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(ansa)

Exploit della Lega a Bolzano. Crollo Svp, frenata dei 5 Stelle

Il Carroccio (oltre il 30% in città a metà spoglio) e l’ex grillino Koellensperger svuotano il bacino del voto di protesta. Il M5S sotto il 3%. Nuovo calo Pd, exploit dei civici
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L'"effetto Baviera" investe anche l'Alto Adige, ormai stretto assieme al Trentino tra l'avanzata delle destre di lingua tedesca in Austria ed Europa centrale e il boom dei sovranisti della Lega e dei movimenti civici in tutto il Nordest e in Italia. Scrutinio delle regionali già nella notte in provincia di Bolzano (affluenza al 73,9% in calo di quasi il 4% sul 2013), da questa mattina a Trento, ma con l'80% delle schede scrutinate in Sudtirolo è già terremoto politico per il forte calo Svp, partito centrista di raccolta di tedeschi e ladini, e la delusione di estrema destra tedesca (Freiheitlichen al 5,8% dal 17,9%) e separatisti pantirolesi, che riducono a un terzo i voti rispetto a cinque anni fa: disco rosso anche per l'offerta di doppio passaporto da parte di Vienna.

Mai così basso il consenso Svp, punita come la Csu in Germania: 40,1%, rispetto al 45,7% di cinque anni fa e al 48,1% del 2008. Giù anche il M5S, ridim…
L'"effetto Baviera" investe anche l'Alto Adige, ormai stretto assieme al Trentino tra l'avanzata delle destre di lingua tedesca in Austria ed Europa centrale e il boom dei sovranisti della Lega e dei movimenti civici in tutto il Nordest e in Italia. Scrutinio delle regionali già nella notte in provincia di Bolzano (affluenza al 73,9% in calo di quasi il 4% sul 2013), da questa mattina a Trento, ma con l'80% delle schede scrutinate in Sudtirolo è già terremoto politico per il forte calo Svp, partito centrista di raccolta di tedeschi e ladini, e la delusione di estrema destra tedesca (Freiheitlichen al 5,8% dal 17,9%) e separatisti pantirolesi, che riducono a un terzo i voti rispetto a cinque anni fa: disco rosso anche per l'offerta di doppio passaporto da parte di Vienna.

Mai così basso il consenso Svp, punita come la Csu in Germania: 40,1%, rispetto al 45,7% di cinque anni fa e al 48,1% del 2008. Giù anche il M5S, ridimensionato al 2,7%, e tonfo di FI, con Berlusconi ridotto all'1,2%. In un pugno di voti la soglia del 40% per la Volkspartei, fissata come minima alla vigilia dal presidente Arno Kompatscher certo della conferma: mancata però soprattutto la maggioranza assoluta dei seggi in consiglio provinciale, persa nel 2013 per la prima volta nel dopoguerra. Netto calo anche per il Pd (4,4% dal 6,7%), al governo con l'Svp negli ultimi dieci anni.

Al contrario l'exploit Lega (12,8%), proietta Salvini ad essere il terzo partito in provincia e il primo a Bolzano con il 28%%: assorbita la maggioranza del voto italiano di destra, riducendo ai minimi sia Forza Italia che Fratelli d'Italia, eredi del voto missino. A questo punto il partito di Salvini, comunque in calo rispetto al 14,1% delle politiche di marzo, si candida a sostituire il Pd nel governo provinciale assieme a una Svp in piena crisi: un disegno anche regionale, in attesa del trionfo annunciato per oggi del sottosegretario leghista Maurizio Fugatti in Trentino, ma pure nazionale con vista su Roma e già proiettato vero le elezioni europee di primavera. E nel mirino di Salvini ora c'è pure il Comune di Bolzano con il suo sindaco Pd.

In Alto Adige, come in Baviera, anche la tenuta dei Verdi, al 6,6% e quarta forza nonostante il leggero calo rispetto al 2013 (erano all'8,7%). Gli eredi interetnici di Alex Langer hanno drenato consensi in particolare al Pd, in crisi per le divisioni interne locali che si sommano a quelle nazionali: non ancora digerita la candidatura Pd-Svp di Maria Elena Boschi alle politiche di primavera. Il calo Svp a vantaggio dei civici interetnici, come quello di Pd e partiti italiani a favore di Lega e Verdi, è dunque netto. In difficoltà anche i Cinque Stelle, penalizzati dalla rottura con il movimento civico locale giallonero dell'ex consigliere provinciale M5S Paul Koellensperger, che ha portato la sua "squadra post-ideologica" di esordienti ad essere addirittura il secondo partito e la vera sorpresa della giornata, con il 14,7% dei voti: di qui la sonora bocciatura per i grillini che lo hanno isolato, ben lontani dal boom delle politiche di marzo (20,5%).

L'annunciato stop del ministro Fraccaro al tunnel ferroviario del Brennero, ha evidentemente spaventato sia l'anima ecologista del movimento, che imprenditori e operatori turistici di lingua italiana. In Alto Adige il secondo governo Kompatscher a guida Svp resta certo: molto meno sicura si profila la sua solidità e i riflettori sono puntati ora su Lega, Civici gialloneri, Verdi e Pd, che si giocano l'ingresso degli italiani in giunta provinciale (imposto per legge nel rispetto della rappresentanza di tutti i gruppi linguistici) all'ultimo voto. Difficile però a questo punto per la Volkspartei non tenere conto dell'exploit leghista: decisivo risulterà oggi l'esito elettorale in Trentino, vero test nazionale in chiave Europee. Il successo della destra unita attorno a Fugatti si farebbe sentire anche a Bolzano, mentre l'ennesimo arretramento dem promette di accelerare la rifondazione nazionale del centrosinistra. Dato in frenata, anche qui, l'M5S: una grana in più per la tenuta del governo Conte a Roma.