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Il mondo dei giovani "Squali" dove chi si ferma è perduto

Nel nuovo romanzo in uscita oggi Giacomo Mazzariol racconta la vita dei suoi coetanei: "Affamati, fluidi e così vulnerabili"
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Assomigliano agli squali; attenti, però: non sono crudeli. Nuotatori veloci, fulminei nel captare le correnti giuste, fluidi nel branco, pronti a mostrare i denti, abili nel mutare rotta. Hanno vent'anni e sono i ragazzi del nuovo millennio. Non possono stare fermi, altrimenti, come gli squali, muoiono. Perché in realtà sono vulnerabili e nell'oceano delle possibilità rischiano di perdersi, di finire spiaggiati tra incertezze adolescenziali e aspettative adulte. "Sono i miei amici, i miei coetanei", quelli del muretto, quelli dell'università, quelli dell'estate dopo la maturità, dice Giacomo Mazzariol, nato a Castelfranco Veneto, classe 1997, scrittore, sceneggiatore, esponente (fortunato) in tutto e per tutto di questi inediti post-Millennial. Ai quali dedica il suo nuovo romanzo Gli Squali (che esce oggi per Einaudi), un ritratto dolceamaro della generazione dei ventenni. Una storia che racconta la fatica di diventa…
Assomigliano agli squali; attenti, però: non sono crudeli. Nuotatori veloci, fulminei nel captare le correnti giuste, fluidi nel branco, pronti a mostrare i denti, abili nel mutare rotta. Hanno vent'anni e sono i ragazzi del nuovo millennio. Non possono stare fermi, altrimenti, come gli squali, muoiono. Perché in realtà sono vulnerabili e nell'oceano delle possibilità rischiano di perdersi, di finire spiaggiati tra incertezze adolescenziali e aspettative adulte. "Sono i miei amici, i miei coetanei", quelli del muretto, quelli dell'università, quelli dell'estate dopo la maturità, dice Giacomo Mazzariol, nato a Castelfranco Veneto, classe 1997, scrittore, sceneggiatore, esponente (fortunato) in tutto e per tutto di questi inediti post-Millennial. Ai quali dedica il suo nuovo romanzo Gli Squali (che esce oggi per Einaudi), un ritratto dolceamaro della generazione dei ventenni. Una storia che racconta la fatica di diventare grandi, dopo il successo del bestseller Mio fratello rincorre i dinosauri, cronaca autobiografica del rapporto con Giò, il fratellino nato con la sindrome di Down, con quel cromosoma in più che lo rende, agli occhi di Giacomo, un super eroe.

"Siamo squali ma non predatori, squali così potenti da riuscire a navigare nel mare delle possibilità, una nuova specie che grazie alla tecnologia pensa di avere il mondo in mano. Puoi fare dieci cose ed essere in dieci posti nello stesso momento, è come avere addosso, sempre, un'energia pazzesca. Ma poi, in questa miriade di stimoli, non sai più qual è la superficie e quale la sostanza". Un po' quello che accade a Max, protagonista del romanzo, nell'estate sospesa tra la fine del liceo e l'inizio del "dopo", l'università, il lavoro, i viaggi, chissà. Un gruppo di giovanissimi amici (Filippo, Beatrice, Anna, Andrea) che il giovanissimo Mazzariol racconta con grazia e intensità. Il paese piccolo, rassicurante e soffocante, le famiglie apprensive, l'iniziazione all'amore. Tutto scorre, fino a che l'algoritmo inventato da Max nella sua stanzetta da figlio unico per aiutare i coetanei a scegliere l'università viene notato e quindi "ghermito" da una società che lancia start up. "La vita di Max, un po' come è accaduto a me dopo aver pubblicato il primo romanzo, viene stravolta dall'incontro con il fondatore di questo e-park", racconta Giacomo, oggi trapiantato a Roma, in una casa che divide con altri ragazzi e dove ha scritto insieme al collettivo di sceneggiatori "Grams" la serie Baby, trasmessa da Netflix.

Con una velocità che toglie il fiato, mentre i suoi amici bruciano l'estate e se ne vanno in Spagna, Max inizia a lavorare e a guadagnare, diventa grande con la nostalgia nel cuore, tocca con mano la freddezza e il cinismo delle ricchissime factory dell'i-Tech. Per ritrovarsi, allora, Max torna indietro, a casa sua, a Magnano, nella lentezza salutare delle cose di sempre. "Volevo spiegare il lato oscuro delle multinazionali digitali, degli algoritmi di YouTube che stanno divorando il tempo degli adolescenti, pilotando i loro desideri. Ma anche la potenza dei ventenni di oggi, tutto il contrario degli sdraiati. Gli squali nuotano tra mille lavori, opportunità, delusioni. Ma nuotano. Non stanno fermi. E ogni tanto capita, come succede a Max, come è successo a me, di incrociare la cosa giusta. Almeno per un po', perché nulla è definitivo per gli squali, che devono continuare a nuotare, altrimenti muoiono".

E per Giacomo Mazzariol fermarsi è scrivere. "Mi sono trasferito, ho tentato di fare Filosofia ma sono scappato, mi sono buttato nella sceneggiatura. Senza respiro. E anche questo libro lo devo a mio fratello Giovanni. Quello che ha il cromosoma in più. Perché, oltre ai dinosauri, la sua passione sono, appunto, gli squali".