Caso Cucchi, Casamassima: “Almeno il mio sacrificio non sarà stato inutile”
Maria Novella De Luca
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di MARIA NOVELLA DE LUCA
Parla l'appuntato che fece riaprire l'inchiesta con la sua testimonianza. Il suo legale: "Per aver denunciato quanto successe la notte del pestaggio in una caserma dell'Arma, ha subito pesantissime ritorsioni ed è stato demansionato"
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ROMA - “Finalmente quel povero ragazzo avrà giustizia e il mio sacrificio sarà servito almeno a portare alla verità”. Riccardo Casamassima, l’appuntato che fece riaprire con la sua testimonianza il caso Cucchi, affida poche parole alla sua avvocata Serena Gasperini. “Per aver denunciato quanto successe la notte del pestaggio di Stefano Cucchi in una caserma dell’Arma, Casamassima ha subito pesantissime ritorsioni. E’ stato attaccato e gravemente demansionato sul lavoro. Le parole pronunciate oggi in aula dal carabiniere Francesco Tedesco dimostrano che quel sacrificio non è stato inutile. Del resto, come ha sempre detto il mio assistito, non si poteva rimanere in silenzio davanti allo strazio della famiglia Cucchi”.
Riccardo Casamassima
Soddisfazione, anche se amara, quella di Riccardo Casamassima, che nella caserma di Tor …!-->!-->
ROMA - “Finalmente quel povero ragazzo avrà giustizia e il mio sacrificio sarà servito almeno a portare alla verità”. Riccardo Casamassima, l’appuntato che fece riaprire con la sua testimonianza il caso Cucchi, affida poche parole alla sua avvocata Serena Gasperini. “Per aver denunciato quanto successe la notte del pestaggio di Stefano Cucchi in una caserma dell’Arma, Casamassima ha subito pesantissime ritorsioni. E’ stato attaccato e gravemente demansionato sul lavoro. Le parole pronunciate oggi in aula dal carabiniere Francesco Tedesco dimostrano che quel sacrificio non è stato inutile. Del resto, come ha sempre detto il mio assistito, non si poteva rimanere in silenzio davanti allo strazio della famiglia Cucchi”.
Riccardo Casamassima
Soddisfazione, anche se amara, quella di Riccardo Casamassima, che nella caserma di Tor Vergata raccolse la confidenza del maresciallo Roberto Mandolini, comandante della stazione Appia, accusato di aver coperto il pestaggio di Stefano da parte di tre militari dell’Arma. E la sua rivelazione ai Pm, dopo anni di indagini e depistaggi, fece riaprire nel 2015 l’intero caso. “Ero davanti alla tv con mia moglie Maria – aveva raccontato Riccardo Casamassima – quando passarono le immagini del processo che assolveva tutti per la morte di Stefano. Poliziotti, medici. Come se quel povero ragazzo si fosse fatto male da solo. L’urlo di Ilaria: “Vergogna, vergogna”. Fu allora che decidemmo di parlare”. I carabinieri finiscono sotto accusa, Casamassima, dice l’avvocata, “subisce ogni tipo di punizione, dai ruoli operativi viene esiliato al servizio scuole”.
Poi il colpo di scena. Perché uno dei carabinieri indagati, Francesco Tedesco, rompe il silenzio. E in aula ripercorre passo dopo passo l’agghiacciante pestaggio di Stefano Cucchi. Ma non solo. Dichiara che la sua nota di servizio in cui descriveva dopo la morte di Stefano cosa era realmente accaduto, era poi scomparsa e mai più ritrovata. E con emozione Casamassima affida le sue prime parole a un post su Facebook, rivolgendosi alla ministra della Difesa, ElisabettaTrenta: “Oggi mi sono emozionato nell’apprendere questa notizia....tutti i dubbi su di me sono stati cancellati. Signora Ministro io sono un vero carabiniere. Io ho mantenuto fede al giuramento. Io sono degno di indossare la divisa. E io e la mia famiglia abbiamo e stiamo pagando la nostra scelta. Io e la mia famiglia da oggi abbiamo centinaia di italiani con noi. Massima vicinanza al carabiniere Francesco Tedesco. Francesco oggi ti sei ripreso la tua dignità”.
Riccardo Casamassima affida poi alla sua avvocata un ulteriore pensiero: “Francesco Tedesco ha avuto coraggio. Ma dovrà tenere duro. Perché come è successo a me quando si dice la verità si viene anche puniti ingiustamente. Ma io ho fatto soltanto il mio dovere. Per questo mi aspetto di essere reintegrato nelle mie mansioni”.