La consulta dei ragazzini: “Basta leggi senza di noi”
Maria Novella De Luca , di MARIA NOVELLA DE LUCASi incontrano ogni giovedì a Roma. Il più giovane ha 13 anni, gli “anziani” 17. Si confrontano sul digitale e i diritti dei figli nelle separazioni, l'ambiente e la famiglia. Sono coordinati da Filomena Albano, la magistrata che ha ridato vita all’ufficio del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
ROMA - I ragazzi e le ragazze della consulta si vedono ogni giovedì, nel cuore di Villa Borghese, nel palazzetto dell'Authority per l'Infanzia e l'Adolescenza, dentro uno spicchio di parco dove Roma sembra ancora bella. Luca è il più giovane, 13 anni, occhiali tondi e sorriso che cattura, i più vecchi di anni ne hanno 17, il loro compito è discutere, pensare e dare pareri, insomma fare esercizio di democrazia. Sofia, 17 anni, studia Scienze Umane, è la portavoce del gruppo: "Ci siamo confrontati sul consenso digitale, sui diritti dei figli nelle separazioni, adesso stiamo parlando di ambiente, di scuola e di famiglia". Pau, che in catalano vuole dire Paolo, 15 anni, liceo classico: "Abbiamo letto e analizzato anche il decreto Pillon. E il nostro punto di vista è che la vita di un bambino, quando i genitori si lasciano, non può essere decisa per legge". Davide, 17 anni, che farà Giurisprudenz…
ROMA - I ragazzi e le ragazze della consulta si vedono ogni giovedì, nel cuore di Villa Borghese, nel palazzetto dell'Authority per l'Infanzia e l'Adolescenza, dentro uno spicchio di parco dove Roma sembra ancora bella. Luca è il più giovane, 13 anni, occhiali tondi e sorriso che cattura, i più vecchi di anni ne hanno 17, il loro compito è discutere, pensare e dare pareri, insomma fare esercizio di democrazia. Sofia, 17 anni, studia Scienze Umane, è la portavoce del gruppo: "Ci siamo confrontati sul consenso digitale, sui diritti dei figli nelle separazioni, adesso stiamo parlando di ambiente, di scuola e di famiglia". Pau, che in catalano vuole dire Paolo, 15 anni, liceo classico: "Abbiamo letto e analizzato anche il decreto Pillon. E il nostro punto di vista è che la vita di un bambino, quando i genitori si lasciano, non può essere decisa per legge". Davide, 17 anni, che farà Giurisprudenza: "Ognuno dice la sua, discutiamo, troviamo una sintesi e scriviamo il nostro parere che consegniamo a Filomena". Ossia Filomena Albano, magistrata, che da due anni ha ridato vita all'ufficio del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza. "Visto che il mio ruolo istituzionale è quello di esprimere pareri su temi che li riguardano, ho pensato che la cosa migliore fosse ascoltarli e coinvolgerli. Riunendo un gruppo di adolescenti disponibili a darmi consigli".
Così pochi mesi fa questa particolare "consulta dei ragazzini", 18 in tutto, tra cui un minore straniero non accompagnato, si è insediata nelle stanze dell'Authority. E per conoscersi e "fare team", mutuando l'esperienza scout, si sono ritrovati tutti insieme per due giorni in un casale a vicino a Roma, tra discussioni, giochi, turni di cucina e pulizie. E adesso ripeteranno l'esperimento con un summit in barca a vela. Un "think tank" di giovanissimi reclutati naturalmente su base volontaria tra scuole primarie e secondarie di Roma, ma anche tra gruppi sportive e gruppi scout.
Felix, 15 anni: "Dentro la consulta ci siamo dati ruoli e struttura. Io ad esempio sono il Peer Educator". Cioè? "Favorisco la comunicazione tra tutti, coordino le discussioni, cerco di mediare tra le posizioni". Difficile? Risate dal cerchio dei ragazzi. Paolo, 14 anni: "Diciamo che spesso abbiamo punti di vista molto, molto diversi. Sul consenso digitale a 14 o a 16 anni ad esempio. Sulla politica. Ma conosciamo il rischio "riunione di condominio" dove tutti urlano e non si arriva a nulla. Allora è fondamentale mediare. Oppure si vota a maggioranza".
Pluralismo, ascolto dell'altro. Sofia: "All'inizio eravamo timidi, dopo il ritiro a Capranica, siamo diventati amici. Ci si sente orgogliosi sapendo che quello che diciamo in queste discussioni, poi diventa un parere portato al governo e in parlamento. Di che cosa parliamo? Partecipazione, inclusione, educazione, famiglia. Ma finora il nostro lavoro più grosso è stato quello sulla carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori. Ci ha coinvolto, anche emotivamente". Ossia un decalogo che Filomena Albano ha scritto anche sulla base dei pareri della consulta dei ragazzi. Pau segna con una crocetta i punti suggeriti da loro: "Essere amati, essere ascoltati, ricevere spiegazioni, rispetto dei nostri tempi. Dovrebbero essere cose scontate, invece non lo sono". Corina, 17 anni: "Infatti i figli nelle separazioni soffrono moltissimo". Seri, precisi. Per nulla "sdraiati". Ma anche allegri, ironici. Con la risata pronta, la battuta che scappa. Under 18 che assomigliano alla meglio gioventù. A cominciare dal più piccolo, Luca. "Sono arrivato a far parte di questo gruppo attraverso la mia squadra di atletica. Quasi ogni giorno scrivo le mie curiosità e i miei pensieri su un foglio, così quando qui devo parlare le idee chiare". Ma ti piace far parte del "parlamentino"? Luca: "Sì, moltissimo, stare con i più grandi è stimolante".
