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Luca e sua figlia Alba 

“La mia bimba down rifiutata da sette famiglie che a me fa scoprire il mondo ogni mattina”

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Luca racconta in un libro sua figlia. “Aveva una settimana, l’ho avuta in affido e poi adottata da single. Se in futuro dovessi trovare un compagno dovrà piacere a lei”
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ROMA - "Questa non è la storia di un uomo altruista che ha adottato una bambina down. Perché quello fortunato sono io, genitore single a cui Alba riempie i giorni di allegria. Mi ha regalato un futuro, la gioia di riscoprire con lei il mondo ogni mattina. Noi siamo un padre e una figlia che si amano. Semplicemente". Luca Trapanese, napoletano, ha avuto in affido Alba quando aveva appena sette giorni, un anno dopo l'adozione, giorni sereni che racconta con Luca Mercadante in "Nata per te" (Einaudi) in uscita il 14 novembre. Alba era stata rifiutata da sette famiglie dopo l'abbandono in ospedale da parte della madre.

Cosa dirà ad Alba?

"Le racconterò la verità: che sua madre l'amava molto e non poteva allevarla. Ha avuto molto coraggio a lasciarla per farle avere un futuro migliore. E poi sono arrivato io che la cercavo da sempre, volevo lei. È stata una scelta consapevole. Quando vivevo col mio compagno av…
ROMA - "Questa non è la storia di un uomo altruista che ha adottato una bambina down. Perché quello fortunato sono io, genitore single a cui Alba riempie i giorni di allegria. Mi ha regalato un futuro, la gioia di riscoprire con lei il mondo ogni mattina. Noi siamo un padre e una figlia che si amano. Semplicemente". Luca Trapanese, napoletano, ha avuto in affido Alba quando aveva appena sette giorni, un anno dopo l'adozione, giorni sereni che racconta con Luca Mercadante in "Nata per te" (Einaudi) in uscita il 14 novembre. Alba era stata rifiutata da sette famiglie dopo l'abbandono in ospedale da parte della madre.

Cosa dirà ad Alba?

"Le racconterò la verità: che sua madre l'amava molto e non poteva allevarla. Ha avuto molto coraggio a lasciarla per farle avere un futuro migliore. E poi sono arrivato io che la cercavo da sempre, volevo lei. È stata una scelta consapevole. Quando vivevo col mio compagno avevamo pensato alla maternità surrogata, ma tutti e due lavoravamo nel sociale con i ragazzi malati e disabili e così l'idea di aiutare uno di loro c'è sempre stata. Per questo, quando ormai solo ho fatto la domanda di affido, non ho messo limiti allo stato di salute del piccolo".

Sua figlia è...?

"Un raggio di sole, di luce con gli occhi azzurri e i capelli biondi. Le hanno scelto il nome giusto: è allegra, canta, balla, e socievole con i bambini, golosa e pigra. Una capatosta a 18 mesi, mi farà dannare da grande. Per me non è un problema la sindrome di Down, l'avevo messo in conto, mi occupo di piccoli disabili da quando ho 14 anni. Per questo non potrei mai criticare quelle famiglie che hanno detto no: semplicemente non erano preparate. Me lo dicono sempre le mie amiche con figli".

Cosa le dicono le mamme?

"Tu non hai avuto il problema della fine delle illusioni, quando tuo figlio nasce disabile e scopri che non diventerà mai astronauta, architetta. Speri sempre i figli siano migliori di te, raggiungano obiettivi che tu hai fallito. Ecco, forse il segreto con tutti i bambini è non proiettare i nostri desideri, lasciarli liberi e aiutandoli a essere e diventare quello che vogliono e possono".

Come la educa?

"È una socievole testona, canta sempre in macchina, in chiesa. Una bambina come le altre per cui va coccolata, educata, rimproverata come tutti i piccoli. Si sveglia alle 6.30, le dò la pappa poi arriva tata Luisa che gioca con lei, la porta al parco, fa lezioni psicomotorie, logopedia. Ogni tanto viene con me al lavoro visto che mi occupo di volontariato. Ho fondato la società "A ruota libera" che si occupa di ragazzi disabili con varie attività a Napoli e un borgo sociale in campagna dove disabili adulti vivono in autonomia con operatori, c'è il bar e una fattoria. Lei si diverte tanto".

Prima parola detta?

"Ovviamente papà, anche perché mamme non ce ne sono. Però ha molte figure femminili, la tata, mia sorella e due nonne: oltre ai miei genitori affettuosissimi, sono stato adottato da una signora che ha un figlio disabile, un nuovo fratello per me. Tutti adorano Alba e la viziano".

Essere gay ha avuto un peso?

"Nessuno mi ha chiesto né perché fossi single né il mio orientamento sessuale. Ero solo una persona che con l'affido voleva aiutare un bambino ad entrare nel mondo. Poi è arrivata l'adozione".

Come è cambiata la sua vita?

"Alba ha dato senso alla vita, prima di lei mi sembrava di aver perso tempo. È il centro dei miei affetti, mi ha regalato un futuro, la felicità riscoprire le cose, di insegnarle quello che spero possa esserle utile. Per lei sto imparando a cucinare, come maschio single ero un disastro ai fornelli ma lei è golosa quindi... Sono un papà apprensivo e organizzato, con la borsa e i ricambi quando si esce e il pigiama se stiamo fuori troppo. Ma anche un papà che se non vuole fare il bagno una sera, non ne fa un dramma".

Cerca un compagno?

"Arrivasse qualcuno di sereno, soddisfatto della sua vita forse ci penserei. Comunque l'ultima parola spetterà ad Alba. Sarà lei a decidere".