Sei arresti per l'omicidio di Alessandro Neri: tra di loro l'amico insieme a cui comprò una pistola
Pescara, il ragazzo coinvolto in un traffico di droga. Gli appelli della mamma che cercava la verità
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PESCARA. Una partita di droga, di cocaina forse più di una non pagate, una rapina finita male. E' qui che va cercato il movente dell'omicidio di Alessandro Neri, in cui è coinvolto anche uno dei suoi amici più fidati. I dissidi in famiglia quindi non c'entravano nulla. E anche se il giovane non spacciava personalmente era però coinvolto nella compravendita della droga.
C'è una brutta storia di estorsione e droga dietro il misterioso omicidio: il giovane di Pescara fu ritrovato ucciso con un colpo di pistola alla nuca il 5 marzo dell'anno scorso sul greto di un fiume alla periferia della città. I carabinieri hanno eseguito questa mattina sei ordinanze di custodia cautelare per spaccio di stupefacenti, estorsione, porto abusivo di armi e incendio. Un centinaio le perquisizioni tra Pescara, Chieti e Teramo. I nomi degli arrestati sono Flaviano Spinelli, Junior Insolia, Yardan Insolia, Marco Lapenta, Christian De Sanctis e Giulio Spinelli.
Junior Insolia, 31 anni - era amico della vittima e insieme a lui Neri aveva acquistato una pistola. Il 29enne, riferiscono gli investigatori, era "considerato colui che investiva denari nel sostenere e supportare le attività delinquenziali di una parte degli arrestati".
Le sei persone nei confronti delle quali il Gip, su richiesta della Procura, ha emesso i provvedimenti di arresto non sono accusate di omicidio ma gli inquirenti mettono la loro cattura in diretta relazione con la fine del giovane che, il 5 marzo dell'anno scorso, dopo aver accompagnato la madre a fare la spesa, si recò con la sua auto ad un appuntamento e fu probabilmente ucciso in macchina per poi essere abbandonato sul greto di un fiume. L'auto venne poi ritrovata parcheggiata in centro a Pescara.
Le prime indagini si concentrarono sulla pista familiare perché la mamma di Alessandro, tornata dal Sudamerica qualche anno prima per andare a lavorare con il figlio nella nota azienda vitivinicola del padre, dopo qualche tempo era stata allontanata dai familiari per alcuni dissidi e lasciata fuori dagli affari.
Alessandro, ragazzo senza macchia e molto riservato, aveva cominciato ad occuparsi di aste online, comprava e rivendeva partite di merci e frequentava alcune persone coinvolte in giri di droga.