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Gli Uffizi di Firenze 

Gli Uffizi come il Louvre: il visitatore piace single

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Una “tassa” di 70 euro per i gruppi. Per garantire un’esperienza di qualità dei musei. “Ma ognuno è un caso a sé”. Anche la Galleria Borghese di Roma lo farà
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ROMA - I grandi musei sono un po’ come i supereroi Marvel, che hanno grandi poteri e grandi problemi. Tanti visitatori, infatti, corrispondono a maggiori responsabilità per la conservazione ottimale delle opere e per garantire la qualità della visita. Proprio in considerazione di queste responsabilità il direttore degli Uffizi di Firenze, Eike Schmidt, ha istituito un sovrapprezzo di 70 euro per i gruppi di visitatori composti da almeno 15 persone, una decisione che ha precedenti europei ed estimatori italiani. Come la Galleria Borghese, che presto seguirà l’esempio degli Uffizi.
Apollo e Dafne (Bernini) alla Galleria Borghese di Roma 

All’estero ha cominciato il Louvre, a Parigi, dove da anni è consentito l’ingresso a gruppi di 25 persone al massimo, soltanto su prenotazione e con un sovrapprezzo di 70 euro. Non soltanto, il museo pa…
ROMA - I grandi musei sono un po’ come i supereroi Marvel, che hanno grandi poteri e grandi problemi. Tanti visitatori, infatti, corrispondono a maggiori responsabilità per la conservazione ottimale delle opere e per garantire la qualità della visita. Proprio in considerazione di queste responsabilità il direttore degli Uffizi di Firenze, Eike Schmidt, ha istituito un sovrapprezzo di 70 euro per i gruppi di visitatori composti da almeno 15 persone, una decisione che ha precedenti europei ed estimatori italiani. Come la Galleria Borghese, che presto seguirà l’esempio degli Uffizi.
Apollo e Dafne (Bernini) alla Galleria Borghese di Roma 

All’estero ha cominciato il Louvre, a Parigi, dove da anni è consentito l’ingresso a gruppi di 25 persone al massimo, soltanto su prenotazione e con un sovrapprezzo di 70 euro. Non soltanto, il museo parigino chiude a rotazione alcune sale per concedere una tregua a opere messe a dura prova dall’umidità e dagli sbalzi di temperatura conseguenti all’affollamento. Per limitare i danni alle sue preziose tele, Il Rijksmuseum di Amsterdam ha di recente investito 375 milioni di euro in ristrutturazioni che aiutano a incanalare la folla già dall’ingresso e ha migliorato tecniche e strumenti di controllo di temperature e umidità. Il museo del Prado a Madrid, invece, fa entrare gruppi anche di 30 persone, ma si riserva di diminuirne il numero, impedire l’accesso ad alcune mostre, oppure di limitare l’ingresso dei gruppi soltanto in alcuni orari «in modo da garantire la qualità della visita a tutto il pubblico».
Il Rijksmuseum museum di Amsterdam 

Perché l’esigenza principale è di assicurare a tutti un’esperienza che non sia soltanto turistica, che non si esaurisca in una rapida occhiata al ritratto più famoso, ma che sia culturale e invogli in primo luogo a tornare al museo e a visitarne altri.
Lo sottolinea Paolo Giulierini, direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli, uno tra i poli museali che negli ultimi anni hanno aumentato in modo più sensibile le affluenze: «Noi non abbiamo i problemi degli Uffizi e non siamo al livello di guardia, tanto che puntiamo a un milione di visitatori - osserva - ma in prospettiva occorreranno dei correttivi per garantire la qualità della visita, valore primario dell’esperienza in un museo». Di “valore” parla anche Tiziana Maffei, presidente dell’International council of museum Italia: «Ogni museo ha una missione, che deve declinare sulla base della propria identità, della propria visione e dei propri valori - dice la presidente Icom - Ogni museo fa caso a sé, non è opportuno generalizzare e dire che i gruppi sono un problema per tutti. Il tema connesso a quanto deciso dagli Uffizi è infatti quello dell’autonomia gestionale: ogni museo deve avere consapevolezza delle sue potenzialità e attuare strategie mirate».
Il museo archeologico nazionale di Napoli 

Antonio Lampis, direttore generale musei del Mibac, plaude alla decisione di Schmidt: «Ha fatto benissimo, nei musei bomboniera come gli Uffizi i gruppi sono un problema ed è giusto che chi causa un problema paghi di più. Sono molto contento che abbiano preso questa decisione e mi auguro che la seguano altre istituzioni, come la Galleria Borghese di Roma».

È un suggerimento di cui la direttrice della Galleria romana, Anna Coliva, non ha bisogno, perché, afferma: «Ci stavamo pensando e stavamo esplorando gli aspetti di tipo amministrativo, ma adesso che gli Uffizi hanno aperto la via sarà più facile. Abbiamo già messo in atto strategie per garantire la qualità delle visite con l’istituzione del numero chiuso e le entrate contingentate a orario- spiega la direttrice - ma il nostro obiettivo è anche incoraggiare soprattutto chi vive a Roma a venire o tornare al museo. Uno dei problemi per i musei di grande afflusso, infatti, è di avere a cuore non soltanto i turisti, ma chi vive in città. Bisogna trovare soluzioni per i residenti, perché i gruppi sono avvantaggiati da una guida che prenota per loro e dalla visita organizzata. I 70 euro in più non li danneggiano, perché si spalmano su più persone».