importanza di leggere i prezzi esposti: "Ma leggere prima di sedersi no? I prezzi in questi posti sono esposti e segnalati bene. È una vita che si parla dei caffè a Venezia".
Come detto, non è il primo caso di scontrino salato del capoluogo veneto, e non sempre la cronaca riguardava i bar della piazza. A dicembre ad un gruppo di turisti giapponesi è stato presentato un conto da 1100 euro per quattro bistecche e una frittura di pesce in un'osteria che, il giorno dopo, ha ricevuto una multa di 20mila euro: non aveva fatto lo scontrino e inolte i Nas e la Asl hanno riscontrate anomalie nella conservazione dei cibi, nella corretta esposizione delle tabelle merceologiche e nei bagni, non in condizioni igieniche ottimali.
Prima ancora, nel novembre del 2017, è stato il caso di un conto da 526 euro per un pranzo di tre persone in un ristorante vicino Piazza San Marco. I tre turisti stranieri scrissero una lettera al sindaco Luigi Brugnaro, il quale rispose convinto: "Per quel pranzo è un prezzo onesto".
Anche il bar Lavena era finito già nelle cronache: nel 2013 era stato 'denunciato' per uno scontrino dal prezzo elevato per sette turisti romani che per quattro caffè e tre amari hanno dovuto pagare 100 euro. In quel caso però gli era stato addebitato un supplemento musica di 42 euro.