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De Angelis: "La mia preghiera per le bambine abusate di Castel Volturno"

Nell'ultimo anno 44 giovanissime straniere, vittime di stupri e costrette alla prostituzione, sono state curate dal dottor Denis Mukwege. Il film del regista napoletano Edoardo De Angelis, "Il vizio della speranza", appena uscito, prende ispirazione dalle loro storie.
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Edoardo De Angelis è nato a Napoli nel 1978. Ha esordito al cinema nel 2011 con il film "Mozzarella Stories"; è regista, sceneggiatore e produttore di "Perez" del 2014 e "Indivisibili" del 2016: ambientato a Castel Volturno, ha vinto sei David di Donatello, altrettanti Nastri d’argento, otto Ciak d’oro e un Globo. Ancora, in questa terra De Angelis ha girato il nuovo film, "Il vizio della speranza", la storia di Maria che prende ispirazione dalle vicende reali di molte ragazze che vivono ogni giorno un purgatorio senza fine.

Nota di regia del 25 Novembre 2018. Una bestemmia d’amore. La terra che mi riporta sempre a sé come un elastico che si tende e viene rilasciato è femmina. Ospita nel suo letto il fiume maschio che trasporta l’acqua che la ingravida. Mentre l’aria soffia sul fuoco per attizzarlo. Le forze della natura stanno in conflitto perenne, maschio e femmina combattono amorosame…
Edoardo De Angelis è nato a Napoli nel 1978. Ha esordito al cinema nel 2011 con il film "Mozzarella Stories"; è regista, sceneggiatore e produttore di "Perez" del 2014 e "Indivisibili" del 2016: ambientato a Castel Volturno, ha vinto sei David di Donatello, altrettanti Nastri d’argento, otto Ciak d’oro e un Globo. Ancora, in questa terra De Angelis ha girato il nuovo film, "Il vizio della speranza", la storia di Maria che prende ispirazione dalle vicende reali di molte ragazze che vivono ogni giorno un purgatorio senza fine.

Nota di regia del 25 Novembre 2018. Una bestemmia d’amore. La terra che mi riporta sempre a sé come un elastico che si tende e viene rilasciato è femmina. Ospita nel suo letto il fiume maschio che trasporta l’acqua che la ingravida. Mentre l’aria soffia sul fuoco per attizzarlo. Le forze della natura stanno in conflitto perenne, maschio e femmina combattono amorosamente la guerra infinita della generazione. Su questa terra, esseri umani di sesso maschile e femminile fanno lo stesso, imitando la natura per un’attitudine innata la cui origine è impossibile individuare. Ogni tanto, tra gli esseri umani, qualcuno imita il mostro informe della rabbia cieca e la potenza dell’accoppiamento degenera in violenza, il sogno sublime della schermaglia amorosa lascia il posto all’incubo nero della sopraffazione. Il letto si smonta, il ventre si spacca, la natura, amputata, non genera più.

Capita che la forza bruta si abbatta sui corpi fragili delle femmine ancora bambine. Al cospetto dell’addome sfondato, le vesciche sul corpo e l’utero distrutto della piccola Maria, il dottor Denis Mukwege ricuce e piange. Nell’ultimo anno sono state 44 le bambine arrivate da lui nelle stesse condizioni di Maria e avevano tutte il suo stesso nome. Anche il resto del genere umano, la parte di esso che osserva, piange. Davanti a questo, l’essere umano di sesso maschile, ognuno di noi, innocente, colpevole, con Dio, senza dio, Cattolico, Induista, Musulmano, Evangelico, Pentecostale, ateo, agnostico, leghista, comunista, pagnottista, frequentatore di Tinder, padre di famiglia, scapolo impenitente, prete vestito, prete spogliato, uomo per bene, criminale accanito, spacciatore di droga, untore, medico, spazzino, disoccupato e ci siamo capiti, dovrebbe fare una cosa e solo questa. Almeno oggi. Almeno per un giorno intero, inginocchiarsi e pregare, per chiedere perdono. Non serve il segno della croce, basta l’intimità del pensiero più profondo, più vero.

Comincio io e comincio da Mary Morad, sette anni, del Ghana. Uccisa a bastonate e poi gettata nel fiume. Abbi pietà di noi. Tina, cinque figli al mondo e nessuno è con te, questa volta lo volevi tenere ma hai scoperto che è un tumore e ti sei voluta lo stesso sposare. Oggi che il tuo velo bianco è un drappo nero, abbi pietà di noi. Piccola Nasti, di madre romena e padre ignoto, nata nel Boomerang tra l'immondizia e il crack, abbi pietà di noi. Iman, dodici anni, nigeriana. Un rito assurdo voodoo di magia nera ti costringe a vendere il corpo. Abbi pietà di noi. Irina, giovane ucraina che hai rifiutato la proposta di matrimonio sbagliata e ti sei presa un colpo di pistola nella testa. Abbi pietà di noi. Virgin, guerriera zoppa e bambina che qui non hai trovato pace. Abbi pietà di noi. Destiny, hai sette anni e non parli ancora perché non sai che cosa dire. Abbi pietà di noi. Isabel, lo stregone con le mani nelle scarpe ti ha spinto via il bambino e te lo ha ucciso con i tacchi, tu che hai chiamato il tuo peluche Freedom come lui, mentre lo accarezzi, abbi pietà di noi. Lorenza, nata e cresciuta sulla riva destra del Volturno, componi pezzi rap mentre sorvegli le poche barche della vecchia darsena e ricordi la tua famiglia sterminata da criminali ottusi e obesi. Abbi pietà di noi. Miriam Makeba, mamma Africa che le hai difese sempre, venuta a cantare per noi e morta di infarto sul palco a Castelvolturno, abbi pietà di noi. Hope, uccisa da tuo marito nella notte perché lo stregone gli ha promesso che in questo modo domani sarà ricco. Abbi pietà di noi. Maria, bambina e ballerina piena di piroette e sogni, orfana di padre e innocente, violentata brutalmente e poi gettata al fiume pure tu. Abbi pietà di noi. Edoardo De Angelis. Cento chilogrammi. Maschio.