Andrea Bizzotto: "Un libro per mia figlia che non crescerò, voglio raccontarle chi era suo padre"
Enrico Ferro , di ENRICO FERROIl 33enne veneto, malato terminale, ha scritto una biografia-testamento per la piccola Giulia Grace, 20 mesi: "Le lascio anche alcune raccomandazioni: rispettare gli altri e aiutarli sempre, a scuola e fuori. Fare tanti viaggi e imparare a suonare"
"Nessuno merita un tumore incurabile a trentatré anni. Io meritavo la possibilità di crescere e educare la mia piccola Giulia Grace, accompagnarla il primo giorno di scuola, prepararle il suo piatto preferito, fare un viaggio da solo con lei". Il testamento di un papà che non se ne vuole andare ha preso forma nella penombra di una camera d'ospedale, con il sottofondo delle voci dei barellieri, l'odore dei disinfettanti e le cannule e i cerotti che fanno male a ogni movimento. Andrea Bizzotto, laureato in ingegneria, cuoco e gelataio per passione, cresciuto tra Padova e Bassano, emigrato in Germania per cercare lavoro e fortuna, a un certo punto ha capito che non aveva più molto tempo. Ne ha preso coscienza pochi mesi dopo aver regalato al mondo la parte migliore di sé, una bambina bionda di nome Giulia Grace. Sua figlia. Una gioia indimenticabile. Come indimenticabile è la diagnosi di un medico che parla della morte ragionand…
"Nessuno merita un tumore incurabile a trentatré anni. Io meritavo la possibilità di crescere e educare la mia piccola Giulia Grace, accompagnarla il primo giorno di scuola, prepararle il suo piatto preferito, fare un viaggio da solo con lei". Il testamento di un papà che non se ne vuole andare ha preso forma nella penombra di una camera d'ospedale, con il sottofondo delle voci dei barellieri, l'odore dei disinfettanti e le cannule e i cerotti che fanno male a ogni movimento. Andrea Bizzotto, laureato in ingegneria, cuoco e gelataio per passione, cresciuto tra Padova e Bassano, emigrato in Germania per cercare lavoro e fortuna, a un certo punto ha capito che non aveva più molto tempo. Ne ha preso coscienza pochi mesi dopo aver regalato al mondo la parte migliore di sé, una bambina bionda di nome Giulia Grace. Sua figlia. Una gioia indimenticabile. Come indimenticabile è la diagnosi di un medico che parla della morte ragionando in termini di mesi. Ecco, è stato in quel momento che Andrea, stordito dal contrappasso emotivo, ha deciso di raccontarsi in un libro per la sua bambina. Un testamento di forza e energia, di ricordi e raccomandazioni, una lunga lettera d'amore per il tempo che verrà.
Da quanto lotta contro la malattia?
"A ottobre 2016 mi hanno diagnosticato un sarcoma sinoviale al terzo stadio. È partito dalla gamba sinistra, poi si è diffuso fino ad arrivare ai polmoni".
Era un momento felice, due anni prima lei aveva scelto di cambiare professione, di lasciare l'Italia.
"Sì, mi sono laureato in ingegneria ma la mia vera passione è sempre stata la cucina. Ho deciso di emigrare in Germania per imparare a fare il gelataio. Mi sono trasferito a Witten, lì ho conosciuto Maria".
Lì è diventato anche padre.
"Mia figlia è nata a marzo del 2017. Io già facevo la chemio. Ho dovuto pregare i medici per consentirmi di staccare la flebo e assistere al parto".
Ricorda il momento preciso in cui ha deciso di scrivere questo libro per sua figlia?
"Certo, era un pomeriggio di ottobre dello scorso anno, subito dopo l'operazione al torace. Dopo qualche ora è passato il chirurgo. Mi ha fatto capire che non restava più tanto da fare. Lui mi parlava, io già iniziavo a fantasticare su un lungo scritto da lasciare a Giulia Grace".
Cosa ci ha messo dentro questo libro?
"Visto che mia figlia è troppo piccola per ricordarsi di me, ho pensato di spiegarle bene chi è suo padre. Gli amori, le aspirazioni, i cibi preferiti ma anche il nostro primo anno insieme, le sensazioni che ho provato quando l'ho presa in braccio la prima volta. Ci sono anche alcune raccomandazioni che avrei voluto farle di persona".
