Il marito di Eleonora: “Lei era la mia luce, ora voglio giustizia per i nostri 4 bimbi”
Maria Novella De Luca , dalla nostra inviata MARIA NOVELLA DE LUCAUn mese dopo la strage della discoteca di Corinaldo. Parla Paolo, l'uomo che ha perso la compagna, morta per salvare la figlia. “In queste settimane abbiamo vissuto come in una bolla, c’è stato il Natale, le feste. Il vero lutto inizia adesso”. E accusa: “In nome dei soldi è stata sacrificata la vita di sei persone. Tutto era assurdo lì dentro. La sicurezza era affidata a persone senza esperienza”
SENIGALLIA - Le voci delle bambine si sentono fin dalla strada sterrata che porta alla grande casa rossa. Intorno, la dolcezza delle colline dove il sole ha sciolto la neve. Paolo arriva sulla porta con Alessandro in braccio, ci sono Gemma, Alma, Dora, gli zii, i cugini, la nonna materna, due gatti e una valanga di dolci della Befana. "Oggi è un mese che Eleonora non c'è più, è morta proprio il giorno del nostro anniversario di matrimonio, il 7 dicembre. Lei era la mia vita. Paolo, Eleonora, Gemma, Alma, Dora e Alessandro. Il nostro clan. Spesso la notte mi sveglio, la cerco e mi chiedo se ce la farò".
Tutto parla di Eleonora Girolimini in questo casale nelle campagne di Senigallia. Eleonora, mamma di quattro bambini, morta a 39 anni schiacciata dalla calca della Lanterna Azzurra dove insieme al marito Paolo Curi aveva portato la figlia maggiore, Gemma, di 11 anni, a sentire il concerto di Sfera Ebbasta. "Un concerto che non c'…
Tutto parla di Eleonora Girolimini in questo casale nelle campagne di Senigallia. Eleonora, mamma di quattro bambini, morta a 39 anni schiacciata dalla calca della Lanterna Azzurra dove insieme al marito Paolo Curi aveva portato la figlia maggiore, Gemma, di 11 anni, a sentire il concerto di Sfera Ebbasta. "Un concerto che non c'…
SENIGALLIA - Le voci delle bambine si sentono fin dalla strada sterrata che porta alla grande casa rossa. Intorno, la dolcezza delle colline dove il sole ha sciolto la neve. Paolo arriva sulla porta con Alessandro in braccio, ci sono Gemma, Alma, Dora, gli zii, i cugini, la nonna materna, due gatti e una valanga di dolci della Befana. "Oggi è un mese che Eleonora non c'è più, è morta proprio il giorno del nostro anniversario di matrimonio, il 7 dicembre. Lei era la mia vita. Paolo, Eleonora, Gemma, Alma, Dora e Alessandro. Il nostro clan. Spesso la notte mi sveglio, la cerco e mi chiedo se ce la farò".
Tutto parla di Eleonora Girolimini in questo casale nelle campagne di Senigallia. Eleonora, mamma di quattro bambini, morta a 39 anni schiacciata dalla calca della Lanterna Azzurra dove insieme al marito Paolo Curi aveva portato la figlia maggiore, Gemma, di 11 anni, a sentire il concerto di Sfera Ebbasta. "Un concerto che non c'è mai stato, una truffa che è diventata una strage", dice amaro Paolo.
Paolo, è passato un mese. Siete circondati da un enorme affetto.
"Sì, per fortuna, Eleonora e io abbiamo sempre vissuto così, avevamo ristrutturato questo casale perché fosse il centro di una grande famiglia allargata. Ci amavamo da quando lei aveva 14 anni e io 18. Eleonora aveva voluto un tavolo da pranzo così lungo, proprio per poter sempre aggiungere un piatto e accogliere gli amici".
Gemma ha undici anni, Alma e Dora sette, Alessandro un anno e mezzo. Cercano la mamma?
"Dopo i primi giorni hanno smesso di chiedere di lei. Le psicologhe dicono che è normale. In queste settimane abbiamo vissuto come in una bolla, c'è stato il Natale, le feste. Il vero lutto inizia adesso".
E Gemma?
"Si tiene tutto dentro. È lei che ha visto la mamma cadere, anzi Eleonora le ha fatto scudo con il suo corpo. Gemma è riuscita a rialzarsi e mi ha chiamato. "Babbo, la mamma è a terra". Quando l'ho vista le stavano già facendo un massaggio cardiaco. Ho provato a farle la respirazione bocca a bocca, ma le sue labbra erano già fredde. Il mio amore non c'era più".
Un mese dopo cosa avete capito di quella sera?
"In nome dei soldi è stata sacrificata la vita di cinque ragazzi e di mia moglie. Tutto era assurdo lì dentro. Avevamo comprato dei biglietti per un concerto, invece non c'era nessun concerto. C'erano migliaia di ragazzini accalcati oltre misura, Sfera Ebbasta non è mai arrivato, la sicurezza era affidata a persone senza esperienza".
E il peperoncino?
"Non è vero niente. Io ho sentito una fortissima fitta alla gola e un terribile odore di ammoniaca. Ben diverso dal peperoncino. Qualcosa di assai più tossico. Per questo i ragazzi hanno iniziato a scappare. Ma se le uscite di sicurezza fossero state tutte aperte, se quelle balaustre fossero state salde e non arrugginite e fatiscenti, non sarebbe morto nessuno. Eleonora sarebbe qui".
