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Vaccini: anche dopo i 50 anni salva la vita

Morbillo, tetano, herpes, difterite. Influenza o polmonite. Per evitarli bisogna vaccinarsi, anche da adulti. Quando i rischi sono maggiori perché il sistema immunitario s’indebolisce
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Sono solo consigliati. Ma avvicinare gli adulti ad alcuni vaccini sarà, nei prossimi anni, uno dei punti cardine della prevenzione over. Parola di esperti. E per diversi motivi. In primis perché il sistema immunitario si indebolisce con gli anni (immunosenescenza) rendendo gli anziani maggiormente vulnerabili all’attacco di virus e batteri. In più alcune malattie di cui ci eravamo dimenticati hanno ricominciato a circolare velocemente e pericolosamente: parliamo di polmonite, herpes zoster, morbillo. Verso il quale, seguendo il tracciato anagrafico, diventa suscettibile soprattutto chi non è stato immunizzato né si è ammalato.

Semplicemente perché il vaccino o non c’era ancora o non era tra quelli consigliati anni fa. Ed è questa ora la grande sfida, legata a doppio filo con un dato: l’Oms ha posizionato al 95% il tetto utile dei vaccinati, sia che si parli di influenza che di altre malattie, per le quali esist…
Sono solo consigliati. Ma avvicinare gli adulti ad alcuni vaccini sarà, nei prossimi anni, uno dei punti cardine della prevenzione over. Parola di esperti. E per diversi motivi. In primis perché il sistema immunitario si indebolisce con gli anni (immunosenescenza) rendendo gli anziani maggiormente vulnerabili all’attacco di virus e batteri. In più alcune malattie di cui ci eravamo dimenticati hanno ricominciato a circolare velocemente e pericolosamente: parliamo di polmonite, herpes zoster, morbillo. Verso il quale, seguendo il tracciato anagrafico, diventa suscettibile soprattutto chi non è stato immunizzato né si è ammalato.

Semplicemente perché il vaccino o non c’era ancora o non era tra quelli consigliati anni fa. Ed è questa ora la grande sfida, legata a doppio filo con un dato: l’Oms ha posizionato al 95% il tetto utile dei vaccinati, sia che si parli di influenza che di altre malattie, per le quali esiste, oggi, un antidoto. Un modo per proteggere tutti. I numeri, però, dicono altro: nel 2018 i casi di morbillo nel nostro Paese sono stati 2548, inclusi 7 decessi. E il 51 per cento dei malati aveva oltre 15 anni, molti tra i 20 e i 40.

"Il morbillo è tra le malattie infettive più contagiose che ci siano, ed esistono fasce d’età suscettibili sfuggite al virus che rischiano di ammalarsi da grandi come dimostrano i casi che si sono registrati in tutta Europa. E contrarre il morbillo da adulti è molto più rischioso" spiega Giovanni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. Ma questa è solo una della patologie contro le quali esiste, oggi, un antidoto anche per chi non è più né un bambino né un adolescente. Tant’è che il piano vaccinale nazionale 2017-2019 raccomanda agli over-65 di immunizzarsi contro lo pneumococco e herpes zoster (conosciuto dai più come il fuoco di sant’Antonio) e ovviamente l’influenza. Ma la prevenzione alla quale puntano gli esperti internazionali si spinge più in là per proteggere la salute degli adulti. Perché, come rimarca Rezza "il sistema immunitario dopo una certa età reagisce meno alle aggressioni virali e i vaccini possono, in parte, proteggerci". Per questo le nuove linee guida europee suggeriscono agli adulti vaccini contro anche contro difterite, tetano, pertosse oltre all’influenza, malattie pneumococciche, herpes zoster. Ovviamente tutti antitodi strettamente consigliati ma che rappresentano un modo per assicurare ai cittadini un “invecchiamento attivo” in una zona del mondo come l’Europa dove entro il 2060 gli over-65 anni saranno il 28% della popolazione contro l’attuale 18%.

Per l’infettivologo Roberto Ieraci, referente scientifico per i vaccini della Asl Roma 1, questo vuol dire "rendere l’anziano più autosufficiente e protetto da alcune infezioni. Un tempo i numeri di chi li faceva erano davvero bassi ma ora qualcosa si sta muovendo — aggiunge — infatti sempre più adulti si vaccinano contro pneumococco e herpes zoster, complice anche il fatto che i medici di famiglia sono impegnati in questa grande opera di prevenzione". Anche se, aggiunge Ieraci "andrebbero prese in considerazione anche altre vaccinazioni in base non solo all’età ma anche alle patologie di cui si soffre". Ricordandosi, poi, che alcuni antidoti sono a tempo. Come quello contro il tetano — malattia non contagiosa ma causata da un batterio resistente e più presente di quanto si creda nel nostro ambiente — che andrebbe “richiamato” ogni dieci anni. Peccato, però, che pochi lo fanno nonostante resti una malattia temibile.

Intanto la Commissione Ue ha esortato recentemente gli stati membri a dotarsi di una rete digitalizzata delle vaccinazioni e di farlo al più presto: l’Italia si è già messa in pari istituendo, grazie a una legge licenziata a fine settembre, l’Anagrafe nazionale. Un punto fondamentale per conoscere anche che tipo di tragitto geografico potrebbe avere un virus. Ma c’è dell’altro. Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene e medicina preventiva all’Università di Pisa e autore di Informati e vaccinati, cosa sono, come funzionano e quanto sono sicuri (Carocci editore) ricorda che "oggi esistono più vaccini in grado di combattere contro molte aggressioni esterne, e questo ci rende più forti fisicamente". Un equipaggio impensabile "solo qualche decennio fa — aggiunte l’esperto — quando si moriva o ci si ammalava gravemente di poliomielite o difterite. Per questo è bene ricordare che hanno salvato milioni di persone ed evitato malattie pericolose e in futuro si aggiungeranno altre vite grazie a nuove scoperte scientifiche". Come è accaduto per il vaccino contro l’Hpv, il papilloma virus.