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"Basta lupi e orsi”: le regioni alpine contro il ministero

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 Divisi sull’ambiente: vertice sulla sicurezza  dal Friuli ad Aosta “Ronde per cacciarli”
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ROMA. Lupi e orsi equiparati a pericolosi criminali, per loro la provincia di Trento riunisce il comitato per l’ordine pubblico, organizza ronde e un vertice delle Regioni alpine per gestire i grandi carnivori in autonomia rispetto al ministero dell’Ambiente. Dal punto di vista politico è un altro cortocircuito della coalizione gialloverde, con il presidente leghista della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che si oppone al ministro dell’Ambiente di area 5Stelle Sergio Costa. La crociata di Fugatti contro lupi e orsi ha anche una sfumatura sovranista, perché sulla gestione di specie protette il ministero deve rispondere alla direttiva europea Habitat, in vigore dal 1992. L’articolo 16 della direttiva permette deroghe ai singoli stati, ma i casi vengono valutati con il parere dell’lstituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale.

Lo status


È pro…
ROMA. Lupi e orsi equiparati a pericolosi criminali, per loro la provincia di Trento riunisce il comitato per l’ordine pubblico, organizza ronde e un vertice delle Regioni alpine per gestire i grandi carnivori in autonomia rispetto al ministero dell’Ambiente. Dal punto di vista politico è un altro cortocircuito della coalizione gialloverde, con il presidente leghista della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che si oppone al ministro dell’Ambiente di area 5Stelle Sergio Costa. La crociata di Fugatti contro lupi e orsi ha anche una sfumatura sovranista, perché sulla gestione di specie protette il ministero deve rispondere alla direttiva europea Habitat, in vigore dal 1992. L’articolo 16 della direttiva permette deroghe ai singoli stati, ma i casi vengono valutati con il parere dell’lstituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale.

Lo status


È proprio per aggirare questa procedura che Fugatti ha cambiato lo status dei grandi carnivori da animali protetti a problemi per l’ordine pubblico, sui quali la Provincia ha piena giurisdizione. L’iniziativa del leghista e delle Regioni che hanno aderito alla sua crociata lascia qualche perplessità se si osservano i dati: i lupi, i principali imputati in questo momento, nel territorio di Fugatti sono meno di 10, mentre il Piemonte, regione dove ce ne sono di più (amministrata dal centrosinistra) non ha aderito al vertice. Anche sui numeri c’è qualche perplessità: l’ultimo rapporto è del 2017, diffuso a marzo 2018, come da abitudine da 12 anni a questa parte, al Muse, il museo della scienza di Trento, durante un evento molto partecipato. Quest’anno però l’evento pubblico già fissato per il 6 marzo è stato cancellato dall’assessora leghista Giulia Zanotelli, che promette però la diffusione dei dati sul 2018 online.

Il rapporto dell’anno scorso stimava una popolazione tra i 52 e i 63 orsi in Trentino, che avevano causato danni per 82mila euro. Più difficile il conteggio dei lupi, visto che in gran parte si muovono a cavallo tra Trentino, Alto Adige e Veneto, ma il rapporto ne stimava circa 38. Le denunce per danni da lupo nel 2017 erano state 57, quattro quelle respinte perché la morte degli animali non era imputabile al lupo, con liquidazioni per quasi 50mila euro. La psicosi da lupo però è cresciuta, e il comitato per l’ordine pubblico, cinque giorni fa, ha istituito delle ronde nei paesi dove gli avvistamenti sono stati più frequenti vicini alle abitazioni.

Il vertice

Martedì scorso le regioni aderenti al vertice (Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Valle d’Aosta) con le province di Trento e Bolzano hanno concordato «sulla necessità di disporre di strumenti idonei per la gestione dei grandi predatori» perché «la densità di lupi ed orsi genera situazioni che fanno venir meno la sicurezza delle popolazioni e rappresentano una fonte costante di danno per le attività economiche».

La casistica

A contraddire le risoluzioni del vertice ci sono però la casistica, i dati e il parere degli esperti. Luigi Spagnolli, direttore dell’ufficio caccia e pesca della provincia di Bolzano, osserva infatti: «capisco la necessità di risarcire gli allevatori, ma orsi e lupi non sono un pericolo per l’uomo ed è dimostrato. C’è una situazione conflittuale per le attività economiche, ma per un lupo un uomo, anche se piccolo, non è appetibile, troppi vestiti, troppi rischi». L’ufficio di Spagnolli ha anche ottenuto di recente un grande risultato, riuscendo a seguire, grazie a un radiocollare, un branco di sette animali che si muovono tra Trentino e Alto Adige in Val di Non. I lupi sono stati ribattezzati subito “lupi buoni”, perché in 164 giorni di monitoraggio il branco non ha mai cacciato un animale domestico e si è nutrito solo di fauna selvatica, cervi e caprioli soprattutto.

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