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(lapresse)

Successo della Lega, il Trentino si adegua al resto del Nordest

Con il risultato delle elezioni provinciali entra in crisi l'idea stessa di autonomia, ridotta a un meccanismo fiscale. E Venezia torna la "Serenissima", epicento dell'area economicamente più forte d'Italia
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TRENTO - Lega primo partito e vicina al 30% anche in Trentino, dove governerà per la prima volta assieme agli alleati di destra. Pd sotto il 14% e sempre più in crisi, come gli alleati autonomisti del Patt, con cui aveva condiviso il potere a Trento negli ultimi dieci anni. Cinque stelle poco sopra il 7%, in netto calo rispetto alle elezioni politiche di marzo. Il voto rivela un Trentino, e pure un Alto Adige, politicamente sempre più nazionali, meno autonomi, ormai assimilati al resto di un Nordest oggi dominato dal Carroccio.

Per decenni la regione è stata un laboratorio anticipatore, culla di Margherita e Pd, alleati con i movimenti territoriali. Oggi si sveglia al seguito delle tendenze interne ed europee e in crisi entra l'idea stessa di autonomia, ridotta solo ad un burocratico meccanismo fiscale. Ma con Trento e Bolzano nell'orbita della Lega e per la prima volta dal dopoguerra rientrate pienamente nel Nordest, tutto leghista, il potere vero…
TRENTO - Lega primo partito e vicina al 30% anche in Trentino, dove governerà per la prima volta assieme agli alleati di destra. Pd sotto il 14% e sempre più in crisi, come gli alleati autonomisti del Patt, con cui aveva condiviso il potere a Trento negli ultimi dieci anni. Cinque stelle poco sopra il 7%, in netto calo rispetto alle elezioni politiche di marzo. Il voto rivela un Trentino, e pure un Alto Adige, politicamente sempre più nazionali, meno autonomi, ormai assimilati al resto di un Nordest oggi dominato dal Carroccio.

Per decenni la regione è stata un laboratorio anticipatore, culla di Margherita e Pd, alleati con i movimenti territoriali. Oggi si sveglia al seguito delle tendenze interne ed europee e in crisi entra l'idea stessa di autonomia, ridotta solo ad un burocratico meccanismo fiscale. Ma con Trento e Bolzano nell'orbita della Lega e per la prima volta dal dopoguerra rientrate pienamente nel Nordest, tutto leghista, il potere vero fatalmente si sposta a Venezia, epicentro dell'area economicamente più forte d'Italia. In primavera la stessa strada è stata percorsa dal Friuli Venezia Giulia del neo governatore Massimiliano Fedriga. Ora tocca a Maurizio Fugatti in Trentino, mentre si profila scontato (oltre che obbligato) l'accordo Svp-Lega anche in Alto Adige.

Venezia torna così "la Serenissima" e il suo doge Luca Zaia si trasforma di fatto nell'azionista di maggioranza del Triveneto. Al mondo delle imprese tale promozione non dispiace affatto. Per Matteo Salvini, leader unico della Lega, suona invece il primo campanello d'allarme. Se la parte del Paese con il segno più davanti al Pil entra nell'orbita di Zaia, significa che il partito dopo l'addio di Maroni in Lombardia ha scelto un'alternativa all'erede di Bossi. Oggi sono solidamente alleati: ma domani, o al primo passo falso del governo a Roma, Zaia è il candidato naturale per una successione a Salvini, meno anti Ue, più attenta ai conti pubblici e alla crescita economica. L'altra novità del voto trentino e altoatesino è l'inedito premio all'antieuropeismo. La regione a statuto speciale di confine, premiata dall'accordo internazionale De Gasperi-Gruber, fino a ieri è sempre stata la più solidamente filo-europea.

L'autonomia dentro la Ue, sempre sostenuta da Beniamino Andreatta, ha rappresentato il trasversale valore condiviso. Il mezzo plebiscito leghista, nei giorni del massimo scontro tra Roma e Bruxelles e all'indomani dell'ennesima missione di Salvini a Mosca, rivela che anche lungo il confine del Brennero, scosso dalle mire neo-imperiali di Vienna, l'Europa non è più un'opzione indiscutibile. Quella europea sarà così la sfida cruciale da oggi alle elezioni di maggio. Per l'opposizione del Pd e delle forze democratiche del centrosinistra si apre uno spazio insperato: a patto di accelerare il ricambio della classe dirigente e proporre un'idea contemporanea sia dell'Italia che della Ue.