La rabbia dei terremotati: "Non usate i fondi europei per costruire le ciclabili"
di PAOLO G. BRERANelle Marche è polemica sulla delibera appena varata dalla Regione. Il governatore Ceriscioli: "Sono i soldi per lo sviluppo delle aree colpite dal sisma, non quelli per la ricostruzione". I comitati: "Qui manca tutto, spendeteli in scuolabus"
ROMA. Ci risiamo. Un anno e mezzo dopo, torna lo "scandalo" dei fondi per i terremotati dirottati alle piste ciclabili marchigiane. A luglio 2017, meno di un anno dopo la scossa del 24 agosto 2016, la protesta dei comitati dei terremotati fece fare marcia indietro alla giunta della Regione Marche, che aveva destinato alla realizzazione del primo tratto della pista Mare-Monti - tra l’Abbadia di Fiastra e Sarnano - una parte dei 17,5 milioni donati con gli Sms solidali. Oggi, un anno e mezzo dopo quella brusca marcia indietro, la Regione torna a far infuriare i terremotati.
“Con la delibera 36 del 22 gennaio – spiega Francesco Pastorella, portavoce del coordinamento dei comitati dei terremotati – la Regione Marche ha assegnato dieci milioni di euro per la realizzazione di piste ciclabili. Sono fondi europei destinati al sisma. Abbiamo perso 12.500 posti di lavoro, la ricostruzione è ferma al palo, l’economia non riparte, ci sono stati tolt…
“Con la delibera 36 del 22 gennaio – spiega Francesco Pastorella, portavoce del coordinamento dei comitati dei terremotati – la Regione Marche ha assegnato dieci milioni di euro per la realizzazione di piste ciclabili. Sono fondi europei destinati al sisma. Abbiamo perso 12.500 posti di lavoro, la ricostruzione è ferma al palo, l’economia non riparte, ci sono stati tolt…
ROMA. Ci risiamo. Un anno e mezzo dopo, torna lo "scandalo" dei fondi per i terremotati dirottati alle piste ciclabili marchigiane. A luglio 2017, meno di un anno dopo la scossa del 24 agosto 2016, la protesta dei comitati dei terremotati fece fare marcia indietro alla giunta della Regione Marche, che aveva destinato alla realizzazione del primo tratto della pista Mare-Monti - tra l’Abbadia di Fiastra e Sarnano - una parte dei 17,5 milioni donati con gli Sms solidali. Oggi, un anno e mezzo dopo quella brusca marcia indietro, la Regione torna a far infuriare i terremotati.
“Con la delibera 36 del 22 gennaio – spiega Francesco Pastorella, portavoce del coordinamento dei comitati dei terremotati – la Regione Marche ha assegnato dieci milioni di euro per la realizzazione di piste ciclabili. Sono fondi europei destinati al sisma. Abbiamo perso 12.500 posti di lavoro, la ricostruzione è ferma al palo, l’economia non riparte, ci sono stati tolti servizi primari quali scuolabus, farmacie e guardie mediche… Quei soldi possano essere utilizzati in modo diverso e più utile”.Tecnicamente non si tratta di fondi destinati ai terremotati, quanto piuttosto a investimenti nel cratere del sisma. Ma utilizzarli così presta il fianco alle critiche. Se negli ultimi appuntamenti elettorali M5S e Lega hanno fatto il pieno di voti, nel cratere del terremoto, queste nuove polemiche minacciano di costare caro alla giunta regionale presidiata dal centrosinistra, che vinse le elezioni nel 2015 e vorrebbe riprovarci l'anno prossimo. La vice presidente della Regione e assessora ai Lavori pubblici, Anna Casini, ha affidato la replica a Facebook “per amore di verità, contro gli sciacalli delle fake news”.
