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Manifestazione a Bologna 

Boom di volontari. "Speranza per tanti malati"

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Lunghe file nelle piazze, nelle scuole, università, aziende e pure nei circoli del dopolavoro. Un miracolo Alex l’ha già fatto: ha spinto migliaia di persone a rendersi disponibili per la donazione. I suoi capelli biondi, il suo sorriso tra i tubicini, lo hanno fatto diventare un testimonial fantastico per tutti quelli che aspettano un dono, un trapianto che salverà loro la vita. Lui c’è arrivato a un soffio. Nei giorni scorsi nei registri internazionali era stato trovato un donatore compatibile al 90% che però al momento del prelievo si è tirato indietro.
La solidarieta': tremila in fila a Napoli 

I servizi sanitari per la raccolta del midollo una corsa a donare del genere non l’avevano mai vista. In un mese, dal 25 ottobre a oggi, hanno fatto oltre metà del lavoro che di solito svolgono in un anno. Sono 13 mila, stando al Ce…
Lunghe file nelle piazze, nelle scuole, università, aziende e pure nei circoli del dopolavoro. Un miracolo Alex l’ha già fatto: ha spinto migliaia di persone a rendersi disponibili per la donazione. I suoi capelli biondi, il suo sorriso tra i tubicini, lo hanno fatto diventare un testimonial fantastico per tutti quelli che aspettano un dono, un trapianto che salverà loro la vita. Lui c’è arrivato a un soffio. Nei giorni scorsi nei registri internazionali era stato trovato un donatore compatibile al 90% che però al momento del prelievo si è tirato indietro.
La solidarieta': tremila in fila a Napoli 

I servizi sanitari per la raccolta del midollo una corsa a donare del genere non l’avevano mai vista. In un mese, dal 25 ottobre a oggi, hanno fatto oltre metà del lavoro che di solito svolgono in un anno. Sono 13 mila, stando al Centro nazionale trapianti e al Registro donatori midollo osseo, gli italiani che hanno fatto l’analisi della saliva e sono stati messi in lista come potenziali donatori. Circa 2mila sono già dentro ufficialmente, per gli altri si corre, per averli a disposizione nei prossimi giorni. Per accelerare le analisi necessarie alla cosiddetta tipizzazione su un numero così alto di campioni, da Roma hanno chiesto aiuto alle Regioni e soprattutto a un laboratorio Usa, dove è stato inviato buona parte del materiale biologico prelevato. Gli esami svolti oltre oceano sono pronti in 10-15 giorni.
La coda a Milano 


E la corsa contro il tempo non è finita: le donazioni continuano. Le lunghe code nelle piazze di città come Napoli e Roma si sono trasformate in incontri per la raccolta di adesioni in piccole realtà. I servizi degli ospedali e soprattutto le associazioni come Admo organizzano di continuo appuntamenti in mezza Italia. Dalla Sapienza di Roma al comune di Forlì, fino al cicolino in periferia di Firenze. I numeri cresceranno (Admo parla già di 21mila campioni raccolti), e la gara per Alex diventa un’onda di speranza per tanti. «Grazie alla solidarietà esplosa questo mese, finite le tipizzazioni 85 persone potranno ricevere un trapiano», dice Gianni Rombolà dell’immunogenetica di Careggi a Firenze: «In media si usa un donatore ogni 150 persone che hanno dato la disponibilità».

Il cuore di Napoli per Alex



I malati curati grazie ai midolli raccolti sull’onda emotiva della storia di Alex potrebbero trovarsi in qualunque Paese del mondo, dove ci sono 75 banche con 35 milioni di iscritti (400mila in Italia). Quando in un ospedale qualcuno ha bisogno, i medici consultano il database alla ricerca di una compatibilità. Il fattore etnico è decisivo, la probabilità di trovare un donatore efficace segue le storie dell’emigrazione e la relativa distanza genetica tra i genitori di Alex, di origini venete e campane, rendono difficile trovargli un “fratello genetico” perfettamente compatibile.

Ogni anno circa 1.800 pazienti italiani, soprattutto malati di leucemia, ricevono il trapianto. Oltre metà degli interventi avviene grazie alla donazione di genitori o fratelli, per gli altri si ricorre ai registri mondiali.
Anche Alex, in realtà, aveva trovato un midollo con alta compatibilità ma all’ultimo momento il donatore ha ritirato la disponibilità. Non si sa da dove provenisse: ricevente e donatore, anche potenziale, non devono mai conoscersi. Di certo non era uno dei 2mila italiani il cui patrimonio genetico è stato tipizzato in questi giorni: lo escludono dal Registro donatori, che di trova a Genova.

Ma forse la solidarietà per il bambino ricoverato a Londra sta regalando speranze. Nei giorni scorsi una famiglia di Brescia ha chiamato i familiari di Alex. «Ci hanno ringraziato, hanno finalmente trovato un donatore per il loro bimbo. Chissà, ci hanno detto, forse lottando per vostro figlio salverete il nostro».