Intervista a Giovanni Malagò: "Troppo dolore per Roma 2024, ora possiamo vincere davvero"
Paolo Galassi , di PAOLO GALASSI
Il presente e il futuro dello sport italiano: Giovanni Malagò è nominato membro del Cio con 66 voti su 74. Erano 24 anni che l'Italia non vantava un membro a titolo individuale: l'ultimo Mario Pescante, che a Buenos Aires abbandona il suo ruolo attivo per limiti d'età, diventando così membro onorario. Con l'uscita di Pescante e l'ingresso di Malagò i membri italiani del Cio restano tre (c'è anche Ivo Ferriani, n.1 mondiale di bob e skeleton, ora membro dell'Esecutivo), ma Franco Carraro uscirà nel 2019.
L'Italia quanto conta ora?
"Non esiste un altro paese con due membri individuali in scadenza: il fatto che Thomas Bach abbia proposto il mio nome a titolo individuale dimostra un grandissimo rispetto per l'Italia".
Una grande gioia dopo la delusione di Roma 2024.
"Più che delusione, il dolore di non aver potuto spiegare un progetto, un'idea fattibile magari anche a lungo ter…
L'Italia quanto conta ora?
"Non esiste un altro paese con due membri individuali in scadenza: il fatto che Thomas Bach abbia proposto il mio nome a titolo individuale dimostra un grandissimo rispetto per l'Italia".
Una grande gioia dopo la delusione di Roma 2024.
"Più che delusione, il dolore di non aver potuto spiegare un progetto, un'idea fattibile magari anche a lungo ter…
Il presente e il futuro dello sport italiano: Giovanni Malagò è nominato membro del Cio con 66 voti su 74. Erano 24 anni che l'Italia non vantava un membro a titolo individuale: l'ultimo Mario Pescante, che a Buenos Aires abbandona il suo ruolo attivo per limiti d'età, diventando così membro onorario. Con l'uscita di Pescante e l'ingresso di Malagò i membri italiani del Cio restano tre (c'è anche Ivo Ferriani, n.1 mondiale di bob e skeleton, ora membro dell'Esecutivo), ma Franco Carraro uscirà nel 2019.
L'Italia quanto conta ora?
"Non esiste un altro paese con due membri individuali in scadenza: il fatto che Thomas Bach abbia proposto il mio nome a titolo individuale dimostra un grandissimo rispetto per l'Italia".
Una grande gioia dopo la delusione di Roma 2024.
"Più che delusione, il dolore di non aver potuto spiegare un progetto, un'idea fattibile magari anche a lungo termine. Però per un fatto di educazione e di rispetto delle istituzioni abbiamo evitato polemiche. Se le partite si giocano si possono vincere. E io penso che questa la vinceremo".
È il primo romano a essere nominato a titolo individuale.
"Vero, dei 16 membri individuali italiani eletti finora sono il primo a venire da Roma. Dal dopoguerra in poi non ci sono stati presidenti Coni romani, nonostante sia un'istituzione spesso identificata con la capitale. E questo per me è un orgoglio, al di là dell'onore di rappresentare il paese".
La sua nomina arriva insieme a quella di tre donne, tra cui l'afghana Samira Ashgari.
"Samira è stata la mia compagna di banco in questi giorni, ci siamo parlati a lungo. Una ragazza meravigliosa. È un segnale di attenzione ai diritti delle donne e ai diritti civili in assoluto, un messaggio per i paesi dove la prevaricazione è all'ordine del giorno. Qualche anno fa, per un certo Cio più conservatore sarebbe stato impensabile. L'elezione di tre donne (la lituana Daina Gudzineviciute e la ruandese Felicite Rwemarika le altre) è un messaggio importante".
In questo senso, la situazione in Italia sta cambiando?
"Dobbiamo aspettarci novità importanti nei prossimi due anni. Per esempio il 30% delle federazioni e il 50% delle DSA (Discipline Sportive Associate) ha già eletto nuovi presidenti, mentre la presenza obbligatoria delle donne nei consigli federali potrà condizionare le nuove elezioni. Attenzione: non è obbligatorio cambiare, è obbligatorio studiare per cambiare in meglio quello che già esiste".
L'Italia quanto conta ora?
"Non esiste un altro paese con due membri individuali in scadenza: il fatto che Thomas Bach abbia proposto il mio nome a titolo individuale dimostra un grandissimo rispetto per l'Italia".
Una grande gioia dopo la delusione di Roma 2024.
"Più che delusione, il dolore di non aver potuto spiegare un progetto, un'idea fattibile magari anche a lungo termine. Però per un fatto di educazione e di rispetto delle istituzioni abbiamo evitato polemiche. Se le partite si giocano si possono vincere. E io penso che questa la vinceremo".
È il primo romano a essere nominato a titolo individuale.
"Vero, dei 16 membri individuali italiani eletti finora sono il primo a venire da Roma. Dal dopoguerra in poi non ci sono stati presidenti Coni romani, nonostante sia un'istituzione spesso identificata con la capitale. E questo per me è un orgoglio, al di là dell'onore di rappresentare il paese".
La sua nomina arriva insieme a quella di tre donne, tra cui l'afghana Samira Ashgari.
"Samira è stata la mia compagna di banco in questi giorni, ci siamo parlati a lungo. Una ragazza meravigliosa. È un segnale di attenzione ai diritti delle donne e ai diritti civili in assoluto, un messaggio per i paesi dove la prevaricazione è all'ordine del giorno. Qualche anno fa, per un certo Cio più conservatore sarebbe stato impensabile. L'elezione di tre donne (la lituana Daina Gudzineviciute e la ruandese Felicite Rwemarika le altre) è un messaggio importante".
In questo senso, la situazione in Italia sta cambiando?
"Dobbiamo aspettarci novità importanti nei prossimi due anni. Per esempio il 30% delle federazioni e il 50% delle DSA (Discipline Sportive Associate) ha già eletto nuovi presidenti, mentre la presenza obbligatoria delle donne nei consigli federali potrà condizionare le nuove elezioni. Attenzione: non è obbligatorio cambiare, è obbligatorio studiare per cambiare in meglio quello che già esiste".