“Basta asserire che la Regione usa i soldi dei terremotati per realizzare piste ciclabili! Non è legalmente possibile - ha scritto l'assessora - perché i fondi per la ricostruzione non si possono usare per altri scopi. Inoltre, neppure un delinquente lo farebbe. Nessuno lo ha fatto e nessuno lo farà. Le somme a disposizione per la ricostruzione sono: un miliardo di euro per le opere pubbliche e 7 miliardi per le abitazioni private. La Regione ha finanziato un piano con fondi dedicati alle infrastrutture per realizzare una rete regionale di ciclabili per rendere le Marche un luogo più sostenibile, per ridurre le emissioni nocive, per implementare il turismo lento che è il futuro della nostra economia e per connettere le aree interne. Siamo capofila di 7 Regioni per la progettazione della ciclovia Adriatica, è ora di isolare chi alimenta false notizie e distrugge l’immagine della nostra Regione mettendo a rischio il futuro di tanti operatori seri e di tanti giovani che hanno investito”.
“Noi non abbiamo nulla contro le piste ciclabili – risponde Pastorella - ma non è questa la priorità: vuol dire che sono lontani anni luce dalle esigenze dei terremotati. Quei soldi potevano essere meglio spesi per l’acquisto di navette elettriche come scuolabus, per la creazione di impianti sportivi che generano lavoro e salute, per ripristino degli impianti sciistici di Ussita, Frontignano e Forche Canapine, o per il supporto al turismo enogastronomico”.
Un anno e mezzo fa, il governatore Luca Ceriscioli annunciò il blocco della destinazione degli Sms solidali alla ciclabile avvertendo che “per evitare ogni polemica o dubbio sull’utilizzo di questi fondi la Cabina di regia ha deciso di finanziare la ciclovia con le risorse strutturali europee. I 5,5 milioni andranno utilizzati per le scuole e il recupero del municipio di Arquata del Tronto”. Bene, ma la delibera 36 che impegna quei fondi porta in oggetto proprio “Eventi sismici Por Fesr 2014-2020”. Fondi europei, sì, ma non scollegati dal dramma del terremoto. Con il risultato politico di ritrovarsi al punto di partenza: sommersi dalle critiche dei terremotati con cui spiegano le vele i social media della destra populista.
Un autogol? “Non va fatta confusione - argomenta il presidente della Regione - tra i fondi stanziati per ricostruzione e quelli europei destinati allo sviluppo delle aree terremotate. Le ciclovie rientrano nel pacchetto dei 248 milioni che l’Europa destina alla rinascita dell’area colpita dal sisma, cioè a tutti quegli interventi che vanno messi in capo per dare un futuro alle comunità danneggiate dal terremoto. Non vengono realizzate a discapito della ricostruzione, che finanzia il rispristino delle scuole, degli edifici pubblici e privati, della viabilità e le misure di emergenza per i cittadini, come i Cas. I fondi europei sostengono diverse linee di sviluppo, una delle quali interessa il turismo che, nelle Marche, vede nella bicicletta uno degli assi strategici da valorizzare. Rispondere al terremoto non è solo rispondere ai bisogni immediati, ai quali si sta rispondendo, e alla ricostruzione, per la quale le risorse stanziate sono sufficienti; ma anche garantire opportunità di crescita e sviluppo. Chi non percepisce la correlazione tra ricostruzione e opportunità di sviluppo, chi guarda solo un lato del problema ricostruzione, non ha capito nulla del terremoto”.
“Con la delibera 36 del 22 gennaio – spiega Francesco Pastorella, portavoce del coordinamento dei comitati dei terremotati – la Regione Marche ha assegnato dieci milioni di euro per la realizzazione di piste ciclabili. Sono fondi europei destinati al sisma. Abbiamo perso 12.500 posti di lavoro, la ricostruzione è ferma al palo, l’economia non riparte, ci sono stati tolti servizi primari quali scuolabus, farmacie e guardie mediche… Quei soldi possano essere utilizzati in modo diverso e più utile”.Tecnicamente non si tratta di fondi destinati ai terremotati, quanto piuttosto a investimenti nel cratere del sisma. Ma utilizzarli così presta il fianco alle critiche. Se negli ultimi appuntamenti elettorali M5S e Lega hanno fatto il pieno di voti, nel cratere del terremoto, queste nuove polemiche minacciano di costare caro alla giunta regionale presidiata dal centrosinistra, che vinse le elezioni nel 2015 e vorrebbe riprovarci l'anno prossimo. La vice presidente della Regione e assessora ai Lavori pubblici, Anna Casini, ha affidato la replica a Facebook “per amore di verità, contro gli sciacalli delle fake news”.
