La Fondazione Besso, di largo Torre Argentina a Roma, celebra i suoi primi 100 anni nel segno del suo Fondatore, Marco Besso, ospitando l’anteprima della 19esima Giornata Europea della Cultura Ebraica, che prenderà il via da Genova domenica 14 ottobre e riguarderà ottantasette città italiane. Vi aderiscono trenta Paesi del Vecchio Continente.
Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) ha spiegato che lo scopo è di “aprire le porte” dei luoghi ebraici per far conoscere “il patrimonio storico, artistico e architettonico dell’ebraismo europeo”. La Giornata Europea è dedicata quest’anno allo “Storytelling”, al narrare. Un atto molto presente e sicuramente rilevante nella tradizione, le cui radici affondano proprio in un “racconto”: quello contenuto nella Torah. “La Bibbia ebraica, fondativa dell’identità ebraica e patrimonio di tutta l’umanità”. La Di Segni ha ricordato, in particolare, “l’immenso libro del vissuto ebraico, fatto di pagine gioiose e vivaci, ma anche di pagine tristi e struggenti”.
Lucio Caracciolo, direttore di Limes, ha illustrato il grande fermento morale, culturale ed economico che si sviluppò fra la fine dell’800 e l’inizio del secolo successivo, quando la parte più illuminata della grande finanza fece suo l’ impegno per lo sviluppo e il benessere della collettività.
In questo clima operò Marco Besso, presidente delle Assicurazioni Generali, che fece grandi promuovendo l’assicurazione sulla vita delle persone mentre fino ad allora si assicuravano i beni contro gli incendi e le calamità naturali. Marco Besso, creò la Fondazione che porta il suo nome. Chiamò il nipote Michele a collaborare.
Da sempre centro di attività culturali di alto livello, la Fondazione, dopo l’oscura parentesi del periodo fascista, intende consolidare la propria tradizione. Promuovere eventi culturali, studi, incontri, corsi di formazione e dibattiti. Ha una biblioteca con oltre 50mila volumi, molti dei quali assai rari (come le famose “Cinquecentine”, libri stampati nel Sedicesimo Secolo).
Michele Besso, grande matematico, nipote del fondatore, era amico fraterno di Albert Einstein, con il quale intrattenne un continuo rapporto epistolare anche sulla “Teoria della Relatività”, dando a lui, come lo stesso scienziato ricordò in una lettera, “un contributo rilevante e preziosi suggerimenti”.
Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) ha spiegato che lo scopo è di “aprire le porte” dei luoghi ebraici per far conoscere “il patrimonio storico, artistico e architettonico dell’ebraismo europeo”. La Giornata Europea è dedicata quest’anno allo “Storytelling”, al narrare. Un atto molto presente e sicuramente rilevante nella tradizione, le cui radici affondano proprio in un “racconto”: quello contenuto nella Torah. “La Bibbia ebraica, fondativa dell’identità ebraica e patrimonio di tutta l’umanità”. La Di Segni ha ricordato, in particolare, “l’immenso libro del vissuto ebraico, fatto di pagine gioiose e vivaci, ma anche di pagine tristi e struggenti”.
Lucio Caracciolo, direttore di Limes, ha illustrato il grande fermento morale, culturale ed economico che si sviluppò fra la fine dell’800 e l’inizio del secolo successivo, quando la parte più illuminata della grande finanza fece suo l’ impegno per lo sviluppo e il benessere della collettività.
In questo clima operò Marco Besso, presidente delle Assicurazioni Generali, che fece grandi promuovendo l’assicurazione sulla vita delle persone mentre fino ad allora si assicuravano i beni contro gli incendi e le calamità naturali. Marco Besso, creò la Fondazione che porta il suo nome. Chiamò il nipote Michele a collaborare.
Da sempre centro di attività culturali di alto livello, la Fondazione, dopo l’oscura parentesi del periodo fascista, intende consolidare la propria tradizione. Promuovere eventi culturali, studi, incontri, corsi di formazione e dibattiti. Ha una biblioteca con oltre 50mila volumi, molti dei quali assai rari (come le famose “Cinquecentine”, libri stampati nel Sedicesimo Secolo).
Michele Besso, grande matematico, nipote del fondatore, era amico fraterno di Albert Einstein, con il quale intrattenne un continuo rapporto epistolare anche sulla “Teoria della Relatività”, dando a lui, come lo stesso scienziato ricordò in una lettera, “un contributo rilevante e preziosi suggerimenti”.