Quali?
"Rispettare gli altri e aiutarli, sempre. A scuola come fuori. Fare tanti viaggi, imparare a suonare uno strumento musicale, fare sport".
Insegnamenti, ricordi e che altro?
"Gli auguri di compleanno, fino al diciannovesimo anno".
Quello che doveva rimanere un testo privato è diventato pubblico. Cosa vuole comunicare con questo libro?
"Voglio diffondere energia e forza a padri e madri che si trovano nella mia stessa situazione. Questo libro mi ha aiutato a combattere, mi ha dato una ragione in più per lottare, mi ha consentito di espellere tutta la negatività che avevo dentro. 'Cancer fighter', mi piace definirmi così. Io il cancro lo combatto".
Il libro si intitola "Storia di un maldestro in bicicletta". Perché?
"Perché da bambino ero sbadato, ne combinavo di tutti i colori. È un lato buffo di me".
Il libro ora è conosciuto, l'ha anche presentato pubblicamente a Cittadella, nel Padovano. È soddisfatto?
"Sto ricevendo molti messaggi di solidarietà e incoraggiamento. Quanto al libro, se venderò qualche copia il ricavato sarà destinato a un fondo a cui Giulia Grace potrà accedere da grande. Un altro regalo del suo papà".
Da quanto lotta contro la malattia?
"A ottobre 2016 mi hanno diagnosticato un sarcoma sinoviale al terzo stadio. È partito dalla gamba sinistra, poi si è diffuso fino ad arrivare ai polmoni".
Era un momento felice, due anni prima lei aveva scelto di cambiare professione, di lasciare l'Italia.
"Sì, mi sono laureato in ingegneria ma la mia vera passione è sempre stata la cucina. Ho deciso di emigrare in Germania per imparare a fare il gelataio. Mi sono trasferito a Witten, lì ho conosciuto Maria".
Lì è diventato anche padre.
"Mia figlia è nata a marzo del 2017. Io già facevo la chemio. Ho dovuto pregare i medici per consentirmi di staccare la flebo e assistere al parto".
Ricorda il momento preciso in cui ha deciso di scrivere questo libro per sua figlia?
"Certo, era un pomeriggio di ottobre dello scorso anno, subito dopo l'operazione al torace. Dopo qualche ora è passato il chirurgo. Mi ha fatto capire che non restava più tanto da fare. Lui mi parlava, io già iniziavo a fantasticare su un lungo scritto da lasciare a Giulia Grace".
Cosa ci ha messo dentro questo libro?
"Visto che mia figlia è troppo piccola per ricordarsi di me, ho pensato di spiegarle bene chi è suo padre. Gli amori, le aspirazioni, i cibi preferiti ma anche il nostro primo anno insieme, le sensazioni che ho provato quando l'ho presa in braccio la prima volta. Ci sono anche alcune raccomandazioni che avrei voluto farle di persona".
Quali?
"Rispettare gli altri e aiutarli, sempre. A scuola come fuori. Fare tanti viaggi, imparare a suonare uno strumento musicale, fare sport".
Insegnamenti, ricordi e che altro?
"Gli auguri di compleanno, fino al diciannovesimo anno".
Quello che doveva rimanere un testo privato è diventato pubblico. Cosa vuole comunicare con questo libro?
"Voglio diffondere energia e forza a padri e madri che si trovano nella mia stessa situazione. Questo libro mi ha aiutato a combattere, mi ha dato una ragione in più per lottare, mi ha consentito di espellere tutta la negatività che avevo dentro. 'Cancer fighter', mi piace definirmi così. Io il cancro lo combatto".
Il libro si intitola "Storia di un maldestro in bicicletta". Perché?
"Perché da bambino ero sbadato, ne combinavo di tutti i colori. È un lato buffo di me".
Il libro ora è conosciuto, l'ha anche presentato pubblicamente a Cittadella, nel Padovano. È soddisfatto?
"Sto ricevendo molti messaggi di solidarietà e incoraggiamento. Quanto al libro, se venderò qualche copia il ricavato sarà destinato a un fondo a cui Giulia Grace potrà accedere da grande. Un altro regalo del suo papà".