Chiara Martegiani, protagonista e compagna per Mastandrea: "Mi sono ispirata alla sua leggerezza"
di ARIANNA FINOS
L'attore debutta regista con 'Ride', in cui racconta la storia di una giovane vedova di un operaio morto sul lavoro, che non riesce a provare il dolore che vorrebbe
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TORINO - Chiara Martegiani ha il fisico da modella e l'ironia giusta per incarnare sullo schermo l'alter ego del regista (e compagno nella vita) Valerio Mastandrea. "Non riesco a muovere la schiena, sono imbottita di farmaci. I dolori di una vertebra rotta anni fa sono tornati per il lancio al Torino Film Festival", racconta l'attrice, 32 anni. Ride è il debutto nel lungometraggio di Valerio Mastandrea, affronta tra leggerezza e dramma il tema delle morti sul lavoro e mette al centro della storia la giovane vedova di un operaio di Nettuno nei giorni in cui si prepara al funerale e proprio non riesce a piangere.
"Il set è stato duro. Ma finalmente qualcuno, Valerio, ha percepito la mia ironia". Caratteristica che rende il personaggio una sorta di versione femminile di Mastandrea, "a Valerio mi sono ispirata. Voleva quella leggerezza, quelle note che gli appartengono, che però ha trovato dentro di me, e io le ho fatte mie".…
TORINO - Chiara Martegiani ha il fisico da modella e l'ironia giusta per incarnare sullo schermo l'alter ego del regista (e compagno nella vita) Valerio Mastandrea. "Non riesco a muovere la schiena, sono imbottita di farmaci. I dolori di una vertebra rotta anni fa sono tornati per il lancio al Torino Film Festival", racconta l'attrice, 32 anni. Ride è il debutto nel lungometraggio di Valerio Mastandrea, affronta tra leggerezza e dramma il tema delle morti sul lavoro e mette al centro della storia la giovane vedova di un operaio di Nettuno nei giorni in cui si prepara al funerale e proprio non riesce a piangere.
"Il set è stato duro. Ma finalmente qualcuno, Valerio, ha percepito la mia ironia". Caratteristica che rende il personaggio una sorta di versione femminile di Mastandrea, "a Valerio mi sono ispirata. Voleva quella leggerezza, quelle note che gli appartengono, che però ha trovato dentro di me, e io le ho fatte mie". Della sua giovane vedova dice "una donna che non subisce il proprio ruolo e cerca di affrontare le cose da sola, mettendo però da parte l'emozione. È arrabbiata e frustrata di non provare nessun dolore, sente le pressioni, le aspettative degli altri su questo suo ruolo di vedova".
Condividere il set con il proprio compagno è impresa complicata, dice Mastandrea al punto che qualche volta "Chiara ha "sbroccato". "Un giorno avevo lavorato moltissimo a un monologo e sul set lui mi ha cambiato tutto. Girando la scena in cui mangiavo la pasta mi sono ingozzata tutta la mattina, mi sono regalata in pausa un pranzo luculliano e al ritorno sul set avevo i conati solo a guardare quella pasta al sugo". La passione per la recitazione è arrivata "a 19 anni, avevo già fatto una piccola parte in un film con Maurizio Zaccaro, mi disse che avevo talento. Vengo da una famiglia di dentisti di Rimini, non sapevo che fare, sono entrata di nascosto ad Amici. Chiamai i miei che mi credevano a un corso di orientamento a Roma: "Se accendete la tv ora c'è la mia sfida".
Due mesi, ed è fuori dallo show ("non so cantare né ballare"), cerca una scuola seria, entra al Centro Sperimentale. Molla dopo un anno per un film, entra in crisi, parte per Londra a studiare inglese "lavoro come cameriera, agente immobiliare. Torno a Roma per i provini. E per Valerio. Un anno e mezzo fa, lui la ingaggia per dare le battute agli attori di Ride, "dopo due mesi mi chiama a Napoli, dove lui stava girando una serie "ti devo dire una cosa bella e tremenda", è il ruolo. Si prende il grande rischio". Che lei ha ripagato con impegno assoluto. Il rapporto oggi è cresciuto, "girare un film insieme è come un figlio: ora è il momento che voli". Nel frattempo lei è volata in Svezia e girato la serie thriller, The Sanctuary, ora co-scrive una miniserie su "una storia al femminile in cui l'ironia non mancherà".