Cronaca

Regali tecnologici: ecco come liberarsi dei vecchi apparecchi

Sotto l'albero sono i doni più gettonati, ma spesso i cassonetti delle feste tracimano di rifiuti smaltiti in maniera inadeguata. Piccola guida per aiutare l'ambiente e le tasche dei consumatori

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Sotto l'albero ci sono il nuovo telefonino, il rasoio elettrico di ultima generazione e la versione più recente della console di gioco. Restano invece nel cassetto (quando va bene) o smaltiti in maniera non corretta i modelli che non si usano più, con grave danno per l'ambiente e talvolta anche per le tasche.

Prodotti elettrici ed elettronici che dismettiamo possono infatti avere una seconda vita se smaltiti in maniera corretta o addirittura se riciclati a dovere. Prodotti come  smartphone, ebook, macchine fotografiche digitali, ma anche macchine per il caffè, frullatori, barbecue elettrici e tostapane e infine le luminarie per gli addobbi, finite le feste finiscono spesso buttati nell'indifferenziato (cosa che è anche illegale) o, nelle case dei più scrupolosi, spesso ammucchiati in un angolo in attesa di capire come e dove smaltirli.

Il consorzio Ecolamp, specializzato nella raccolta e nel riciclo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche giunte a fine vita, in occasione delle feste ha elaborato alcune linee guida utili a non sprecare e soprattutto non inquinare.
 

CENTRI DI RACCOLTA COMUNALI

Una buona idea è di raccogliere tutti i RAEE (cioè i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) in gruppo con amici, parenti o vicini di casa, così da ottimizzare l'impegno di portarli in una delle oltre 4.000 isole ecologiche comunali diffuse sul territorio nazionale. Qui sono presenti speciali contenitori, ognuno dedicato a una categoria diversa di prodotti, che permettono di avviare i rifiuti elettrici ed elettronici a corretto riciclo. È bene però ricordare che secondo la legge entrata in vigore nel luglio 2016, il cosiddetto decreto "Uno contro Zero", gli apparecchi inutilizzati si possono consegnare direttamente in negozio, senza effettuare alcun acquisto, neanche quello di un prodotto analogo. 

Se però l'Uno contro Uno vale per tutti gli apparecchi, grandi e piccoli, l'Uno contro Zero è una possibilità limitata esclusivamente ai piccoli Raee e ai negozi con superficie di vendita superiore ai 400 metri quadrati: la legge parla di una misura che non deve superare i 25 centimetri (sul lato più lungo del prodotto). Dimensione in cui rientrano comunque tantissimi elettro-rifiuti: cellulari, tablet, telecomandi, asciugacapelli, videogiochi, tostapane, radioline, frullatori, fotocamere, rasoi elettrici, chiavette usb, caricabatterie.


COME TROVARE I CENTRI RACCOLTA

Per trovare i centri di raccolta comunali più vicini si può andare sul sito del comune di appartenenza, oppure usare la app gratuita JunkerApp, che aiuta a fare la raccolta differenziata in modo semplice ed intuitivo e che riconosce i prodotti con un clic. Ancora,  sul sito di Ecolamp è disponibile una pratica mappa interattiva.
Per dare un'idea: Ecolamp nei primi sei mesi del 2018 ha raccolto oltre 1600 tonnellate di RAEE su tutto il territorio nazionale e la porzione più consistente, il 77% di questi rifiuti, è arrivata dalla raccolta differenziata dei privati cittadini. Le materie prime seconde recuperate sono i materiali che possono essere ottenuti grazie al corretto trattamento dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici, per essere reinseriti nel ciclo produttivo, secondo i principi alla base dell’Economia Circolare. Nel 2017 Ecolamp ha recuperato oltre il 96% dei materiali derivanti dalle lampadine esauste raccolte e oltre il 92% per gli altri RAEE trattati.

 

 UNA SECONDA VITA

In ogni caso, prima di portare il vecchio smartphone o di rimpiazzare il tablet con l’ultimo modello, accertiamoci che non siano più funzionanti: perché buttarli via quando possiamo cederli a qualcuno che li può ancora riutilizzare? Ci sono molte associazioni che accettano questi apparecchi e li distribuiscono a chi può averne bisogno. Spesso, anche se non sono più funzionanti, c'è chi è disposto a rimetterli in marcia. È il caso, ad esempio, di gruppi come i Restarter, che fanno dei veri e propri "party per le riparazioni" dandosi appuntamento su Facebook. I social sono una miniera per trovare appunto queste iniziative e spesso anche per offrire gli apparecchi che non usiamo più.