Paolo, lei fa il giardiniere, deve mantenere quattro figli. Pensa che riuscirete ad avere dei risarcimenti?
"Voglio combattere per avere giustizia, per mia moglie, per quei cinque ragazzi. Ma per avere un risarcimento di vorranno anni. Invece devo pensare ai miei figli adesso. Prima c'era Eleonora, in due ce la facevamo, ora sono da solo. Non lo nego, avrei bisogno di un lavoro sicuro".
Questa casa è piena di libri, di fotografie di viaggi.
"Per anni abbiamo viaggiato in Oriente, portando i bambini con noi, India, Thailandia, Laos. Eleonora parlava tre lingue, era laureata in Storia dell'Arte, amava le cose belle. E ha trasmesso questo amore alle bambine, Gemma, Alma e Dora sono brave a scuola, divorano libri. Ma Gemma mi ha detto che senza la mamma, ha paura di non riuscire più a studiare".
Avete anche un orto.
"Tutto biologico, l'orgoglio di Eleonora".
Lei diceva che il lutto inizia adesso.
"Riprende la scuola, la vita normale delle bambine. Ma senza più la mamma. Le portava dappertutto, danza, teatro, ginnastica, il medico, il nido per Alessandro. A volte il fatto che non ne parlino più mi spaventa. Così me li stringo vicini, tutti e quattro. Proverò a essere padre e madre insieme. Senza Eleonora però sembra tutto spento. La nostra luce ci è stata portata via".
Tutto parla di Eleonora Girolimini in questo casale nelle campagne di Senigallia. Eleonora, mamma di quattro bambini, morta a 39 anni schiacciata dalla calca della Lanterna Azzurra dove insieme al marito Paolo Curi aveva portato la figlia maggiore, Gemma, di 11 anni, a sentire il concerto di Sfera Ebbasta. "Un concerto che non c'è mai stato, una truffa che è diventata una strage", dice amaro Paolo.
Paolo, è passato un mese. Siete circondati da un enorme affetto.
"Sì, per fortuna, Eleonora e io abbiamo sempre vissuto così, avevamo ristrutturato questo casale perché fosse il centro di una grande famiglia allargata. Ci amavamo da quando lei aveva 14 anni e io 18. Eleonora aveva voluto un tavolo da pranzo così lungo, proprio per poter sempre aggiungere un piatto e accogliere gli amici".
Gemma ha undici anni, Alma e Dora sette, Alessandro un anno e mezzo. Cercano la mamma?
"Dopo i primi giorni hanno smesso di chiedere di lei. Le psicologhe dicono che è normale. In queste settimane abbiamo vissuto come in una bolla, c'è stato il Natale, le feste. Il vero lutto inizia adesso".
E Gemma?
"Si tiene tutto dentro. È lei che ha visto la mamma cadere, anzi Eleonora le ha fatto scudo con il suo corpo. Gemma è riuscita a rialzarsi e mi ha chiamato. "Babbo, la mamma è a terra". Quando l'ho vista le stavano già facendo un massaggio cardiaco. Ho provato a farle la respirazione bocca a bocca, ma le sue labbra erano già fredde. Il mio amore non c'era più".
Un mese dopo cosa avete capito di quella sera?
"In nome dei soldi è stata sacrificata la vita di cinque ragazzi e di mia moglie. Tutto era assurdo lì dentro. Avevamo comprato dei biglietti per un concerto, invece non c'era nessun concerto. C'erano migliaia di ragazzini accalcati oltre misura, Sfera Ebbasta non è mai arrivato, la sicurezza era affidata a persone senza esperienza".
E il peperoncino?
"Non è vero niente. Io ho sentito una fortissima fitta alla gola e un terribile odore di ammoniaca. Ben diverso dal peperoncino. Qualcosa di assai più tossico. Per questo i ragazzi hanno iniziato a scappare. Ma se le uscite di sicurezza fossero state tutte aperte, se quelle balaustre fossero state salde e non arrugginite e fatiscenti, non sarebbe morto nessuno. Eleonora sarebbe qui".
Paolo, lei fa il giardiniere, deve mantenere quattro figli. Pensa che riuscirete ad avere dei risarcimenti?
"Voglio combattere per avere giustizia, per mia moglie, per quei cinque ragazzi. Ma per avere un risarcimento di vorranno anni. Invece devo pensare ai miei figli adesso. Prima c'era Eleonora, in due ce la facevamo, ora sono da solo. Non lo nego, avrei bisogno di un lavoro sicuro".
Questa casa è piena di libri, di fotografie di viaggi.
"Per anni abbiamo viaggiato in Oriente, portando i bambini con noi, India, Thailandia, Laos. Eleonora parlava tre lingue, era laureata in Storia dell'Arte, amava le cose belle. E ha trasmesso questo amore alle bambine, Gemma, Alma e Dora sono brave a scuola, divorano libri. Ma Gemma mi ha detto che senza la mamma, ha paura di non riuscire più a studiare".
Avete anche un orto.
"Tutto biologico, l'orgoglio di Eleonora".
Lei diceva che il lutto inizia adesso.
"Riprende la scuola, la vita normale delle bambine. Ma senza più la mamma. Le portava dappertutto, danza, teatro, ginnastica, il medico, il nido per Alessandro. A volte il fatto che non ne parlino più mi spaventa. Così me li stringo vicini, tutti e quattro. Proverò a essere padre e madre insieme. Senza Eleonora però sembra tutto spento. La nostra luce ci è stata portata via".