Suicidio assistito. Giulia Bongiorno: “Il Parlamento faccia la sua parte. Giusto morire con dignità”
Maria Novella De Luca , di MARIA NOVELLA DE LUCALa ministra per la Pubblica amministrazione, eletta con la Lega: "Sono credente, ma bisogna lasciare spazio al diritto di autodeterminazione"
"Dobbiamo rispettare e onorare la richiesta della Consulta. E impegnarci a fare una legge saggia che lasci alcuni margini di autodeterminazione. Sempre più italiani scelgono di andare a morire all'estero, sommando dolori a dolori. Non è giusto. Si deve poter morire con dignità anche qui, il Parlamento non può più sottrarsi al compito di legiferare, anche su argomenti così divisivi".
Giulia Bongiorno, avvocata, oggi ministra della Funzione Pubblica, definisce "necessario e importante" il monito della Corte Costituzionale. Ossia l'ultimatum al Parlamento perché colmi, entro un anno, con normative adeguate, "il vuoto di tutela costituzionale" sull'aiuto al suicidio.
Ministra, ci crede? Una legge entro un anno.
"Sì, ci credo. Quando si tratta di leggi su temi così divisivi, il Parlamento spesso abdica per evitare scontri. Eppure sono proprio queste le leggi che più inter…
Giulia Bongiorno, avvocata, oggi ministra della Funzione Pubblica, definisce "necessario e importante" il monito della Corte Costituzionale. Ossia l'ultimatum al Parlamento perché colmi, entro un anno, con normative adeguate, "il vuoto di tutela costituzionale" sull'aiuto al suicidio.
Ministra, ci crede? Una legge entro un anno.
"Sì, ci credo. Quando si tratta di leggi su temi così divisivi, il Parlamento spesso abdica per evitare scontri. Eppure sono proprio queste le leggi che più inter…
"Dobbiamo rispettare e onorare la richiesta della Consulta. E impegnarci a fare una legge saggia che lasci alcuni margini di autodeterminazione. Sempre più italiani scelgono di andare a morire all'estero, sommando dolori a dolori. Non è giusto. Si deve poter morire con dignità anche qui, il Parlamento non può più sottrarsi al compito di legiferare, anche su argomenti così divisivi".
Giulia Bongiorno, avvocata, oggi ministra della Funzione Pubblica, definisce "necessario e importante" il monito della Corte Costituzionale. Ossia l'ultimatum al Parlamento perché colmi, entro un anno, con normative adeguate, "il vuoto di tutela costituzionale" sull'aiuto al suicidio.
Ministra, ci crede? Una legge entro un anno.
"Sì, ci credo. Quando si tratta di leggi su temi così divisivi, il Parlamento spesso abdica per evitare scontri. Eppure sono proprio queste le leggi che più interessano le persone, toccano la vita di tutti. Non possiamo rimandare".
Ritiene giusto consentire anche in Italia il suicidio assistito?
"Vorrei specificare che parlo a titolo personale. E sono credente. Credo però che le proprie convinzioni, o la propria fede, non possano influenzare una legge per tutti. Quindi ritengo che una norma giusta debba lasciare spazio, anche, alla libertà di autodeterminazione".
Lei parlava dei tanti italiani che ormai scelgono di andare a morire all'estero.
"Come dj Fabo, appunto. Sono degli eroi del dolore. Costretti a compiere viaggi strazianti per poter morire. Sempre più numerosi. Ma un paese civile non può avere bisogno di eroi del dolore, dei migranti della morte, per decidere di fare una legge".
Ritiene questo Governo e questo Parlamento in grado di affrontare temi così eticamente sensibili come il suicidio assistito o l'eutanasia?
"Di certo non sarà una legge che farà felici tutti, è evidente. Il Parlamento dovrebbe lavorare sottovoce, con pacatezza, per arrivare al miglior testo possibile. Questa non è una questione di destra o di sinistra, ma di questioni che riguardano ognuno di noi. Il dolore, la malattia non hanno schieramenti politici".
Non è poco un anno di tempo?
"Sono anni che discutiamo di questi temi. E la Consulta è stata chiara, c'è un vuoto che bisogna colmare, c'è una data di scadenza. Certo, non so se potremo farcela davvero in 12 mesi. Ritengo, comunque, che questa legislatura non possa concludersi senza un impegno ad affrontare le regole della libertà di autodeterminazione, in casi simili a quelli indicati dalla Corte".
Su eutanasia, suicidio assistito, fine vita, le posizioni di questa maggioranza sono radicalmente diverse.
"Infatti, dicevo, sarà molto difficile scrivere una norma che renda felici tutti. Su questi temi non esiste una verità assoluta. Si deve trovare una sintesi. Con umiltà, sottovoce, possiamo avvicinarci ad una legge che rispetti il più possibile la dignità di chi soffre".
Giulia Bongiorno, avvocata, oggi ministra della Funzione Pubblica, definisce "necessario e importante" il monito della Corte Costituzionale. Ossia l'ultimatum al Parlamento perché colmi, entro un anno, con normative adeguate, "il vuoto di tutela costituzionale" sull'aiuto al suicidio.
Ministra, ci crede? Una legge entro un anno.
"Sì, ci credo. Quando si tratta di leggi su temi così divisivi, il Parlamento spesso abdica per evitare scontri. Eppure sono proprio queste le leggi che più interessano le persone, toccano la vita di tutti. Non possiamo rimandare".
Ritiene giusto consentire anche in Italia il suicidio assistito?
"Vorrei specificare che parlo a titolo personale. E sono credente. Credo però che le proprie convinzioni, o la propria fede, non possano influenzare una legge per tutti. Quindi ritengo che una norma giusta debba lasciare spazio, anche, alla libertà di autodeterminazione".
Lei parlava dei tanti italiani che ormai scelgono di andare a morire all'estero.
"Come dj Fabo, appunto. Sono degli eroi del dolore. Costretti a compiere viaggi strazianti per poter morire. Sempre più numerosi. Ma un paese civile non può avere bisogno di eroi del dolore, dei migranti della morte, per decidere di fare una legge".
Ritiene questo Governo e questo Parlamento in grado di affrontare temi così eticamente sensibili come il suicidio assistito o l'eutanasia?
"Di certo non sarà una legge che farà felici tutti, è evidente. Il Parlamento dovrebbe lavorare sottovoce, con pacatezza, per arrivare al miglior testo possibile. Questa non è una questione di destra o di sinistra, ma di questioni che riguardano ognuno di noi. Il dolore, la malattia non hanno schieramenti politici".
Non è poco un anno di tempo?
"Sono anni che discutiamo di questi temi. E la Consulta è stata chiara, c'è un vuoto che bisogna colmare, c'è una data di scadenza. Certo, non so se potremo farcela davvero in 12 mesi. Ritengo, comunque, che questa legislatura non possa concludersi senza un impegno ad affrontare le regole della libertà di autodeterminazione, in casi simili a quelli indicati dalla Corte".
Su eutanasia, suicidio assistito, fine vita, le posizioni di questa maggioranza sono radicalmente diverse.
"Infatti, dicevo, sarà molto difficile scrivere una norma che renda felici tutti. Su questi temi non esiste una verità assoluta. Si deve trovare una sintesi. Con umiltà, sottovoce, possiamo avvicinarci ad una legge che rispetti il più possibile la dignità di chi soffre".