Rigopiano, la distruzione nelle immagini del Soccorso alpino
Automobili conficcate nella neve, tronchi d'albero che spuntano dalle pareti del varco creato dalle ruspe e macerie ovunque. Nelle immagini del Soccorso alpino e speleologico del Lazio, gli effetti della valanga che lo scorso 18 gennaio ha travolto l'hotel Rigopiano a Farindola, in Abruzzo
Il primo dato che emerge dalle quarantacinque pagine dell’avviso di chiusura indagini è lo stralcio del “livello politico”. Non figurano più, infatti, i nomi dei tre ex presidenti della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, Gianni Chiodi e Luciano D’Alfonso, e degli assessori regionale alla Protezione civile, presenti nel primo, e più corposo, elenco di indagati. Il procuratore capo di Pescara Massimiliano Serpi e il pm Andrea Papalia non hanno quindi ravvisato responsabilità dirette nella mancata predisposizione della Carta delle valanghe (prevista da una legge regionale abruzzese e mai realizzata completamente), che avrebbe potuto indicare Rigopiano come zona soggetta ad alto rischio valanghe e imporre la chiusura invernale dell’hotel.
Hotel Rigopiano, l'esposto del Forum H20: "In queste foto la prova di valanghe precedenti"
Prosegue l'inchiesta aperta contro ignoti dalla Procura di Pescara sulla tragedia dell'hotel Rigopiano di Farindola. Intanto spuntano immagini che documenterebbero valanghe avvenute in epoca recente. Quattro foto che il Forum H2O (che già aveva parlato di colate e accumuli di detriti preesistenti compresi quelli da valanghe sui quali era stato costruito il resort), ha allegato all'esposto inviato alla Procura di Pescara e che potrebbero fornire ulteriori spunti investigativi. "Nell'esposto oltre ad un'approfondita analisi delle procedure che nel 2007 hanno portato all'ampliamento della struttura - dicono gli ambientalisti del Forum H2O - abbiamo allegato anche alcune foto aeree disponibili online dell'Istituto Geografico Militare: quelle del 1945, del 1954, del 1975 e del 1985. Nella prima abbiamo notato nel canalone a monte dell'area dove sorgeva il Rigopiano un'evidente e vasta zona denudata dalla vegetazione, priva di alberi, che interessa una parte del versante e il fondo del vallone. Quest'area con il passare dei decenni è stata progressivamente ricolonizzata dal bosco che alla fine è tornato a ricoprirla. Ci pareva un ulteriore elemento di interesse e abbiamo chiesto quindi alla Procura di valutare se approfondire attraverso analisi di fotointepretazione queste immagini al fine di risalire all'evento che portò alla scomparsa degli alberi. Tra l'altro - conclude il Forum - proprio in questi giorni eminenti geologi hanno osservato in foto aeree ancora più recenti la persistenza di alcune differenze, ad esempio di altezza e densità dei tronchi, nel vallone rispetto alle aree limitrofe. Hanno anche segnalato un importante evento valanghivo nel 1936".
Il secondo dato è l’aggravamento della posizione del prefetto Francesco Provolo, trasferitosi nel 2017 al Viminale, presso la direzione dell’Ufficio centrale ispettivo del Dipartimento dei Vigili del fuoco. A lui, infatti, al suo ex capo di gabinetto Leonardo Bianco, la procura contesta anche l’omissione di atti di ufficio e il falso ideologico: ritardarono di due giorni l’apertura della Sala operativa della prefettura e del Centro di coordinamento dei soccorsi, mentendo sia alla Presidenza del consiglio, sia al ministro dell’Interno.
“Con nota numero 001665 del 16 gennaio 2017 a firma del Capo di Gabinetto Leonardo Bianco – si legge nell’avviso chiusura indagini – inviata alla Presidenza del consiglio dei ministri, al ministero dell’Interno e, per conoscenza, al Presidente della regione Abruzzo e alla Protezione civile, comunicavano di avere attivato quel giorno alle ore 9 la Sala operativa provinciale di protezione civile e il Centro coordinamento soccorsi in ragione della ‘precipitazione a carattere nevoso in atto, particolarmente accentuata nell’entroterra’, e di aver convocato anche la riunione del Comitato operativo della viabilità. Con nota numero 0002072 del 17 gennaio 2017, predisposta dal capo di gabinetto e firmata dal prefetto Provolo, comunicavano alla Presidenza del consiglio e al ministero dell’interno, che ‘lo scrivente si è attivato per garantire la presenza operativa della prefettura e del Comitato operativo per la viabilità – appositamente convocato nella mattinata del 16 gennaio”.
Da rifugio a resort a quattro stelle: le foto storiche dell'hotel Rigopiano
Vecchie foto in bianco e nero documentano come si presentava l'hotel Rigopiano a metà Novecento: un rifugio della sezione CAI (Club Alpino Italiano) costruito dopo la seconda guerra mondiale. Poco distante c'è un altro rifugio, il Tito Acerbo, rifugio attivo come hotel-ristorante almeno fino al 2015, stando alle recensioni presenti su TripAdvisor. Gli scatti sono stati pubblicati sulla pagina Facebook ''Abruzzo in bianco e nero'', dove gli utenti hanno comparato la vecchia e la nuova struttura, ampliata nel corso dell'ultima ristrutturazione nel 2007. Confrontando le fotografie d'epoca con quelle recenti, appare evidente come una parte originaria del caseggiato sia stata inglobata nel resort a quattro stelle di Farindola.
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Due diverse note che documenterebbero la bugia. Alcune carte ufficiali e le testimonianze raccolte dagli investigatori dei Carabinieri forestali di Pescara guidati dal colonnello Anna Maria Angelozzi certificano che l’attivazione di questi due fondamentali centri per la gestione dell’emergenza maltempo furono aperti solo dopo le ore 13 del 18 gennaio. Neanche quattro ore prima della valanga.