Ma i ritardi innescano la polemica. La situazione più critica per i trasporti
Aggiornato alle 4 minuti di lettura
MATERA. Gli abbonamenti viaggiano a un ritmo di 300 al giorno. Nel quartier generale della Fondazione Matera 2019 aspettavano con ansia il lancio del “passaporto” per la Capitale europea della cultura. L’enorme partecipazione, a volte critica altre entusiasta, che ha accompagnato questi quattro anni si sta traducendo in numeri. Ci vogliono 19 euro (12 per i cittadini lucani) per essere protagonisti, per 365 giorni, dell’evento culturale dell’anno che trasformerà Matera in una delle mete più ambite del turismo internazionale. Alle pareti dell’ex convento di Santa Lucia, che ospita i 60 dipendenti al lavoro per Matera 2019, compaiono ogni giorno nuove fotografie: sono quelle delle bande musicali che confluiranno da ogni parte d’Europa alla cerimonia d’apertura del 19 gennaio.
Lo slogan
Open Future è lo slogan scelto dalla Fondazione Matera 2019. Il futur…!-->!-->
MATERA. Gli abbonamenti viaggiano a un ritmo di 300 al giorno. Nel quartier generale della Fondazione Matera 2019 aspettavano con ansia il lancio del “passaporto” per la Capitale europea della cultura. L’enorme partecipazione, a volte critica altre entusiasta, che ha accompagnato questi quattro anni si sta traducendo in numeri. Ci vogliono 19 euro (12 per i cittadini lucani) per essere protagonisti, per 365 giorni, dell’evento culturale dell’anno che trasformerà Matera in una delle mete più ambite del turismo internazionale. Alle pareti dell’ex convento di Santa Lucia, che ospita i 60 dipendenti al lavoro per Matera 2019, compaiono ogni giorno nuove fotografie: sono quelle delle bande musicali che confluiranno da ogni parte d’Europa alla cerimonia d’apertura del 19 gennaio.
Lo slogan
Open Future è lo slogan scelto dalla Fondazione Matera 2019. Il futuro tra i Sassi è cominciato quattro anni fa. Il 17 ottobre 2014, giorno della designazione. L’attrattività turistica della città è esplosa. Su booking.com sono raddoppiate le strutture ricettive che ora sono oltre 700 con tassi di prenotazioni tra più alti d’Europa. Anche i dati di Unioncamere confermano una crescita del 300% delle strutture ricettive mentre i ristoranti sono passati da 297 a 395. «Ma dopo il 2019 cosa resterà di tutto questo?», si domanda Aldo Montemurro osservando il cantiere della stazione di Boeri. Vent’anni fa il suo fu il primo b&b della città. Il tema è molto dibattuto soprattutto dopo che il "New York Times" ha dato risalto alle dichiarazioni del sindaco De Ruggieri: «Non vogliamo turisti». Il direttore artistico della Fondazione Matera 2019, Paolo Verri dribbla la polemica: «Siamo contro l’overtourism che rischia di snaturare la città. Ma accoglieremo tutti i cittadini temporanei che vorranno fare il passaporto per Matera 2019». «Sì, la capitale ha creato turismo, ma è necessario gestire il fenomeno, senza lasciarsi togliere l’anima. Gli intellettuali, gli artisti e i narratori del luogo rivestono un ruolo fondamentale affinché si possa mantenere la propria identità» ammonisce la scrittrice materana Mariolina Venezia, Premio Campiello nel 2007.
La polemica
Non è ancora tutto pronto. La città pullula di cantieri e la polemica politica è aspra. Ma Verri vive sereno i 31 giorni che lo dividono dall’inaugurazione del programma di Matera 2019, composto da 2000 eventi per 48 settimane di appuntamenti quotidiani; 80 progetti originali, la metà dei quali realizzati con il coinvolgimento di 3 mila lucani; migliaia gli artisti. Se gli si chiede di indicare i tre momenti fondamentali, comincia dalla cerimonia inaugurale, che porterà in città 54 bande, espressione delle capitali europee della cultura e dei paesi della Basilicata. Duemila musicisti entreranno marciando e suonando nella città dei Sassi per 19 ore, dalle 10 a notte fonda, «per una giornata indimenticabile, dalle 19 alle 20 in diretta su Raiuno, con dichiarazione ufficiale di apertura del presidente della Repubblica Sergio Mattarella». Il tema del futuro è dominante. Per capire la città in queste ore non basta attraversarla in compagnia di una guida. Ci vorrebbe piuttosto un rabdomante. Sarà un successo o un clamoroso flop? Si è più orgogliosi di un programma culturale realizzato nei tempi investendo 48 milioni, invece dei 52 preventivati, o spaventati per i lavori in corso che assediano la città? I materani sono divisi tra paradiso e inferno.
