Cinque giorni di dibattiti, presentazioni di libri, confronti, spettacoli, performance. Cinque giorni per discutere, riflettere, grazie ad un fitto calendario di eventi culturali che dal 2 al 6 ottobre invaderanno i palazzi del centro storico di Vibo Valentia. È pronto a riaprire i battenti il festival “Leggere&Scrivere”, da sette anni atteso appuntamento che per quasi una settimana trasforma la città nella capitale regionale della letteratura.
La formula è rodata e funziona, per questo anche quest’anno, spiega dalla direzione artistica Maria Teresa Marzano, “si mette al centro la Calabria e si valorizza la sua funzione di ponte culturale verso l’esterno dei suoi confini”. La missione del festival, aggiunge Gilberto Floriani, che con Marzano divide l’onere di dare un’anima alla manifestazione, è chiara ed esplicita “sostenere una regione e un territorio in movimento, animati da curiosità e fermento culturale, pronti a confrontare la loro realtà con altre”.
Cuore della manifestazione sarà anche quest’anno Palazzo Gagliardi, ma presentazioni, spettacoli e incontri sono previsti anche all’Auditorium dello Spirito Santo, alla Camera di Commercio e alla Chiesa di San Michele per un festival pensato per contaminare l’intera città. Nel programma, protagonista assoluta sarà la narrativa, tuttavia trovano spazio anche attualità, politica, scienza, sport, arte e fotografia. Cinque le sezioni in cui si articola il festival: “Una Regione per Leggere”, finestra attraverso cui il mondo degli autori, degli intellettuali e degli artisti fa irruzione in Calabria, terra in cui – dice l’Istat – si legge poco e male; “Calabria, Fabbrica di Cultura”, rappresentazione dinamica di una terra piena di contraddizioni sociali, politiche e culturali; “Carta Canta” e “Nutri-Menti” le due parentesi del festival che mirano a esplorare il rapporto fra cibo e cultura e fra parole e musica; e “Leggere&Scrivere junior”, una sezione doppia, con una serie di appuntamenti dedicati ai “giovani adulti” e iniziative che mirano ad avvicinare anche i più piccoli al mondo della lettura.
Fra gli ospiti più attesi del festival, Stefano Benni, con il suo “Blues in sedici. Ballata della città dolente”, fotografia collettiva e sfaccettata di un unico fatto di cronaca, sullo sfondo ci una città piena di ipocrisia, disperazione, decadenza, ma ancora in grado di accogliere speranza. Ad inaugurare il palco della manifestazione, il 2 ottobre saranno invece Ascanio Celestini e Alessio Lega, con il loro “E ti chiamaron matta”, un omaggio a Franco Basaglia, nel quarantesimo anniversario della legge che porta il suo nome. Nutrita la rappresentanza degli autori calabresi, con da Mimmo Gangemi a Vito Teti, da Gioacchino Criaco a Marco Iuffrida, a Domenico Dara. Ma spazio sarà dato anche a chi la Calabria la guarda da lontano nell’incontro con Jerome Gautheret, corrispondente di Le Monde, che racconterà la regione e il Sud con gli occhi di chi li osserva dalla Francia. Più ampio, fino ad abbracciare l’Italia tutta, l’orizzonte di discussione che proporranno l’ex presidente della Camera Luciano Violante e la storica figura della sinistra italiana, Luciana Castellina. Torna al Festival Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro noto anche per la produzione di libri e saggi sulla ‘ndrangheta, che racconterà come i clan infettino la regione e non solo, ma anche come sia possibile combatterli. Di mafie parlerà anche Attilio Bolzoni, che intervistato da Arcangelo Badolati presenterà il volume “Giornalisti in terra di mafie”, che segue di qualche mese l’uscita dei primi due volumi (“La mafia dopo le stragi” e “Imperi criminali”) che raccolgono i contributi quotidianamente ospitati sul blog “Mafie” e ospita trenta interventi di giornalisti che raccontano la propria esperienza sul campo.
Ampio poi lo spazio che “Leggere&Scrivere” ha voluto dedicare alle arti visive con mostre ed esposizioni, tanto di artisti calabresi noti come Alfredo Pino, Giovanni Curigliano e Francesco Marcello, come dei giovani del liceo artistico di Vibo, dell’Accademia d’arte di Reggio Calabria e della Bottega Aperta Limen. Come ogni anno, il festival poi non dimentica la fotografia. Quest’anno tocca alla mostra Revolution a cura di Francesca Procopio, presidente Fiof (Fondo internazionale per la fotografia) con lavori di Francesco Sirianni, Dario Barruto, Giuseppe Cremona, Valentina Procopio, Domenico Mendicino e della stessa Francesca Procopio.
