Due ordigni esplosivi davanti alla storica sede del Carroccio a Treviso
Enrico Ferro , di ENRICO FERRORivendicazione della Federazione anarchica. Salvini: “Non ci fermeranno". Solidarietà bipartisan
Due ordigni esplosivi davanti alla storica sede della Lega Nord di Treviso, uno per attirare l'attenzione e l'altro per colpire con un preparato a base di polvere pirica e chiodi. C'è un filo rosso che collega l'attentato scoperto ieri al quartier generale del Carroccio chiamato "K3" e quello commesso davanti alla stazione dei carabinieri di via Britannia a Roma il 7 dicembre dello scorso anno.
Un filo di odio e terrore che porta fino alla gambizzazione di Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell'Ansaldo Nucleare di Genova l'11 maggio 2012. È la pista investigativa seguita dagli apparati anti terrorismo della polizia dopo la diffusione del volantino di rivendicazione della cellula anarchica "Haris Hatzimihelakis/Internazionale nera (1881-2018)", che afferisce al Fai-Fri (federazione anarchica informale e fronte rivoluzionario internazionale) esattamente come la cellula Santiago Maldonado che colpì il presidio dell…
Un filo di odio e terrore che porta fino alla gambizzazione di Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell'Ansaldo Nucleare di Genova l'11 maggio 2012. È la pista investigativa seguita dagli apparati anti terrorismo della polizia dopo la diffusione del volantino di rivendicazione della cellula anarchica "Haris Hatzimihelakis/Internazionale nera (1881-2018)", che afferisce al Fai-Fri (federazione anarchica informale e fronte rivoluzionario internazionale) esattamente come la cellula Santiago Maldonado che colpì il presidio dell…
Due ordigni esplosivi davanti alla storica sede della Lega Nord di Treviso, uno per attirare l'attenzione e l'altro per colpire con un preparato a base di polvere pirica e chiodi. C'è un filo rosso che collega l'attentato scoperto ieri al quartier generale del Carroccio chiamato "K3" e quello commesso davanti alla stazione dei carabinieri di via Britannia a Roma il 7 dicembre dello scorso anno.
Un filo di odio e terrore che porta fino alla gambizzazione di Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell'Ansaldo Nucleare di Genova l'11 maggio 2012. È la pista investigativa seguita dagli apparati anti terrorismo della polizia dopo la diffusione del volantino di rivendicazione della cellula anarchica "Haris Hatzimihelakis/Internazionale nera (1881-2018)", che afferisce al Fai-Fri (federazione anarchica informale e fronte rivoluzionario internazionale) esattamente come la cellula Santiago Maldonado che colpì il presidio dell'Arma nove mesi fa. Un mondo di sigle e codici che si ritrova nella lotta "contro politici, sbirri e loro tirapiedi".
"Cercano di fermarci, ma violenti e delinquenti non ci fanno paura. La rivendicazione è farneticante, è gente che va curata", ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini incassando la solidarietà bipartisan del mondo della politica.
Il piano era vile. Una bomba carta era stata posizionata sul pianerottolo della scala anti incendio, l'altra bomba (quella inesplosa) si trovava poco distante ed era stata collegata alla prima con un cordino di nylon. Sarebbe bastato un urto del piede per scatenare la potente deflagrazione. Gli investigatori della Digos sono convinti che l'esplosione della bomba carta fosse stata concepita come una semplice esca, per attirare sul posto qualcuno da far cadere in trappola. I militanti della Lega, ma più probabilmente qualcuno delle forze dell'ordine come polizia e carabinieri.
L'attentato è fallito perché nessuno se n'è accorto, nonostante nella rivendicazione si parli di un ordigno fatto esplodere domenica 12 agosto. A dire il vero un ristoratore della zona aveva lanciato l'allarme per una forte esplosione sentita quella notte. Le pattuglie però si sono mosse cercando bancomat sventrati, senza scoprire ciò che realmente era successo. Fino a ieri, quando nel corso della normale attività di intelligence la polizia ha scoperto il volantino di rivendicazione pubblicato sul sito anarchico www.roundrobin.info.
