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La discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo dopo la strage 

“Giulia si è svegliata ma ho dovuto dirle che la sua amica non c’è più”

Il dolore della madre di una ferita nella strage della Lanterna Azzurra, in cui sono morti cinque suoi coetanei  
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ANCONA - E Benny dov'è? E le altre? E Lucia? Mamma, sai, mi ha salvata nonno Romolo, lui diceva sempre che bisogna lanciare il cuore oltre l'ostacolo". Nel silenzio ovattato della terapia intensiva Giulia Fabbri, 15 anni, ha ricominciato a vivere. Ma Chiara e Caterina, la mamma e la zia, la loro felicità la sussurrano piano, perché Giulia si è salvata, adesso respira da sola, ieri ha mangiato un gelato alla fragola, invece la sua amica del cuore e compagna di liceo, Benedetta Vitali, non ce l'ha fatta. È morta a 15 anni, schiacciata dalla folla, nella notte da incubo della Lanterna Azzurra. "Vedere una figlia che riapre gli occhi, dopo tre giorni di coma, significa rinascere. Sembra di metterla al mondo una seconda volta. Ha chiesto dove fosse, cosa era successo, ha chiesto delle amiche, di sua sorella Lucia, per fortuna salva. La cosa più dura, però, è stata dirle la verità".

È toccato a…
ANCONA - E Benny dov'è? E le altre? E Lucia? Mamma, sai, mi ha salvata nonno Romolo, lui diceva sempre che bisogna lanciare il cuore oltre l'ostacolo". Nel silenzio ovattato della terapia intensiva Giulia Fabbri, 15 anni, ha ricominciato a vivere. Ma Chiara e Caterina, la mamma e la zia, la loro felicità la sussurrano piano, perché Giulia si è salvata, adesso respira da sola, ieri ha mangiato un gelato alla fragola, invece la sua amica del cuore e compagna di liceo, Benedetta Vitali, non ce l'ha fatta. È morta a 15 anni, schiacciata dalla folla, nella notte da incubo della Lanterna Azzurra. "Vedere una figlia che riapre gli occhi, dopo tre giorni di coma, significa rinascere. Sembra di metterla al mondo una seconda volta. Ha chiesto dove fosse, cosa era successo, ha chiesto delle amiche, di sua sorella Lucia, per fortuna salva. La cosa più dura, però, è stata dirle la verità".

È toccato a Caterina spiegare, la zia che di lavoro fa la psicologa, e ha condiviso con la mamma di Giulia le lunghe veglie nella terapia intensiva, all'ospedale di Ancona. "Abbiamo scelto di parlarle subito, appena ha ricominciato a respirare da sola. Non volevamo che sapesse la verità aprendo il suo cellulare o leggendo i social. È stato un colpo durissimo. "Davvero, zia, Benedetta non c'è più?", mi ha chiesto più volte. "E adesso come faranno i suoi genitori?". Pallavolista, bionda, fan di Chiara Ferragni, Giulia ha delle lesioni da schiacciamento, della strage ricorda poco, forse qualche ombra, come un puzzle in cui mancano tanti pezzi. "Adesso è lucida, felice di essere viva e disperata per la morte della sua amica, ci vorrà tempo e pazienza per elaborare un lutto così grande".

Un lutto e un trauma collettivo. Infatti, Caterina, proprio dal letto di Giulia, lancia un appello alle centinaia di ragazzi che erano in discoteca quella sera. "Fatevi sostenere, chiedete aiuto alle persone qualificate, avete visto ciò che non avreste mai dovuto vedere". C'è un via vai silenzioso davanti alla terapia intensiva, dove sono ricoverati ancora sei ragazzi gravemente feriti alla Lanterna Azzurra, ma il senso di speranza è grande. Arrivano gli amici, indossano i camici, entrano, escono. Qualcuno si commuove. "Gli ho fatto sentire le sue canzoni preferite, speriamo che si svegli".
"Sono felice per mia figlia, è naturale, ma sono affranta per Benedetta", dice Chiara, mentre porta il gelato alla fragola a Giulia. E Caterina aggiunge che soltanto adesso l'adrenalina di quella notte sta scivolando via. "Se penso che sotto quella calca in cui sono morti Asia, Daniele, Emma, Benedetta, Mattia, quella povera mamma, Eleonora, potevano esserci anche Giulia e Lucia, mi si gela il sangue. Allora penso a Giulia che ha aperto gli occhi, senza danni cerebrali. Penso ai tanti gesti di eroismo di quella notte, in cui i ragazzi si sono aiutati a vicenda, i più forti cercavano di tirare fuori gli amici feriti, una solidarietà incredibile. Ma questo trauma se lo porteranno dentro a lungo, per questo devono chiedere aiuto, parlare, condividere il dolore".

È tornata alla vita, Giulia, e si è ricordata del nonno, il suo monito a guardare sempre avanti. Chiara, la mamma: "Siamo una famiglia unitissima". "Adesso devo gettare il cuore oltre l'ostacolo" ha ripetuto Giulia, come fosse riapprodata da un lungo viaggio. Chissà se un giorno ricorderà. "Mia nipote adora Chiara Ferragni", ripete la zia Caterina, "sarebbe bello se in questo momento, in cui è ancora così fragile, Ferragni le mandasse un messaggio, una mail, un biglietto. Sì, sono cose da adolescenti, ma come dice Giulia dobbiamo guardare avanti. Anche per Benedetta che non c'è più".