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 Le prime statue su cui è in corso l'intervento in Prato della Valle 

Padova: "Adotta una statua", i privati finanziano il restauro in Prato della Valle

Con la formula dell'Art Bonus dell'ex ministro Franceschini, aziende, ma anche ordini professionali, contribuiscono alla pulizia e al ripristino dei monumenti della celebre piazza. Con la possibilità di detrarre l'importo
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PADOVA. Stima ne riscuote tanta ma servirà una buona dose di spirito rivoluzionario per investire denaro sulla statua di Trasea Peto, filosofo, storico e senatore padovano, netto oppositore dell'imperatore Nerone fino al punto di togliersi la vita. Già più facile per l'Ordine degli avvocati esprimere pubblica ammirazione per il giurista Marco Mantova Benavides. O per l'azienda Fischer tirare a lucido il pittore Andrea Mantegna.

Adotta una statua e salva la sua pietra calcarea dei Berici dal degrado, dall'usura del tempo, dagli agenti corrosivi dello smog e purtroppo anche dai graffiti. Una grande colletta, forse la più grande mai vista a Padova, è in atto per ritirare a lucido le statue di Prato della Valle. Grazie allo strumento dell'Art Bonus introdotto dall'ex ministro alla Cultura Dario Franceschini, che prevede un credito d'imposta fino al 65% per imprese e privati che sostengono la cultura italiana, il Comune di Pad…
PADOVA. Stima ne riscuote tanta ma servirà una buona dose di spirito rivoluzionario per investire denaro sulla statua di Trasea Peto, filosofo, storico e senatore padovano, netto oppositore dell'imperatore Nerone fino al punto di togliersi la vita. Già più facile per l'Ordine degli avvocati esprimere pubblica ammirazione per il giurista Marco Mantova Benavides. O per l'azienda Fischer tirare a lucido il pittore Andrea Mantegna.

Adotta una statua e salva la sua pietra calcarea dei Berici dal degrado, dall'usura del tempo, dagli agenti corrosivi dello smog e purtroppo anche dai graffiti. Una grande colletta, forse la più grande mai vista a Padova, è in atto per ritirare a lucido le statue di Prato della Valle. Grazie allo strumento dell'Art Bonus introdotto dall'ex ministro alla Cultura Dario Franceschini, che prevede un credito d'imposta fino al 65% per imprese e privati che sostengono la cultura italiana, il Comune di Padova ha già raccolto 600 mila euro. Soldi che saranno investiti per le sculture della storica piazza simbolo della città. "Non è la più grande d'Europa, come dicono in molti. È la settima. Ma di certo è la più bella. E sicuramente i padovani la amano profondamente", dice soddisfatto l'assessore alla Cultura Andrea Colasio, convinto sostenitore dei finanziamenti dei privati per la tutela dei beni culturali pubblici.

Prato della Valle quindi, con i suoi 90 mila metri quadrati di superficie e le sue 78 statue. La prima fu eretta nel 1775, era di Cicerone. Nel 1776 fu sostituita con quella di Antenore, mitico fondatore della città. L'ultima costruita è dedicata a Francesco Luigi Fanzago, ed è del 1838. La regia di questo di questo giro di figure che sembrano danzare nelle varie posture è di Andrea Memmo, anche lui rappresentato e anche lui malmesso tra dediche d'amore in pennarello nero e escrementi di piccione. Succede quindi che il Comune, tra il 2014 e il 2016, dà il via a un primo giro di 21 restauri. Ma la situazione globale è grave e servono interventi celeri per molti altri papi, capitani, eroi e poeti. Da Pietro D'Abano, filosofo-alchimista con la faccia butterata e un'efflorescenza verde sulla gola, ad Albertino Mussato che si deve sorbire il "ti amo" di Pietro a Giulia. Colpa dell'aria satura di scarichi d'auto, che ha diffuso la "lebbra" della pietra porosa che assorbe l'umidità e tutto quel che c'è di peggio nell'aria della pianura padana. Colpa anche della maleducazione di molti giovani, che non capiscono quanto può essere dannoso un pennarello indelebile.

Gli interventi di restauro conservativo variano dai 5 ai 15mila euro l'una a seconda della complessità. Il Comune di Padova decide quindi di sfruttare questa possibilità introdotta con il Governo Renzi e i privati e le aziende rispondono in modo corale. Così i supermercati Conad decidono di prendersi a cuore le sorti di Opsicella, compagno di Antenore, ma anche di Papa Paolo II e Papa Eugenio IV. Fondazione Cassa di risparmio ne sceglie quattro, tra cui Pietro d'Abano e Torquato Tasso. Attendono interventi urgenti anche Melchiorre Cesarotti, Ludovico Buzzacarini, Giovanni Dondi dell'Orologio e il matematico Giovanni Poleni. "La piazza sta ritornando a nuova luce" ragiona fiducioso Colasio. "E l'apporto dei privati è fondamentale. Per molti anni il sistema di tutela dei beni ha giudicato in modo controverso il rapporto tra pubblico e privato.

Oggi, con un credito d'imposta pari al 65%, la risposta del territorio è stata grande". Per Prato della Valle servono complessivamente 1 milione e 116mila euro, perché oltre alle statue ci sono 16 vasi ornamentali, 4 ponti e 8 obelischi. Il sistema di donazioni prevede anche la pubblicazione dei nomi dei mecenati in un apposito sito. A futura memoria.