Scuole a rischio crolli, la rivolta dei sindaci: "Meglio tenerle chiuse"
Corrado Zunino
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di CORRADO ZUNINO
Record di edifici fuori norma, molti privi delle misure antisismiche
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ROMA. Dice un vecchio politico come Clemente Mastella, oggi sindaco di una Benevento in dissesto finanziario: «Dobbiamo affidarci alla cabala. Io tra un mese, se le verifiche non danno esito positivo, chiudo tutto». Dice il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, amministratore di Bari: «Ricevo segnalazioni da tutti i sindaci d’Italia, sono impauriti. Se aprono le scuole li denunciano per abuso d’ufficio, se le chiudono li denunciano per interruzione di pubblico servizio. La sentenza di Grosseto li ha messi in difficoltà».
Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha sbloccato — annuncia — un miliardo dei sette e due che ha a disposizione per far ripartire l’operazione scuole sicure (partita con il Governo Renzi ma interrotta da questo governo con la fine della struttura di missione dedicata). Ecco, l’anno scolastico è alle porte (a Bolzano è già partito) e decine di amministratori, sopr…
ROMA. Dice un vecchio politico come Clemente Mastella, oggi sindaco di una Benevento in dissesto finanziario: «Dobbiamo affidarci alla cabala. Io tra un mese, se le verifiche non danno esito positivo, chiudo tutto». Dice il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, amministratore di Bari: «Ricevo segnalazioni da tutti i sindaci d’Italia, sono impauriti. Se aprono le scuole li denunciano per abuso d’ufficio, se le chiudono li denunciano per interruzione di pubblico servizio. La sentenza di Grosseto li ha messi in difficoltà».
Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha sbloccato — annuncia — un miliardo dei sette e due che ha a disposizione per far ripartire l’operazione scuole sicure (partita con il Governo Renzi ma interrotta da questo governo con la fine della struttura di missione dedicata). Ecco, l’anno scolastico è alle porte (a Bolzano è già partito) e decine di amministratori, soprattutto al Sud, non vogliono prendersi la responsabilità di aprire istituti fuori norma su cui hanno “diretta responsabilità”. Civile e penale.
L’agitazione dei sindaci d’Italia in questo settembre 2018 non dipende dal fatto che le loro scuole non siano in regola sotto il profilo dell’agibilità e dell’antincendio, lo sono sempre state. La novità deriva dal fatto che una sentenza del Tribunale di Grosseto (confermata dalla Cassazione) ha messo sotto processo il sindaco di Roccastrada perché non ha chiuso un istituto che era lievemente sotto l’indice 1 (la vulnerabilità sismica). Il paradosso è che la struttura di Roccastrada (media Ribolla, indice 0,985) adesso riapre. Un incidente probatorio — che è un controllo tecnico accurato a servizio di un processo — l’ha definita sicura. Il terrore, però, si è sparso nei municipi: ora i sindaci si sentono responsabili di fronte al fatto che non possono raggiungere quell’indice — “uno”, appunto —. «Praticamente tutta Italia è sotto l’indice minimo», dice ancora Mastella, «qui denunciamo il governo». Lui ha strutture allo 0,1.
A Lacedonia (Avellino), a Cinigiano (Grosseto), a Silvi (Pescara) i sindaci chiudono. E il primo cittadino di Messina, Cateno De Luca, allarga le braccia: «Nessuno è responsabile e noi rischiamo sanzioni penali e amministrative. Da sei mesi a due anni per ogni plesso». Il ministro: «Nelle prossime ore daremo il via alla programmazione triennale 2018-2020». Le scuole, però, chiudono domani, dopodomani al massimo.
Messina, Cateno De Luca Cateno De Luca
Le scuole di Messina sono — tutte — a rischio. Il sindaco Cateno De Luca (Lista civica), insediato da due mesi, ha deciso di chiudere 80 plessi su 108 a Messina e 50 su 65 nella città metropolitana. Sindaco, come si può far partire l’anno scolastico così?
«Non si può, ma la situazione è questa. Il 12 la maggior parte delle scuole non apre, punto al 25. Devo spostare 15mila studenti e non ho certezze. L’Università ha dato disponibilità, fino al 30 settembre non ha corsi, ma è in periferia. Più centrale è la Curia, ma c’è spazio per poche centinaia di alunni». Perché ha deciso questa chiusura di massa?
«Messina è Area 1 per vulnerabilità da terremoti. Quando mi sono insediato mancavano le certificazioni di rischio sismico e quelle antincendio. Ho dovuto richiamare il personale dalle ferie per ricostruire i fascicoli e a fine agosto è arrivata la conferma: il 75% delle scuole non è in regola».
Benevento, Clemente Mastella Clemente Mastella
«Non abbiamo i soldi e ci chiedono di costruire subito. Noi sindaci siamo gli attaccapanni d’Italia», dice Clemente Mastella, alla guida di una giunta di centrodestra a Benevento. «Il mio Comune è in dissesto finanziario, che faccio? Ci danno, tra l’altro, la responsabilità penale senza offrirci strumenti. Se chiudo una scuola vengo denunciato per abuso d’ufficio, se cade un cornicione di un istituto che non raggiunge gli indici sismici sono denunciato per attentato all’incolumità pubblica». Lei che farà il 12 settembre?
«Ho 19 istituti, tutti sotto gli indici di vulnerabilità. Quattro sono tra i primi 20 della lista nazionale delle urgenze. Almeno quelle dovrei chiuderle». Invece?
«Ho avviato una serie di test. Avrò i risultati sui primi 7 istituti a fine mese. Per ora apro, ma al primo indice che non torna il 30 settembre fermo l’attività».