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Cura della pelle: la luce che spegne la rosacea

Bolle, rossori, bruciori. Colpa di un’infiammazione del derma. Ma le soluzioni ci sono. Hi tech
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L’autunno è la nuova primavera per chi soffre di rosacea. Passate le ondate di calore e i bagni di sole, il fresco autunnale arriva come un piacevole ristoro per la pelle arrossata. Ma il beneficio rischia di essere presto spazzato via dall’inverno, perché così come il caldo e il sole, anche il vento e il freddo possono riaccendere la malattia. Tanto che abbondano i consigli su come scongiurare le fiammate della rosacea tra una stagione e l’altra: meglio coprirsi con sciarpe, vestirsi a strati, e magari aspettare un po’ prima di sorseggiare quel tè caldo.

Consigli di buon senso a parte, la rosacea si tratta dal dermatologo, il più delle volte con successo. A patto di seguire il giusto percorso che deve affrontare chi soffre della malattia: è infatti importante curarsi, con farmaci e terapie disponibili, evitando i fattori che possono scatenare i flash. Se non trattati, infatti, i sintomi – rossore, bruciore, vasi…
L’autunno è la nuova primavera per chi soffre di rosacea. Passate le ondate di calore e i bagni di sole, il fresco autunnale arriva come un piacevole ristoro per la pelle arrossata. Ma il beneficio rischia di essere presto spazzato via dall’inverno, perché così come il caldo e il sole, anche il vento e il freddo possono riaccendere la malattia. Tanto che abbondano i consigli su come scongiurare le fiammate della rosacea tra una stagione e l’altra: meglio coprirsi con sciarpe, vestirsi a strati, e magari aspettare un po’ prima di sorseggiare quel tè caldo.

Consigli di buon senso a parte, la rosacea si tratta dal dermatologo, il più delle volte con successo. A patto di seguire il giusto percorso che deve affrontare chi soffre della malattia: è infatti importante curarsi, con farmaci e terapie disponibili, evitando i fattori che possono scatenare i flash. Se non trattati, infatti, i sintomi – rossore, bruciore, vasi sanguigni ben visibili sulla pelle – possono peggiorare. Generando danni anche a livello psicologico, visto che la malattia non passa inosservata, e provoca preoccupazioni, vergogna, imbarazzo: "La rosacea ha un impatto sociale elevatissimo: i flash, la couperose, gli occhi arrossati, il naso che si ingrossa ricordano il prototipo dell’alcolista", ricorda Piergiacomo Calzavara Pinton, presidente della Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse (SIDeMaST).

Le tre caratteristiche della malattia – coinvolgimento vascolare, danno follicolare, stimolazione del tessuto connettivo – consentono diversi approcci: "Possiamo per esempio ricorrere a vasocostrittori topici che agiscono sull’eritrosi, ad antibiotici con azione antinfiammatoria e antimicrobica per ridurre la carica batterica a livello del follicolo, in crema o per bocca, o ancora a farmaci ad azione antiparassitaria, per ridurre la presenza di acari del genere Demodex, abbondanti sulla pelle di chi soffre di rosacea".

Per le lesioni capillari si ricorre invece ai trattamenti fisici, come laserterapia e luce pulsata, che agiscono distruggendo i vasi. La luce però potrebbe essere d’aiuto anche in altro modo, racconta Giuseppe Scarcella, specialista dermatologo responsabile nazionale del dipartimento laser di Isplad (International- Italian Society of Plastic - Regenerative and Oncology Dermatology), grazie alle promesse della biofotonica, che combina l’uso della luce a Led con la fluorescenza. "Sulla cute da trattare applichiamo un gel che contiene una sostanza, un cromoforo, capace di convertire la luce blu emessa da una lampada a Led in luce fluorescente". Questa, continua l’esperto, penetra in profondità nella pelle, fino al derma: "La combinazione della luce blu e della fluorescenza ha un effetto sterilizzante, modula l’angiogenesi riducendone gli eccessi, e stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene". Con un effetto rigenerante per la pelle, come ha mostrato per esempio uno studio pubblicato sull’International Journal of Dermatology sull’efficacia e la sicurezza della biofotonica per l’acne. E gli effetti collaterali sono contenuti, conclude Scarcella: "In genere parliamo di un leggero eritema, lieve e transitorio, che scompare in giornata, così come la sensazione di tepore e una leggera pseudo-abbronzatura".


Più caffè, meno spezie e niente alcol

Chi beve caffè ha un rischio minore di sviluppare la rosacea rispetto a chi non lo fa. Questo è quanto suggerisce oggi uno studio apparso su Jama Dermatology che ha preso in considerazione le abitudini in fatto di caffeina di oltre 80 mila donne, e le ha messe in relazione con il rischio di soffrire dell’infiammazione cronica della pelle. Curiosamente, spulciando a fondo tra i dati, i ricercatori hanno scoperto che il rischio di rosacea diminuiva in particolare con il consumo di caffè con caffeina, e non con quello di decaffeinato o di altre bevande o alimenti contenenti caffeina, come il tè o la cioccolata. Il rischio minore si aveva per un consumo di 4 o più caffè al giorno. Questi risultati mostrano che ridurre la caffeina, cui si attribuiscono capacità vasocostrittorie e immunosoppressive, non abbassi il rischio di soffrire di rosacea. Il calore del caffè, infatti, in precedenza era stato sospettato come possibile effetto scatenante per le fiammate tipiche della rosacea, così come quello del tè, della cioccolata o delle zuppe.

Una vera e propria ricerca in fatto della dieta ideale per i pazienti con rosacea non esiste, perché i fattori che possono scatenare le fiammate variano da persona e persona, ricordano dall’American Academy of Dermatology. Ecco perché più che spulciare tra i dati di letteratura, quando si tratta di rosacea il menù a tavola lo decide il “diario” del paziente. Sì, esistono alcuni alimenti o bevande che per tutti è meglio evitare per scongiurare la vasodilatazione e l’infiammazione tipici della rosacea – dagli alimenti speziati all’alcol – ma il consiglio per chi combatte con la malattia è piuttosto quello di tener traccia di cosa si è mangiato o bevuto, e cercare di capire cosa è meglio evitare per scongiurare peggioramenti. La stessa National Rosacea Society, tra le più grandi organizzazioni nonprofit che si occupano di rosacea, mette a disposizione una bozza di diario per tener traccia di tutti gli elementi che possono scatenare la malattia, con una sezione interamente dedicata ai cibi. Si scopre così che tanti e diversi possono essere gli alimenti associati alle fiammate della rosacea: dalla salsa di soia, allo yogurt, dal formaggio, al cioccolato, ai pomodori, all’aceto, alle melanzane, e c’è chi racconta di aver trovato beneficio dopo aver rinunciato ai prodotti a base di grano o ridotto gli zuccheri nella dieta. Ma, si sa, i diari (ancorché alimentari) contengono ciascuno una loro storia, e quelli della rosacea non fanno eccezione.