“Basta asserire che la Regione usa i soldi dei terremotati per realizzare piste ciclabili! Non è legalmente possibile - ha scritto l'assessora - perché i fondi per la ricostruzione non si possono usare per altri scopi. Inoltre, neppure un delinquente lo farebbe. Nessuno lo ha fatto e nessuno lo farà. Le somme a disposizione per la ricostruzione sono: un miliardo di euro per le opere pubbliche e 7 miliardi per le abitazioni private. La Regione ha finanziato un piano con fondi dedicati alle infrastrutture per realizzare una rete regionale di ciclabili per rendere le Marche un luogo più sostenibile, per ridurre le emissioni nocive, per implementare il turismo lento che è il futuro della nostra economia e per connettere le aree interne. Siamo capofila di 7 Regioni per la progettazione della ciclovia Adriatica, è ora di isolare chi alimenta false notizie e distrugge l’immagine della nostra Regione mettendo a rischio il futuro di tanti operatori seri e di tanti giovani che hanno investito”.
“Noi non abbiamo nulla contro le piste ciclabili – risponde Pastorella - ma non è questa la priorità: vuol dire che sono lontani anni luce dalle esigenze dei terremotati. Quei soldi potevano essere meglio spesi per l’acquisto di navette elettriche come scuolabus, per la creazione di impianti sportivi che generano lavoro e salute, per ripristino degli impianti sciistici di Ussita, Frontignano e Forche Canapine, o per il supporto al turismo enogastronomico”.
Un anno e mezzo fa, il governatore Luca Ceriscioli annunciò il blocco della destinazione degli Sms solidali alla ciclabile avvertendo che “per evitare ogni polemica o dubbio sull’utilizzo di questi fondi la Cabina di regia ha deciso di finanziare la ciclovia con le risorse strutturali europee. I 5,5 milioni andranno utilizzati per le scuole e il recupero del municipio di Arquata del Tronto”. Bene, ma la delibera 36 che impegna quei fondi porta in oggetto proprio “Eventi sismici Por Fesr 2014-2020”. Fondi europei, sì, ma non scollegati dal dramma del terremoto. Con il risultato politico di ritrovarsi al punto di partenza: sommersi dalle critiche dei terremotati con cui spiegano le vele i social media della destra populista.
Un autogol? “Non va fatta confusione - argomenta il presidente della Regione - tra i fondi stanziati per ricostruzione e quelli europei destinati allo sviluppo delle aree terremotate. Le ciclovie rientrano nel pacchetto dei 248 milioni che l’Europa destina alla rinascita dell’area colpita dal sisma, cioè a tutti quegli interventi che vanno messi in capo per dare un futuro alle comunità danneggiate dal terremoto. Non vengono realizzate a discapito della ricostruzione, che finanzia il rispristino delle scuole, degli edifici pubblici e privati, della viabilità e le misure di emergenza per i cittadini, come i Cas. I fondi europei sostengono diverse linee di sviluppo, una delle quali interessa il turismo che, nelle Marche, vede nella bicicletta uno degli assi strategici da valorizzare. Rispondere al terremoto non è solo rispondere ai bisogni immediati, ai quali si sta rispondendo, e alla ricostruzione, per la quale le risorse stanziate sono sufficienti; ma anche garantire opportunità di crescita e sviluppo. Chi non percepisce la correlazione tra ricostruzione e opportunità di sviluppo, chi guarda solo un lato del problema ricostruzione, non ha capito nulla del terremoto”.