✕
Hank Green (a sinistra), Glozell Green, Barack Obama e Bethany Mota alla Casa Bianca nel 2015
per l’intervista su YouTube 

Non chiamatelo l'altro fratello Green

Hank ha fatto fortuna in Rete con video geniali, l'intervista a Obama e webserie da Emmy. Ora, come John ("Colpa delle stelle") esordisce con un romanzo. Virale
3 minuti di lettura
Per me questo è soprattutto un libro sulla fama, su quanto inevitabilmente la notorietà ci conduca verso la denigrazione e l'idolatria; su quanto questi sentimenti mettano presto radici nelle persone che hanno a che fare con il successo". Hank Green sa di cosa parla. Da undici anni è un pilastro di YouTube. I suoi video, e quelli realizzati insieme al fratello Green - l'acclamato autore di Colpa delle stelle - sono entrati nella storia della Rete. Intelligenti, spiritosi e soprattutto virali, hanno formato vaste aree della cultura di YouTube, e lo hanno portato da un'anonima cameretta del Montana alla Casa Bianca. Nel 2015, insieme a due giovani colleghe, intervistò Obama, dimostrando al mondo quanto potenti fossero i ragazzi che passavano ore davanti allo schermo di un pc. Qualche anno dopo vinse un Emmy con una webserie che adattava Orgoglio e pregiudizio allo stile dei video blog e convinse milioni di giovanissime star della Rete a usare…
Per me questo è soprattutto un libro sulla fama, su quanto inevitabilmente la notorietà ci conduca verso la denigrazione e l'idolatria; su quanto questi sentimenti mettano presto radici nelle persone che hanno a che fare con il successo". Hank Green sa di cosa parla. Da undici anni è un pilastro di YouTube. I suoi video, e quelli realizzati insieme al fratello Green - l'acclamato autore di Colpa delle stelle - sono entrati nella storia della Rete. Intelligenti, spiritosi e soprattutto virali, hanno formato vaste aree della cultura di YouTube, e lo hanno portato da un'anonima cameretta del Montana alla Casa Bianca. Nel 2015, insieme a due giovani colleghe, intervistò Obama, dimostrando al mondo quanto potenti fossero i ragazzi che passavano ore davanti allo schermo di un pc. Qualche anno dopo vinse un Emmy con una webserie che adattava Orgoglio e pregiudizio allo stile dei video blog e convinse milioni di giovanissime star della Rete a usare la propria influenza per migliorare il mondo. È un nerd di successo, anzi un combattente nerd, fondatore di un movimento che è quasi un culto laico per milioni di adolescenti. Con i suoi riti, simboli, parole d'ordine e festività, la nerdfighteria è all'origine di tutto quello che a lui e al fratello è accaduto nell'ultimo decennio, compreso il suo personale esperimento letterario: un romanzo che descrive le conseguenze del successo in Rete e la vertigine che colpisce chi con un clic passa dall'essere un signor nessuno a una star mediatica.

Un evento assolutamente straordinario, nelle librerie italiane da oggi per Harper Collins, non somiglia ai bestseller scritti dal fratello ed è decisamente originale. Si apre con l'incontro a New York tra April, una graphic designer appassionata d'arte e una enorme scultura-robot che lei ribattezza Carl. L'incontro, filmato da un amico e trasmesso su YouTube, diventa subito virale. Nel giro di una notte April diventa una influencer: altri Carl sono comparsi dal nulla nel mondo e nessuno sa chi li abbia realizzati e installati. E, soprattutto, quale sia il loro scopo. In assenza di una rivendicazione, l'attenzione è tutta su di lei. Da zero a cento in poche ore. Dall'essere una perfetta sconosciuta con un solo account Instagram a una web celebrity con tanto di profili fake. April è disorientata. E Hank sa bene come ci si possa sentire perché qualcosa di simile è successo anche a lui. Era il primo gennaio del 2007, YouTube esisteva da due anni. Insieme al fratello John (non ancora famoso) posta il suo primo video blog, parte di un esperimento che doveva durare un anno chiamato Brotherhood 2.0. Inizia un ping-pong di battute e scherzi e a ogni video il numero di iscritti al canale aumenta. Mille, duemila, diecimila... A loro sembrava già molto, ma in realtà non era nulla.

Poi, una notte, Hank si collega e intona una canzone nell'attesa del settimo e ultimo capitolo di Harry Potter. Nulla sarà più lo stesso: i due fratelli diventano famosi, discutono di chimica, di Dio, di problemi quotidiani. Il 31 dicembre, quando tutto doveva terminare, c'erano così tante persone a seguirli che i Green decisero di non smettere. Erano tentati, questo sì, ma alla fine gli cambiarono solo nome: Vlogbrothers. Mentre John si trasforma nel re degli young adult con più di 50 milioni di libri venduti nel mondo, Hank apre altri canali YouTube, fonda molte piccole società, tutte immerse nel brodo della Rete, organizza VidCon, la più grande conferenza mondiale per le video-community online. Insieme al fratello lancia anche Project for Awesome, che l'anno scorso ha raccolto più di due milioni di dollari per progetti di beneficenza. Per Hank, come per la April del romanzo, la notorietà improvvisa va messa al servizio di una causa progressista: "In quei momenti folli in cui pensavo di poter essere una sorta di contenitore della verità - dice April - avevo pensato a che cosa dire se un giorno avessi avuto un pulpito". Quali sono le responsabilità di un influencer? L'autore e la sua protagonista si confondono, gli interrogativi sono gli stessi eppure una differenza c'è: April è una donna e lo è dentro una Rete distante anni luce da quella dei primi vlog. Allora non c'erano le guerre culturali alimentate dai social media, l'attivismo degli hashtag e l'iperconnessione che trasforma anche le più brevi sfumature di fama in esperienze terrificanti.

April è figlia del suo tempo, la sua ossessione di restare il centro della storia diventa la sua rovina. "Ho sempre voluto scrivere un libro - ha detto l'autore alla Bbc - e si è scoperto che si trattava più di trovare una storia per cui sentivo di essere necessario, che nessun altro potesse scrivere". Una storia, quindi, che avesse a che fare con il senso di precarietà e solitudine che si può vivere nonostante si abbia addosso lo sguardo di milioni di persone: "Il numero di follower che si riduce può assestare un colpo pesantissimo alla tua autostima". Si può fare di tutto per risalire la china, ma per Hank non è mai un problema di autenticità. Alla fine, quel che conta è ripetere a se stessi don't forget to be awesome (non dimenticare di essere fantastico), il motto dei nerd fighters.