La formula è rodata e funziona, per questo anche quest’anno, spiega dalla direzione artistica Maria Teresa Marzano, “si mette al centro la Calabria e si valorizza la sua funzione di ponte culturale verso l’esterno dei suoi confini”. La missione del festival, aggiunge Gilberto Floriani, che con Marzano divide l’onere di dare un’anima alla manifestazione, è chiara ed esplicita “sostenere una regione e un territorio in movimento, animati da curiosità e fermento culturale, pronti a confrontare la loro realtà con altre”.
Cuore della manifestazione sarà anche quest’anno Palazzo Gagliardi, ma presentazioni, spettacoli e incontri sono previsti anche all’Auditorium dello Spirito Santo, alla Camera di Commercio e alla Chiesa di San Michele per un festival pensato per contaminare l’intera città. Nel programma, protagonista assoluta sarà la narrativa, tuttavia trovano spazio anche attualità, politica, scienza, sport, arte e fotografia. Cinque le sezioni in cui si articola il festival: “Una Regione per Leggere”, finestra attraverso cui il mondo degli autori, degli intellettuali e degli artisti fa irruzione in Calabria, terra in cui – dice l’Istat – si legge poco e male; “Calabria, Fabbrica di Cultura”, rappresentazione dinamica di una terra piena di contraddizioni sociali, politiche e culturali; “Carta Canta” e “Nutri-Menti” le due parentesi del festival che mirano a esplorare il rapporto fra cibo e cultura e fra parole e musica; e “Leggere&Scrivere junior”, una sezione doppia, con una serie di appuntamenti dedicati ai “giovani adulti” e iniziative che mirano ad avvicinare anche i più piccoli al mondo della lettura.
Fra gli ospiti più attesi del festival, Stefano Benni, con il suo “Blues in sedici. Ballata della città dolente”, fotografia collettiva e sfaccettata di un unico fatto di cronaca, sullo sfondo ci una città piena di ipocrisia, disperazione, decadenza, ma ancora in grado di accogliere speranza. Ad inaugurare il palco della manifestazione, il 2 ottobre saranno invece Ascanio Celestini e Alessio Lega, con il loro “E ti chiamaron matta”, un omaggio a Franco Basaglia, nel quarantesimo anniversario della legge che porta il suo nome. Nutrita la rappresentanza degli autori calabresi, con da Mimmo Gangemi a Vito Teti, da Gioacchino Criaco a Marco Iuffrida, a Domenico Dara. Ma spazio sarà dato anche a chi la Calabria la guarda da lontano nell’incontro con Jerome Gautheret, corrispondente di Le Monde, che racconterà la regione e il Sud con gli occhi di chi li osserva dalla Francia. Più ampio, fino ad abbracciare l’Italia tutta, l’orizzonte di discussione che proporranno l’ex presidente della Camera Luciano Violante e la storica figura della sinistra italiana, Luciana Castellina. Torna al Festival Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro noto anche per la produzione di libri e saggi sulla ‘ndrangheta, che racconterà come i clan infettino la regione e non solo, ma anche come sia possibile combatterli. Di mafie parlerà anche Attilio Bolzoni, che intervistato da Arcangelo Badolati presenterà il volume “Giornalisti in terra di mafie”, che segue di qualche mese l’uscita dei primi due volumi (“La mafia dopo le stragi” e “Imperi criminali”) che raccolgono i contributi quotidianamente ospitati sul blog “Mafie” e ospita trenta interventi di giornalisti che raccontano la propria esperienza sul campo.
Ampio poi lo spazio che “Leggere&Scrivere” ha voluto dedicare alle arti visive con mostre ed esposizioni, tanto di artisti calabresi noti come Alfredo Pino, Giovanni Curigliano e Francesco Marcello, come dei giovani del liceo artistico di Vibo, dell’Accademia d’arte di Reggio Calabria e della Bottega Aperta Limen. Come ogni anno, il festival poi non dimentica la fotografia. Quest’anno tocca alla mostra Revolution a cura di Francesca Procopio, presidente Fiof (Fondo internazionale per la fotografia) con lavori di Francesco Sirianni, Dario Barruto, Giuseppe Cremona, Valentina Procopio, Domenico Mendicino e della stessa Francesca Procopio.