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Il pesce vipera di Sloane (Foto: Paul Caiger e The Woods Hole Oceanographic Institution) 

Quei mostri in fondo al mare, ecco i pesci che vivono nell'oceano più profondo

Spedizione negli abissi. Un singolare “censimento” per tentare di salvaguardare l’ecosistema
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Una zona oscura, che però è di fondamentale importanza per salvare il pianeta. I ricercatori chiamano “twilight zone” quella porzione di oceano tra i duecento e i mille metri di profondità, dove la luce del sole non arriva o è poco più di un barlume e dove vive un numero di pesci dieci volte maggiore di quello che nuota in superficie.

Un aspetto spaventoso
Sono creature dall’aspetto spaventoso, con occhi enormi e fauci temibili, ma che spesso sono grandi quanto un dito o il palmo della mano. Hanno nomi imponenti come il pesce ascia (Argyropelecus hemigymnus) e affascinanti organi come i fotofori, che permettono loro di produrre luce. Hanno sistemi di difesa ingegnosi, come il calamaro di vetro (Teuthowenia pellucida), che invece di schizzare il nero all’esterno lo diffonde all’interno del corpo, diventando un palloncino immangiabile. Hanno fauci enormi come il pesce vipera (Chauliodus sloani), ma sono soprattutto prede …
Una zona oscura, che però è di fondamentale importanza per salvare il pianeta. I ricercatori chiamano “twilight zone” quella porzione di oceano tra i duecento e i mille metri di profondità, dove la luce del sole non arriva o è poco più di un barlume e dove vive un numero di pesci dieci volte maggiore di quello che nuota in superficie.

Un aspetto spaventoso
Sono creature dall’aspetto spaventoso, con occhi enormi e fauci temibili, ma che spesso sono grandi quanto un dito o il palmo della mano. Hanno nomi imponenti come il pesce ascia (Argyropelecus hemigymnus) e affascinanti organi come i fotofori, che permettono loro di produrre luce. Hanno sistemi di difesa ingegnosi, come il calamaro di vetro (Teuthowenia pellucida), che invece di schizzare il nero all’esterno lo diffonde all’interno del corpo, diventando un palloncino immangiabile. Hanno fauci enormi come il pesce vipera (Chauliodus sloani), ma sono soprattutto prede di pesci e cetacei che si immergono in profondità per mangiarli a grandi bocconi.

La salute degli oceani
Su queste ed altre creature, e sul loro ambiente estremo e straordinario, il fotografo e biologo Paul Cager e i ricercatori della Woods Hole Oceanographic Institution hanno acceso i riflettori per sostenere una campagna di studi indispensabile per salvare non soltanto l’ambiente marino. L’ecosistema della “twilight zone” ha infatti un ruolo fondamentale per limitare il riscaldamento globale e l’abbondanza di specie ha già attirato l’industria della pesca intensiva in acque profonde. Ricercatori come Heidi Sosik hanno lanciato un allarme: «Dobbiamo intraprendere un viaggio di ricerca in un ambiente quasi impossibile e prendere decisioni che saranno decisive per la salute degli oceani».