Consapevoli di essere utili. Pau: "Ho accettato di far parte di questa consulta non solo perché ci si misura con argomenti importanti, ma soprattutto perché la discussione serve a qualcosa, il nostro parere conta". Essere visibili pensando al bene comune. Davide: "Adesso il nostro obiettivo è la scuola. Vorremmo che la Garante se ne occupasse. È una istituzione vecchia, i diritti dei ragazzi vengono calpestati, l'unica cosa che conta è la prestazione, nessuno si preoccupa di chi resta indietro e poi magari abbandona". Sonia: "Stessa situazione sul bullismo. I prof fanno finta di non vedere. Per questo la nostra Consulta deve diventare social. Dobbiamo esistere su Facebook, ma soprattutto su Istagram, dove i nostri coetanei possano seguirci".
La riunione del giovedì è finita. Ci sono i compiti, lo sport. "Le loro idee sono preziose e spesso hanno cambiato il mio punto di vista - commenta Filomena Albano - del resto chi meglio di un adolescente può raccontarti cosa accade tra gli adolescenti?".
Così pochi mesi fa questa particolare "consulta dei ragazzini", 18 in tutto, tra cui un minore straniero non accompagnato, si è insediata nelle stanze dell'Authority. E per conoscersi e "fare team", mutuando l'esperienza scout, si sono ritrovati tutti insieme per due giorni in un casale a vicino a Roma, tra discussioni, giochi, turni di cucina e pulizie. E adesso ripeteranno l'esperimento con un summit in barca a vela. Un "think tank" di giovanissimi reclutati naturalmente su base volontaria tra scuole primarie e secondarie di Roma, ma anche tra gruppi sportive e gruppi scout.
Felix, 15 anni: "Dentro la consulta ci siamo dati ruoli e struttura. Io ad esempio sono il Peer Educator". Cioè? "Favorisco la comunicazione tra tutti, coordino le discussioni, cerco di mediare tra le posizioni". Difficile? Risate dal cerchio dei ragazzi. Paolo, 14 anni: "Diciamo che spesso abbiamo punti di vista molto, molto diversi. Sul consenso digitale a 14 o a 16 anni ad esempio. Sulla politica. Ma conosciamo il rischio "riunione di condominio" dove tutti urlano e non si arriva a nulla. Allora è fondamentale mediare. Oppure si vota a maggioranza".
Pluralismo, ascolto dell'altro. Sofia: "All'inizio eravamo timidi, dopo il ritiro a Capranica, siamo diventati amici. Ci si sente orgogliosi sapendo che quello che diciamo in queste discussioni, poi diventa un parere portato al governo e in parlamento. Di che cosa parliamo? Partecipazione, inclusione, educazione, famiglia. Ma finora il nostro lavoro più grosso è stato quello sulla carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori. Ci ha coinvolto, anche emotivamente". Ossia un decalogo che Filomena Albano ha scritto anche sulla base dei pareri della consulta dei ragazzi. Pau segna con una crocetta i punti suggeriti da loro: "Essere amati, essere ascoltati, ricevere spiegazioni, rispetto dei nostri tempi. Dovrebbero essere cose scontate, invece non lo sono". Corina, 17 anni: "Infatti i figli nelle separazioni soffrono moltissimo". Seri, precisi. Per nulla "sdraiati". Ma anche allegri, ironici. Con la risata pronta, la battuta che scappa. Under 18 che assomigliano alla meglio gioventù. A cominciare dal più piccolo, Luca. "Sono arrivato a far parte di questo gruppo attraverso la mia squadra di atletica. Quasi ogni giorno scrivo le mie curiosità e i miei pensieri su un foglio, così quando qui devo parlare le idee chiare". Ma ti piace far parte del "parlamentino"? Luca: "Sì, moltissimo, stare con i più grandi è stimolante".
Consapevoli di essere utili. Pau: "Ho accettato di far parte di questa consulta non solo perché ci si misura con argomenti importanti, ma soprattutto perché la discussione serve a qualcosa, il nostro parere conta". Essere visibili pensando al bene comune. Davide: "Adesso il nostro obiettivo è la scuola. Vorremmo che la Garante se ne occupasse. È una istituzione vecchia, i diritti dei ragazzi vengono calpestati, l'unica cosa che conta è la prestazione, nessuno si preoccupa di chi resta indietro e poi magari abbandona". Sonia: "Stessa situazione sul bullismo. I prof fanno finta di non vedere. Per questo la nostra Consulta deve diventare social. Dobbiamo esistere su Facebook, ma soprattutto su Istagram, dove i nostri coetanei possano seguirci".
La riunione del giovedì è finita. Ci sono i compiti, lo sport. "Le loro idee sono preziose e spesso hanno cambiato il mio punto di vista - commenta Filomena Albano - del resto chi meglio di un adolescente può raccontarti cosa accade tra gli adolescenti?".