Sarebbero una cinquantina le azioni terroristiche attribuite al Fai in questi ultimi 13 anni, comprese quelle condotte sotto casa di politici come Romano Prodi e Sergio Cofferati. O come gli ordigni piazzati davanti alle scuole per allievi carabinieri nel quartiere Crocetta di Torino (5 marzo 2007) e Fossano (2 giugno 2006). In tutti i casi si tratta di due ordigni collegati, con lo scopo di colpire i primi che arrivano sul posto. Nella rivendicazione diramata dopo la bomba davanti ai carabinieri di Roma dello scorso anno la cellula Santiago Maldonado fa un altro riferimento che porta dritto a Treviso: "Dedichiamo questa azione all'anarchico argentino rapito e assassinato dai sicari della Benetton". Santiago Maldonado è un artigiano argentino di 28 anni scomparso durante una protesta nei possedimenti del gruppo impenditoriale.
Un filo di odio e terrore che porta fino alla gambizzazione di Roberto Adinolfi, amministratore delegato dell'Ansaldo Nucleare di Genova l'11 maggio 2012. È la pista investigativa seguita dagli apparati anti terrorismo della polizia dopo la diffusione del volantino di rivendicazione della cellula anarchica "Haris Hatzimihelakis/Internazionale nera (1881-2018)", che afferisce al Fai-Fri (federazione anarchica informale e fronte rivoluzionario internazionale) esattamente come la cellula Santiago Maldonado che colpì il presidio dell'Arma nove mesi fa. Un mondo di sigle e codici che si ritrova nella lotta "contro politici, sbirri e loro tirapiedi".
"Cercano di fermarci, ma violenti e delinquenti non ci fanno paura. La rivendicazione è farneticante, è gente che va curata", ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini incassando la solidarietà bipartisan del mondo della politica.
Il piano era vile. Una bomba carta era stata posizionata sul pianerottolo della scala anti incendio, l'altra bomba (quella inesplosa) si trovava poco distante ed era stata collegata alla prima con un cordino di nylon. Sarebbe bastato un urto del piede per scatenare la potente deflagrazione. Gli investigatori della Digos sono convinti che l'esplosione della bomba carta fosse stata concepita come una semplice esca, per attirare sul posto qualcuno da far cadere in trappola. I militanti della Lega, ma più probabilmente qualcuno delle forze dell'ordine come polizia e carabinieri.
L'attentato è fallito perché nessuno se n'è accorto, nonostante nella rivendicazione si parli di un ordigno fatto esplodere domenica 12 agosto. A dire il vero un ristoratore della zona aveva lanciato l'allarme per una forte esplosione sentita quella notte. Le pattuglie però si sono mosse cercando bancomat sventrati, senza scoprire ciò che realmente era successo. Fino a ieri, quando nel corso della normale attività di intelligence la polizia ha scoperto il volantino di rivendicazione pubblicato sul sito anarchico www.roundrobin.info.
Sarebbero una cinquantina le azioni terroristiche attribuite al Fai in questi ultimi 13 anni, comprese quelle condotte sotto casa di politici come Romano Prodi e Sergio Cofferati. O come gli ordigni piazzati davanti alle scuole per allievi carabinieri nel quartiere Crocetta di Torino (5 marzo 2007) e Fossano (2 giugno 2006). In tutti i casi si tratta di due ordigni collegati, con lo scopo di colpire i primi che arrivano sul posto. Nella rivendicazione diramata dopo la bomba davanti ai carabinieri di Roma dello scorso anno la cellula Santiago Maldonado fa un altro riferimento che porta dritto a Treviso: "Dedichiamo questa azione all'anarchico argentino rapito e assassinato dai sicari della Benetton". Santiago Maldonado è un artigiano argentino di 28 anni scomparso durante una protesta nei possedimenti del gruppo impenditoriale.