La Commedia
Allora, dal 17 maggio al 2 giugno a essere chiamato in causa sarà direttamente il sommo poeta, Dante Alighieri. Marco Martinelli ed Ermanna Montanari del Teatro delle Albe realizzeranno tra i Sassi una versione partecipata del suo Purgatorio con 800 cittadini e 1.200 partecipanti complessivi, impegnati a recitare come a costruire scenografie. La Cantica sarà messa in scena per le piazze, fra le strade, con i registi a far da guida di un grande corteo che, simbolicamente, partirà dalla chiesa del Purgatorio e che racchiude il senso di Matera 2019 secondo Verri: la partecipazione. Come nella Cavalleria Rusticana realizzata da Giorgio Barberio Corsetti e il San Carlo di Napoli. Mentre dal 18 al 20 luglio (giorno in cui in tutto il mondo si festeggeranno i 50 anni dal primo passo dell’uomo sulla Luna), Matera chiama Houston nella Cava del Sole si celebrerà l’allunaggio con un progetto in anteprima mondiale firmato da Brian Eno. È il terzo evento segnalato da Verri. L’ambizione di Matera è alle stelle e la prova generale sarà il Capodanno di Rai Uno.
(ha collaborato Antonella Gaeta)
I Sassi dal cielo: un drone racconta le meraviglie di Matera
La città è ancora un cantiere: in ritardo i lavori per strade e treni
MATERA. A un mese dal taglio del nastro di Matera 2019 manca il palcoscenico del grande show che coinvolgerà duemila musicisti da tutto il mondo. Gli operai sono ancora al lavoro per allestire nell’ex Cava del Sole il principale teatro della città della Cultura. Anzi l’unico. L’ex teatro Duni è rimasto un rudere abbandonato, mentre tutto attorno, tra i Sassi si lavora ai dettagli. Matera è ancora un cantiere. Anzi, tanti cantieri. Sarà un successo o una figuraccia? I materani sono divisi. Ciò che non è difficile intuire sono i timori del governo. La ministra Barbara Lezzi ha abituato Comune e Regione ai sopralluoghi a sorpresa. «Siamo in ritardo» spronava fino a novembre. L’ultima dichiarazione, di tre giorni fa, è già un mettere le mani avanti. «Personalmente ho fatto il possibile per velocizzare la realizzazione delle opere. Posso assicurare che Matera non verrà dimenticata dopo il 2019, ma proseguiremo a lavorare affinché abbia i collegamenti che merita». Appunto, dopo il 2019. Perché le principali infrastrutture messe in cantiere per la Capitale europea della cultura saranno pronte quando tutto sarà al termine.
I cantieri a Matera
I trasporti
Nonostante gli investimenti messi in campo dalle Regioni Basilicata e Puglia, dall’Anas e dalle Ferrovie Appulo Lucane, Matera arriva all’appuntamento con la storia come uno dei capoluoghi di provincia meno facilmente raggiungibili d’Italia. L’aeroporto più vicino è il Karol Wojtyla di Bari ma solo due aziende private hanno bus a in partenza dallo scalo, per un totale di sei corse al giorno, con un tempo di percorrenza che sfiora i cento minuti. L’agenzia nazionale Invitalia ha il compito di appaltare le risorse per aumentare i trasporti, assicurando una corsa in bus circa ogni mezz’ora. Ma la procedura non è stata ancora completata. La principale strada d’accesso resta la Bari-Matera. L’unica alternativa per chi arriva in aereo o viaggia a bordo di pullman privati da Roma o Milano. Sulla statale 96 i lavori dell’Anas sono in corso per realizzare due corsie per senso di marcia lungo i 60 chilometri che separano i due capoluoghi. Entro il 19 gennaio non sarà terminato il cantiere che dovrebbe portare l’attuale ora di percorrenza a 40 minuti. I mezzi pesanti restano e rallentano ulteriormente il percorso a ostacoli verso Matera.
I cantieri a Matera
I ritardi
E se Cristo si è fermato ad Eboli, Ferrovie dello Stato l’ha fatto a Ferrandina. Matera non è servita dalla principale infrastruttura ferroviaria italiana. Esiste un solo Frecciarossa al giorno che ferma a 40 chilometri da Matera. L’alternativa è un bus sostitutivo da Salerno per chi viaggia con Trenitalia o Italo. Ma la strada che dal Tirreno si arrampica fino alla Capitale della cultura è anche peggio della Bari-Matera. Restano le Ferrovie Appulo Lucane. Sono numerosi i lavori in corso per il raddoppio selettivo dei binari, in compartecipazione tra Regione Puglia, Basilicata e Fal per ridurre il tempo di viaggio e assicurare, anche per gli automobilisti che lasceranno l’auto nel parcheggio di scambio di Serra Rifusa (questo ormai completo), l’arrivo nella nuovissima stazione di Matera Centrale firmata da Stefano Boeri: un’opera avveniristica da 7 milioni di euro. Ma che tra un mese sarà pronta solo a metà. Di chi è la responsabilità di questi ritardi? Non della Fondazione Matera2019 che ha lavorato e investito quasi esclusivamente sul cartellone culturale pronto da mesi. Per le infrastruttura è mancata invece una cabina di regia. Numerose e non sempre coordinate le stazioni appaltanti e gli enti locali coinvolti sui diversi fronti. Tra l’aggiudicazione e l’inaugurazione dell’evento si sono succeduti due sindaci e altrettanti governi di colori diversi. Solo la giunta regionale è la stessa. Quello che ha fatto è stato chiedere una deroga non sugli appalti ma per restare in carica sei mesi in più.
– p.rus.
(Ha collaborato Gianvito Rutigliano)